L’ortica è una pianta dalle mille proprietà benefiche, conosciuta sin dall’antichità. Vi parlerò soprattutto della pianta indigena di qui, l’ortica del Canada (Laportea canadensis). Esistono la pianta maschio e la pianta femmina, dal cui incrocio la riproduzione è assicurata. È una pianta vivace quindi dura qualche anno prima di morire e produrre delle nuove radici che assicurano la progenie. Ma vediamo un po’ la storia di questa pianta. Il suo nome viene dal latino urere, che vuol dire bruciare. In inglese il nome nettle viene da needle, che vuol dire ago. Quindi si capisce chiaramente che è una pianta pungente e irritante. Le truppe romane la aggiungevano alle loro pietanze per le sue qualità nutritive e la strofinavano sul corpo per riscaldarsi durante le campagne di conquista nei paesi nordici. I romani la usavano anche per stimolare la virilità, strofinandola nella zona dei reni e del basso ventre. Victor Hugo, nei Miserabili, ne vanta le qualità: “Se solamente la popolazione conoscesse tutti i suoi usi: giovane, l’ortica costituisce un’ottima verdura nutriente, adulta, i suoi steli offrono delle fibre che danno una stoffa molto resistente”. È una delle piante più utilizzate nelle erboristerie tanto da essere coronata “pianta dell’anno” nel 2009.
Qui in Quebec la si può trovare, al sud del Saint-Laurent, in terreni ricchi in azoto, vicino ai corsi d’acqua in generale. È una pianta vivace che può raggiungere i 150cm, composta da un fusto centrale resistente con foglie opposte verde scuro e dentellate, ricoperte da minuscoli peli affilati e urticanti. Nei peli vi ritroviamo una combinazione di acido formico e carbonato d’ammonio, da cui la sua caratteristica irritante. Ma a livello chimico la sua composizione è ben più complessa. A parte l’acido formico, la pianta contiene anche acido gallico, clorofilla, flavonoidi, vitamine A, B e C, calcio, ferro, potassio, fibre, proteine, istamina e serotonina. E addirittura il suo contenuto in ossidanti è superiore a piante quali il peperone e il pomodoro! Insomma, è una delle piante selvatiche più complete dal punto di vista nutritivo. Ma non bisogna dimenticare che è una pianta da “trattare con i guanti”, e una volta raccolta, visto che i suoi principi attivi sono idrosolubili, può essere utilizzata per tisane, gelatine o bolliti.
