La nostra Storia non può e non deve morire. Moralmente siamo obbligati a raccontarla alle nostre famiglie e ai discendenti. Sì! Devono conoscerne e perpetuarne la memoria; devono sapere da dove veniamo e perché abbiamo lasciato i nostri paesi, perché siamo ancora presenti a Montréal e come ci siamo integrati nel Québec. Devono pure conoscere la storia dei pionieri e dei loro antenati che porta in sé tutta l’esperienza dell’immigrazione. E infine, abbiamo un dovere di gratitudine verso gl’immigrati che hanno costruito il nostro passato, ricevuto in eredità, per essere tramandato. Nel 2011 l’Italia celebrerà il 150° anniversario come Nazione e la Casa d’Italia il 75° anniversario della sua fondazione. Alla vigilia di questi anniversari è doveroso ricordare tali momenti storici e altri fatti di rilievo. Uomini e donne edificano monumenti e muoiono. E tali monumenti rimangono la testimonianza vivente della loro presenza su terra. Sfortunatamente noi che restiamo, diamo molto più importanza alla celebrazione di un monumento che agli uomini e alle donne che lo hanno edificato. Eppure la vera ragione delle celebrazioni è quella di ricordare e onorare coloro che lo hanno edificato, con l’unico scopo di permettere alla comunità di rivivere momenti storici importanti. È con questa visione che la Casa d’Italia riaprirà, tra poco, le porte. La Casa d’Italia si trasformerà per diventare un luogo di narrazione e un ecomuseo per tutti noi, un testamento per onorare coloro che ci hanno già lasciato e un promemoria per le generazioni future su ciò che abbiamo in comune, sulle nostre origini e sull’esperienza di immigrati.
La Casa d’Italia, ci è stato detto dai promotori, celebrerà la nostra diaspora e farà conoscere le storie di uomini e donne che un giorno decisero di cominciare una vita migliore in Canada. Però come luogo di memoria collettiva la Casa d’Italia vuole proporre ed evidenziare il nostro patrimonio attraverso mostre, eventi culturali, corsi, servizi e programmi adattati a pubblici diversi.
Dalla prossima settimana vi proporremo, in collaborazione con Nicola Franco, la lettura su soggetti del passato, parlandovi di episodi e di persone importanti, ma anche delle celebrazioni che si sono tenute fin da quando fu concepita l’idea di una Casa d’Italia. Sono convinto che gl’Italiani della nostra comunità e le generazioni che seguiranno potranno imparare molto dai ricordi e dalle storie del passato.
Pasquale Lino Iacobacci