“L’italianese” di Bruno Villata



Claudio Antonelli
Pubblicato il 2010-08-03 10:52:32
Pubblicato il 2010-08-03 10:52:32
Claudio Antonelli RSS Feed
Soggetti :
Concordia University , Montréal

Noi, di origine italiana residenti a Montréal, che lingua parliamo quando,  convintissimi di parlare la lingua della penisola, usiamo quel nostro italiano particolare? Mi riferisco alla nostra lingua locale, farcita di parole come: “montante” (al posto di ammontare, somma, importo), basamento (invece di seminterrato, scantinato), camera (al posto di macchina fotografica), colletta (in luogo di raccolta), fermare (invece di chiudere), benevolo (in luogo di volontario); o ancora di termini come plombiere (idraulico), baschetta (cesto, paniere), corno (angolo), fattoria (fabbrica), licenza (patente), pippa (tubo), iarda (orto, giardino, cortile), begga (sacchetto), giobba (lavoro), sciabola (badile, pala), sciomaggio (disoccupazione), fensa (siepe, recinto), moppa (spazzolone, strofinaccio), marchetta (mercato),  pusciare (spingere), e così via... Si tratta dell’“italianese”,  ci spiega il docente universitario (Concordia University) Bruno Villata nel suo “L’italianese; L’italiano comune parlato a Montréal (Montréal: Lòsna & Tron, 2010, 49 p.). Il professor Villata da anni si interessa, attraverso studi teorici rigorosi e verifiche “sul campo”, all’“italiano comune parlato a Montréal”. Idioma ch’egli differenzia dall’“italiese” degli italiani di Toronto e delle altre località nordamericane, dove la lingua italiana ha subito l’influenza soltanto dell’inglese, e non dell’inglese e del francese come qui a Montréal. E trovo che il neologismo “italianese” è utile per differenziarlo dall’“italiese”, con cui si designa il “linguaggio consistente nella mescolanza di vocaboli e costrutti italiani e inglesi (...)” [lo Zingarelli, 2011]. Questa “favella singolare, che sembra un miscuglio di parole dialettali, italiane, inglesi e francesi quasi sempre uscenti in vocale” è da considerarsi un gergo ridicolo, sprovvisto di logica, di cui non ci resta che vergognarci? Assolutamente no, poiché tale lingua risponde ad un bisogno concreto di comunicazione, di comprensione; inoltre sottintende tutta una serie di regole e principi, che Bruno Villata nel suo saggio ci presenta in maniera chiara e coerente. La parlata italiana di Montréal è “una parlata adatta alla comunicazione” nel nostro contesto linguistico particolare contraddistinto da due lingue forti: il francese e l’inglese. L’“italianese” è pertanto una lingua “ricca di voci prese dalle lingue forti”, “assimilate al sistema morfologico italiano mediante l’aggiunta di una vocale finale” (che si pensi a “giobba”). I vari aspetti dell’interagire tra l’italiano e le due lingue forti sono analizzati, a nostro beneficio, dall’autore. E presentandoci (p. 16-25) le “caratteristiche più salienti dell’italianese” e le sue particolarità grammaticali (p. 25-32), Bruno Villata fa sempre ricorso ad esempi chiarificatori. Molte parole italiane sono scomparse dal nostro vocabolario di trapiantati. Che si pensi ad idraulico o ad assegno. Qualche volta sono scomparse, direi io, “per decenza” o, come Villata più diplomaticamente spiega, per “influenza indiretta”: ad esempio, il nostro “sciare” è stato sostituito da “schiare”, visto che “chier” in francese vuol dire tutt’altra cosa... Un’altra influenza del francese sull’italianese: l’uso ridondante da parte nostra, italiani trapiantati, dell’aggettivo possessivo.  Ma le contaminazioni delle due lingue forti sull’italiano non si fermano qui,  e Bruno Villata, attraverso la sua scrittura agile e chiara, ce ne propone un’intera serie.  L’interessante studio si conclude con un glossario, le note, un’appendice, e un indice.                                                                     

 

 

Fare un commento

Fare un commento

Questo modulo non viene utilizzato per inviare ad un amico. Favore, utilizzare il link "Inviare ad un amico" nella parte superiore della pagina per farlo.

Corriere Italiano non è responsabile dei commenti qui riportati. Siate corretti e rispettate il soggetto della discussione. Se siete membri, collegatevi.

(Conserviamo le email private)
Accordo

Preghiamo gli internauti di rimanere nei limiti del decoro e dell’educazione. È vietato sottoporre contenuto discriminatorio, che insulti o che sia inadeguato: potrebbe essere ritirato dal sito a nostra discrezione. Non siamo responsabili delle opinioni o del contenuto sottoposto dagli internauti. L'utilizzo di questo sito e la proprietà del contenuto sottoposto sono sotto la disciplina dei nostri Condizioni generali di utilizzo e il nostro Politica di confidenzialità.

Gli organismi membri devono promuovere attività lecite e a scopo non lucrativo. Ogni organizzazione che facesse la promozione di attività illegali o di servizi/prodotti commerciali verrà ritirata dal sito.

Accetto queste condizioni.

Pubblicità

Infolettera

Iscrivete la vostra e-mail e riceverete le nostre notizie dalla loro pubblicazione

Iscrizione alle notizie in diretta
loading...

Pubblicità