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Murdoch, Inglesi e "fair play"

Murdoch, Inglesi e

Murdoch, Inglesi e

Claudio Antonelli
Pubblicato il 26 Luglio 2011
Pubblicato il 26 Luglio 2011
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Soggetti :
Scotland Yard , Italia

Lo scandalo Murdoch (nella foto) ha aggiunto un'ennesima crepa al polveroso mito degli inglesi "maestri di fair play". Non sembra aver intaccato però il loro autogratificante ruolo di dispensatori di pagelle d'insufficienza a noi, popolo del Sud, quintessenza di folclore. Da decenni, infatti, gli inglesi, attraverso i loro organi d'informazione, deridono e spernacchiano l'Italia e gli italiani, da loro considerati un concentrato di ridicolo e d'immoralità. Che si pensi all'accanimento con cui il sussiegoso e pretenzioso giornale "The Economist" e il politicizzato "The Guardian" riversano, da anni, accuse quasi isteriche, con l'immancabile contorno folcloristico di sberleffi in salsa di pomodoro e fiaschi di Chianti, sulle cose e gli uomini della Penisola...

E adesso come si reagisce nella patria degli ex padroni del mondo e culla natale della compianta principessa dei tanti piselli e del principe esaltatore dei tamponi vaginali dell'amata? Si reagisce dicendo: "Stiamo facendo una figura 'italiana'. Murdock è diventato Berlusconi, e l'Inghilterra sembra Italia." Oltre tutto, confondono i ruoli: Berlusconi in Italia è stato il bersaglio e non l'artefice d'intercettazioni... Inoltre, da noi, nessuno si è mai sognato di aggredire vilmente i genitori di vittime innocenti ponendo il loro telefono "sotto ascolto" per carpire notizie da sbattere sui giornali, come hanno fatto invece i giornalisti inglesi, con sospetti di complicità gravanti persino sulla leggendaria Scotland Yard.

Si vede proprio che i moralizzatori con bombetta, con questo voler abbassare l'Italia e gli Italiani in occasione anche di questa sudicia storia con cui gli italiani non c'entrano un tubo, mostrano di voler continuare, imperturbabili, il lavoro d'insudiciamento dell'Altro, ossia di noi, che ai loro occhi costituiamo una pietra di paragone di bassezza. Noi, per soprammercato, saremmo anche i responsabili del disagio provato da molti inglesi, dal momento che costoro, essendo scesi così in basso, dicono, costernati, di temere di essere diventati simili a noi ossia immorali e perversi. Insomma: anche la vicenda di Murdoch è un'ulteriore occasione per loro d'innalzarsi a giudici nei nostri confronti.

E gli italiani come reagiscono a questo tentativo di volerli implicare moralmente in un qualcosa - lo scandalo Murdoch - con cui non c'entrano un bel nulla? Reagiscono autoaccusandosi. Nella Penisola, per molti, il "giudizio poco lusinghiero sugli italiani" emesso dagli inglesi non è altro che un'ulteriore "prova" dell'inferiorità degli italiani al governo, Berlusconi in testa. Gli italiani reagiscono, insomma, dichiarandosi d'accordo. Del resto essi, in maggioranza, hanno sempre accettato, in virtù del loro vigoroso spirito autodenigratorio, questo strano gioco delle parti che li vede come continuo bersaglio d'impietosi giudizi morali.

Ai nostri maestri inglesi, còlti ancora una volta con i pantaloni abbassati, si permette, in definitiva, di continuare a dar voti e a mettere in castigo la scolaresca, la quale paradossalmente accetta giuliva. Ma cosa volete, il voler togliere ad un italiano la morbosa voluttà autodenigratoria, ben presente anche nell'antiberlusconismo "a tutti i costi ed in ogni occasione", equivale a volergli togliere il pane quotidiano.

 

 

 

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