Non sempre degni di Hollywood

Claudio
Claudio Antonelli
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"Militari USA bruciano Corano in Afghanistan", "Marines urinano sui talebani morti." Gli episodi a stelle e a strisce poco hollywoodiani sono numerosi: che si pensi alle umiliazioni e torture inflitte ai prigionieri nel carcere di Abu Ghraib e di Guantanamo, e alle sparatorie e ai bombardamenti spesso indiscriminati sia in Iraq che in Afghanistan, e anche al fatto che la tortura, come metodo normale d'interrogazione, sia stato in diverse occasioni tollerato dalle alte istanze USA.

In genere mi astengo dal fare commenti su strategie e comportamenti sul campo di battaglia, poiché considero non solo improprio ma grottesco fare dell'alta strategia e del facile moralismo tenendo il didietro su una sedia. Combattere al fronte è tutt'altra cosa... Ma oso comunque dire che ciò che rende questi episodi ancora più scioccanti per noi è che essi sono l'esatto contrario della vulgata veicolata da migliaia di film e programmi TV. Tale vulgata innalza al settimo cielo lo stile cavalleresco e lo spirito di abnegazione dei liberatori americani e dei loro alleati, nell'altruistica battaglia contro il male assoluto, nella seconda guerra mondiale.

La liberazione dell'Europa dal male assoluto, alias guerra civile europea, è immancabilmente celebrata con enfasi ogni anno, benché avvenuta in un quadro di stupri di massa, esodi forzati d'intere popolazioni, bombardamenti indiscriminati con l'uso anche di atomiche, e sopraffazioni d'ogni sorta sui civili. Ebbene, tra i particolari giudicati non rilevanti in questa continua celebrazione del bene sul male, vi è anche il fatto che la cosiddetta liberazione è coincisa, tra l'altro, con il trionfo del plumbeo giogo sovietico, protrattosi poi per più di mezzo secolo con lacrime e sangue, su una fetta del continente europeo "liberato".

Torno a ripetere: scricchiolano e non poco alla prova di fatti ed episodi vergognosi come quelli dei marines urinanti sui morti, le impalcature e gli arredi di scena del contrasto manicheo, allestitoci senza tregua da Hollywood per celebrare la fiaba a lieto fine che vede il combattente a stelle e strisce, presentatoci come un San Giorgio che uccide il drago, trionfare sul soldato tedesco, degno di un Frankstein. Forse è il tempo di "revisionare" certi luoghi comuni e certe idee consacrate sul tema. Ma il revisionismo in molti paesi, tutti lo sappiamo, è un vero e proprio crimine, passibile di prigione.

Ma il revisionismo in molti paesi, è un vero e proprio crimine, passibile di prigione

 

All'americana

 

Sandro Romano (da non confondere con il più noto Sergio Romano) nel suo opuscolo provocatorio "In America voglio andar", pieno di spunti paradossali sugli USA, si chiede: "Come si comporterebbe l'America in un '8 settembre all'italiana'?" Sì, cosa sarebbe successo se invece che i tedeschi vi fossero stati gli americani a subire il voltafaccia di un loro alleato che dichiara loro guerra? La punizione contro gli italiani - secondo Sandro Romano - sarebbe stata "esemplare", con bombardamenti su città intere e nessun rispetto per i prigionieri. Un'apocalisse, insomma.

Una tale conclusione può far sobbalzare e suscitare contro il nostro autore accuse (completamente sballate) di filonazismo. Il fatto è che noi tutti, avidi consumatori di propagande hollywoodiane, abbiamo subito un vero e proprio lavaggio del cervello. Che si pensi appunto a questa demonizzazione per anni e anni condotta su tutti i tedeschi come razza, vecchi e giovani, nati o ancora da nascere. Ma oggi tanti fatti tendono a mostrarci che le verità hollywoodiane, con cui ci hanno nutrito per anni e anni, andrebbero riviste almeno un po' senza dover temere la paralizzante accusa di "revisionismo".

 

 

 

Luogo Geografico: USA, Afghanistan, Iraq Europa

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