I lavori di ristrutturazione e d’ampliamento della Casa d’Italia - “casa della memoria” della nostra comunità di trapiantati - mi offre lo spunto per la rievocazione che segue. Vi è un libro che non si può non citare parlando di noi italiani (o italoquebecchesi, o italocanadesi...) di Montréal: “...Troppo grano sotto la neve; un inverno al Canada, con una visita a Ford", di Gian Gaspare Napolitano (Milano: Casa Editrice Ceschina, 1936, 489 p.) La presentazione dell'editore: "Questo libro è la testimonianza di un viaggio nel Canada e negli Stati Uniti compiuto al servizio della 'Gazzetta del popolo' dal novembre 1931 al maggio 1932." La descrizione che l'autore, ci dà del Québec e di Montréal, visitati nel 1932, è attenta, precisa, viva. Napolitano descrive con pochi cenni, ma quanto efficaci, certi ambienti della nostra "colonia" (oggi diremmo “comunità”). Egli scrive: "I 25 mila italiani vi si sono dispersi: confusi nella comunità francese, per la maggior parte. Io frequentavo assiduamente la sede del fascio in via St-Laurent Street, specie nell'ora della scuola. C'erano i ragazzi della colonia, vestiti alla canadese, maglioni, guanti felpati, calzoncini di cuoio; giuocatori di hockey, meravigliosi di istinti, di bellezza fisica, di qualità morali. Parlavano bene l'inglese, meglio il francese, male l'italiano. C'era il mio amico, il tenente Incoronato, che reggeva il fascio e faceva scuola ai ragazzi. Con lui frequentavo i ristoranti italiani; dove si mangiavano gli spaghetti e si beveva il Chianti, e i vini piemontesi: il Parma, il Savoy. In uno c'era ancora una vecchia pianola meccanica che suonava la Marcia reale per dieci cents. Il giornaletto ‘L'Italia’ lo metteva insieme un giovanotto calabrese, Vetere, un maestro di scuola carico di figlie con grandi occhi dolci. [In seguito, secondo le accuse di molti di quel tempo, sarà proprio questo Vetere a fornire alla Gendarmeria Reale del Canada la lista degli italiani da internare. N. d. R.]. Questo giornaletto si stampava nelle cantine della fabbrica di tabacchi in St-James Street West. ‘L'Italia’ ‘Italian Weekly Newspaper’. Commovente giornaletto: come resistere alla tentazione di scrivervi? La fabbrica di sigari ‘Marca Gallo’ era uno dei centri di riconoscimento della colonia italiana. (...). St-James Street West 729 era la sede del Comitato Italiano di Beneficenza, lì s'incontravano i notabili della colonia, i presidenti delle società di mutuo soccorso. Lì venivano a chiedere un sussidio i vecchi emigranti con trenta, quarant'anni di America parlando la curiosa parlata del meridione infarcita di vocaboli americani. La parlata degli emigranti." Alle note di Napolitano aggiungo queste linee. Antonino Spada, nel suo "Italians in Canada", menziona "Incontri ed esperienze; nel Canada, Stati Uniti, Inghilterra" di Francesco Piva, Torino: SEI, 1954, 288 p. Piva, nell'inverno del 1951-52, trascorse qualche tempo in Canada, per conto dell'Unesco. Il libro, di un centinaio di pagine, è sotto forma di diario. Interessanti sarebbero, secondo Spada, le considerazioni dell'autore sul Québec e sulle aspirazioni di questa provincia ad ottenere l'uguaglianza col resto del Canada. Paolo Canali, console d'Italia a Montréal dal 1958 al 1966, è invece autore di "Il paese dei tre oceani: sguardo sul Canada" Parma: Guanda, 1971. Libri, questi due ultimi, che non sono riuscito a trovare.
Napolitano descrive con pochi cenni, ma quanto efficaci, certi ambienti della nostra comunità -
