"Militari USA bruciano Corano in Afghanistan", "Marines urinano sui talebani morti." Gli episodi a stelle e a strisce poco hollywoodiani sono numerosi: che si pensi alle umiliazioni e torture inflitte ai prigionieri nel carcere di Abu Ghraib e di Guantanamo, e alle sparatorie e ai bombardamenti spesso indiscriminati sia in Iraq che in Afghanistan, e anche al fatto che la tortura, come metodo normale d'interrogazione, sia stato in diverse occasioni tollerato dalle alte istanze USA.
In genere mi astengo dal fare commenti su strategie e comportamenti sul campo di battaglia, poiché considero non solo improprio ma grottesco fare dell'alta strategia e del facile moralismo tenendo il didietro su una sedia. Combattere al fronte è tutt'altra cosa... Ma oso comunque dire che ciò che rende questi episodi ancora più scioccanti per noi è che essi sono l'esatto contrario della vulgata veicolata da migliaia di film e programmi TV. Tale vulgata innalza al settimo cielo lo stile cavalleresco e lo spirito di abnegazione dei liberatori americani e dei loro alleati, nell'altruistica battaglia contro il male assoluto, nella seconda guerra mondiale.
La liberazione dell'Europa dal male assoluto, alias guerra civile europea, è immancabilmente celebrata con enfasi ogni anno, benché avvenuta in un quadro di stupri di massa, esodi forzati d'intere popolazioni, bombardamenti indiscriminati con l'uso anche di atomiche, e sopraffazioni d'ogni sorta sui civili. Ebbene, tra i particolari giudicati non rilevanti in questa continua celebrazione del bene sul male, vi è anche il fatto che la cosiddetta liberazione è coincisa, tra l'altro, con il trionfo del plumbeo giogo sovietico, protrattosi poi per più di mezzo secolo con lacrime e sangue, su una fetta del continente europeo "liberato".
Torno a ripetere: scricchiolano e non poco alla prova di fatti ed episodi vergognosi come quelli dei marines urinanti sui morti, le impalcature e gli arredi di scena del contrasto manicheo, allestitoci senza tregua da Hollywood per celebrare la fiaba a lieto fine che vede il combattente a stelle e strisce, presentatoci come un San Giorgio che uccide il drago, trionfare sul soldato tedesco, degno di un Frankstein. Forse è il tempo di "revisionare" certi luoghi comuni e certe idee consacrate sul tema. Ma il revisionismo in molti paesi, tutti lo sappiamo, è un vero e proprio crimine, passibile di prigione.
Ma il revisionismo in molti paesi, è un vero e proprio crimine, passibile di prigione -
All'americana
Sandro Romano (da non confondere con il più noto Sergio Romano) nel suo opuscolo provocatorio "In America voglio andar", pieno di spunti paradossali sugli USA, si chiede: "Come si comporterebbe l'America in un '8 settembre all'italiana'?" Sì, cosa sarebbe successo se invece che i tedeschi vi fossero stati gli americani a subire il voltafaccia di un loro alleato che dichiara loro guerra? La punizione contro gli italiani - secondo Sandro Romano - sarebbe stata "esemplare", con bombardamenti su città intere e nessun rispetto per i prigionieri. Un'apocalisse, insomma.
Una tale conclusione può far sobbalzare e suscitare contro il nostro autore accuse (completamente sballate) di filonazismo. Il fatto è che noi tutti, avidi consumatori di propagande hollywoodiane, abbiamo subito un vero e proprio lavaggio del cervello. Che si pensi appunto a questa demonizzazione per anni e anni condotta su tutti i tedeschi come razza, vecchi e giovani, nati o ancora da nascere. Ma oggi tanti fatti tendono a mostrarci che le verità hollywoodiane, con cui ci hanno nutrito per anni e anni, andrebbero riviste almeno un po' senza dover temere la paralizzante accusa di "revisionismo".

