Carissimi lettori, ben trovati.
Il mese di novembre ci ha lasciati nelle braccia di dicembre. Prepariamoci a vivere con gioia tutto quanto questo mese è in grado di offrirci. La lettera alla quale rispondo è di G.
“Maria... sono un uomo di 56 anni. Sono separato da più di 20 anni... Dopo la separazione ho vissuto sempre da solo. Ho avuto delle amiche... ma non ho voluto mai convivere con nessuna delle donne che ho incontrato... Da più di tre anni, ho conosciuto una donna che ha quasi la mia stessa età... Mi piacerebbe condividere più tempo con lei… o convivere. Però non posso a causa di una delle due figlie che vivono ancora con me. A lei la mia compagna non piace... Ho rinunciato a tante cose per esser con loro... oggi che vorrei vivermi la vita così come desidero, devo ancora rendere conto a qualcuno. Maria, a quale età si finisce di dare spiegazioni? Quando si è liberi? Perché diamo più importanza agli altri che a noi stessi? Vienimi incontro per favore. Voglio bene a mia figlia, ma non voglio perdere la mia compagna...!”
Com'è cambiata la vita! Una volta erano solo i figli che si trovavano fra la mamma e la moglie. Oggi sono anche i papà che si trovano tra la figlia e l'amica! La prima cosa che mi viene da dire è che se avessimo il coraggio e la semplicità di vivere veramente per come siamo, saremmo tutti più calmi e più contenti. Sono altrettanto convinta che ci sarebbero meno separazioni in quanto ci sarebbero solo “veri” matrimoni.
Carissimo G., ciò che mi sta veramente a cuore della tua situazione è che tu capisca che non è tua figlia ad impedirti di vivere la vita, ma sei tu che ancora non riesci a separare l'uomo dal padre. Cerca di restare calmo. Per farlo, devi imparare ad amarti così come sei. Prima accetterai te stesso, prima spariranno i sensi di colpa e tua figlia, a sua volta, ti capirà e ti accetterà. Parlale con calma spiegandole che la tua vita è unica come la sua e che né la sua, né la tua vanno sprecate. Ogni vita merita di essere vissuta con la libertà del libero arbitrio dal quale è iniziata. Dobbiamo essere responsabilmente liberi con la consapevolezza della presenza del prezzo da pagare. Se il sentimento che nutri per la tua compagna è vero, sarai pronto a vestirti di calma, pazienza e tanto, tanto, Amore prima di tutto verso te stesso, poi verso tua figlia e verso la tua compagna. Aprendo il cuore all'Amore entrerai nella forza dell'Universo; esso ti aiuterà a capirti ed a far sì che tua figlia ti capisca. Contando sulla tua capacità ti saluto e, con te, saluto tutti voi cari lettori del Corriere Italiano.
La vostra motivatrice
Maria Prioriello
E se i figli non vogliono?
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