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I regali di Babbo Natale



Fabrizio Intravaia
Pubblicato il 24 Novembre 2009
Pubblicato il 17 Giugno 2010
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Manca un mese a Natale. Ovunque nel mondo, i bambini scrivono fiduciosi le loro belle letterine e le inviano a Babbo Natale affinché l’uomo dalla lunga barba bianca possa, nella magica notte tra il 24 e il 25 dicembre, esaudire i loro desideri. E Babbo Natale, solerte e generoso come sempre, si prepara meticolosamente al suo compito di dispensatore di sogni: sceglie attentamente i regali in base alle richieste, li impacchetta nella carta colorata con tanto di nastrini luccicanti, li mette nei sacchi, lucida gli ottoni della sua slitta, ne affila i pattini ed ordina gioiosamente alle scalpitanti renne di tenersi pronte per la grande trasvolata. Indossa contento il suo classico completo rosso, un’allisciatina alla barba, si infila gli stivali e, improvvisamente ... etciou! Ma che succede? Etciou e ancora etciou! Un brivido attraversa il suo corpo; anche le renne cominciano ad avere brividi di freddo, proprio loro che non sanno nemmeno cos’è il freddo! Vuoi vedere che Babbo Natale si è preso l’Influenza A? Vuoi vedere che anche le renne si sono prese la H1N1? Che si fa? Panico! Babbo Natale non se la sente proprio di andare in giro e le sue renne men che meno! Le gambe gli tremano, non riesce nemmeno a sollevare un regalo, figuriamoci un sacco! No, no, non se ne parla proprio di alzarsi in volo e poi con questo tempaccio, con questo vento! Via, è meglio mettersi a letto, con l’influenza non si scherza, soprattutto con l’Influenza A! E se poi, Babbo Natale contamina tutti i bambini attraverso la consegna dei regali? Presto, qui ci vuole un medico! Il medico arriva e “sgrida” Babbo Natale che non si è fatto vaccinare! «Non rientravo in nessuna delle categorie prioritarie!», cerca di giustificarsi il Vegliardo! Peccato, nessuno aveva pensato che quello di Babbo Natale è un “servizio essenziale”, perché regalare un momento di felicità ai bambini, a tutti, anche a quelli che finora hanno avuto ben poco da ridere, è e deve essere un servizio “essenziale”! Comunque, meno male che c’è ancora un po’ di tempo! Non tutto è perduto! Qualche giorno di riposo e, magari con l’aiuto di un Babbo Natale un po’ più giovane, sono sicuro che il Vegliardo ce la farà ancora una volta e il Natale, nonostante tutto, anche in questo tribolato 2009, sarà sempre ...Natale! Al di là di questo, surreale, incidente in cui potrebbe imbattersi Babbo Natale, le cronache degli ultimi giorni ci invitano a riflettere sulla singolarità del Natale 2009. Ad esempio, in alcuni grandi centri commerciali, dove tradizionalmente Babbo Natale si fa fotografare con i bambini sulle ginocchia o in braccio, verranno prese delle precauzioni: il Vegliardo dovrà lavarsi le mani spesso, la barba ogni tanto, cambiarsi d’abito e di guanti sovente, e dovrà astenersi dal distribuire baci e carezze ai piccoli, per evitare un’eventuale trasmissione del virus. Tutto ciò «non perché, improvvisamente, Babbo Natale non ama più i bambini – spiegano alla direzione di uno di questi Centri – ma proprio per evitare il contagio e permettergli di essere in piena forma per la Magica Notte». Insomma sarà un Natale un po’ insolito, forse meno affettuoso, sicuramente più asettico, ma alla fine, cari bambini state tranquilli, influenza o non influenza, il Vegliardo sarà ancora là pronto a riempire di magia la notte tra il 24 e il 25 dicembre. Sono sicuro che vi sarà un regalo per tutti: una bottiglietta di disinfettante per le mani, una mascherina o un vaccino. Questo è il Natale del 2009!

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