Dopo la morte improvvisa di mio padre e una volta tornati ad una certa normalità, ci siamo rimessi immediatamente al lavoro. Vi ho già raccontato che, all’indomani del funerale, siamo tutti ritornati alle nostre attività professionali. Sapevamo che era quello il gesto che papà si aspettava da noi. Dopo tutto, apparteneva a quella generazione di uomini che si definivano per le loro realizzazioni professionali. Si auguravano dai propri figli, lo stesso impegno, la stessa abnegazione.
Ciascuno di noi svolgeva già, all’interno delle imprese di famiglia, un ruolo chiave. Nicole, la maggiore, presso l’agenzia di viaggi Italian Express, Francine nell’amministrazione del Corriere Italiano, Alfredo jr si interessava di sviluppo immobiliare ed era appassionato di produzione televisiva. Essendo, pertanto le nostre funzioni predeterminate, ciascuno ha proseguito nel settore assegnato.
Persone a noi vicine ci consigliavano. A volte, cercavano di guidarci, altre volte, di inculcarci paura e sfiducia. Altri cercavano di trarne vantaggio. Furono anni di duro apprendimento. Non sapevamo sempre a chi dare la nostra fiducia, ci vollero molti anni e la capacità di sviluppare il nostro giudizio autonomo.
Tuttavia, l’appoggio della comunità e delle persone di affari non è mai venuto meno. Nonostante abbiamo attraversato una crisi economica, la stabilità del Corriere Italiano non è stata intaccata. Eravate là, fedeli lettori e abbonati, a volte esigenti a volte indulgenti. Ma eravate là e il vostro sostegno ci ha dato la forza. Così, nel corso degli anni `90, il Corriere ha continuto a svilupparsi in un ambiente economico più stabile. La comunità ha continuato a crescere, le associazioni hanno moltiplicato le proprie attività, i protagonisti della nostra comunità si sono distinti.
Abbiamo pertanto proseguito il nostro ruolo di leader dell’informazione scritta presso la comunità italiana del Québec grazie al vostro dinamismo e al vostro senso della famiglia e degli affari.
Grazie per la fiducia accordataci
Vi auguro una buona estate

