Poco tempo fa ho incontrato un personaggio appassionato con larghe vedute sull’importanza della cultura per la nostra comunità. Un giorno ho chiesto a Pasquale Lino Iacobacci di rifarmi un po’ la storia della Casa d’Italia. La risposta è stata positiva poiché, in quaranta minuti di videocamera, è riuscito a presentare alla comunità un sommario brillante sul passato dei pionieri che scrissero le pagine della nostra storia a Montreal.
Da questo incontro sono nate altre idee, tra cui quella che vi sottometto.
Tra poche settimane i media vi inviteranno a varcare la soglia della nuova Casa d’Italia per ammirarne la sua magnificenza. Nessuno di voi resisterà all’invito della Vostra Casa. Ma l’invito non vuole essere solo per questo evento eccezionale, l’invito vuole essere un invito duraturo. Perciò, in stretta collaborazione col direttore della Casa d’Italia, rievocherò nei prossimi mesi in questa rubrica alcuni momenti del passato di tale nostro simbolo storico.
Vi parlerò di coloro che fondarono la Casa d’Italia e con sacrificio di tempo e denaro realizzarono il progetto. Vi parlerò della generosità di umili lavoratori e di quella delle autorità locali. Vi farò conoscere coloro che guidarono la Casa con visione e rigore, raggiungendo gli obiettivi corrispondenti ai bisogni della nostra colonia. Mi attarderò su alcuni fatti umilianti degli anni quaranta che afflissero i nostri e soprattutto le persone schierate in prima linea.
“L’uomo che conosce la propria personalità e conosce bene le sue origini, non ha bisogno d’altro per vivere su questa terra” (Giorgio Todde) -
Vi ricorderò le moltissime attività sociali e culturali della Casa: ufficio d’assistenza, eventi culturali, ritrovo d'associazioni, serate di ballo e banchetti annuali. Che bei ricordi per molti di voi! Sì, la Casa rinasce per voi e per i vostri giovani che avranno l’opportunità di scoprirvi le traccia del passato e l’ispirazione per vivere il presente e inventare il futuro. Come sapete, il 75esimo anniversario della Casa è alle porte, mi auguro che ognuno di voi partecipi con generosità alle realizzazioni e dia libero sfogo alla creatività per il benessere comune.
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