Forse qualcuno non lo sa ma in Italia, terra in cui spesso e volentieri le cose semplici diventano complicate per via di una burocrazia a dir poco...irresistibile, esiste un ministro per la Semplificazione normativa (o legislativa) che risponde al nome di Roberto Calderoli. Calderoli, ci informano le note ufficiale tratte dal sito del governo italiano (www.governo.it), è entrato per la prima volta in Parlamento nel 1994, eletto nelle file della Lega lombarda. Da allora ha ricoperto diversi incarichi, tra cui quello di Ministro delle Riforme istituzionali, fino a diventare senatore nel 2008 e ad essere nominato appunto ministro per la Semplificazione. Un esperto, dunque, del settore. Ma, in effetti, cos’è questo “strano” ministero e soprattutto di che cosa si occupa concretamente Calderoli? Lungi da noi l’idea che tale ministero sia sorto solo per fare un favore (politico) a qualcuno (la Lega, ad esempio), ci piace pensare che il governo lo abbia creato per far risparmiare un po’ di soldi al contribuente e per rendere la vita più semplice al ...semplice cittadino. Ed allora proviamo ad immaginarci la giornata di Calderoli. Eccolo in azione sul famoso “Carroccio” padano, con in mano la spada che gli serve per sciabolare, tagliare, sminuzzare, fare a pezzettini quelle migliaia e migliaia di leggi e leggine, atti, regolamenti, provvedimenti che si sono accumulati in 150 anni di storia italiana e che con il passare del tempo sono diventati inutili e obsoleti. Con un gesto teatrale più degno dell’epoca medioevale che di uno stato moderno, la settimana scorsa Calderoli ha dato un esempio concreto di quello che è capace di fare lui (e il suo governo). È sceso dal “Carroccio”, si è infilato in una caserma dei vigili del fuoco di Roma, ha chiamato a raccolta i media italiani, e novello “Nerone” in salsa padana, ha dato fuoco ad un numero imprecisato di scatoloni che simbolicamente contenevano le 375.000 leggi da lui abrogate per conto del governo. «Abbiamo trovato tante leggi inutili – ha spiegato - alcune risalenti addirittura al 1861 (come, ad esempio, l’acquisto di carbone per la Regia Marina), una montagna di complicazioni per il cittadino e per lo Stato». Ben detto, Calderoli, ma visto che è in carica da 7 maggio 2008, come avrà fatto a spulciare, studiare e poi mandare al rogo 375.000 leggi in meno di due anni? Avrebbe proceduto ad un ritmo forsennato di oltre 500 leggi al giorno. Neanche Superman avrebbe potuto fare tanto! Non nuovo ad imprese di questo tipo, “Terminator” Calderoli, già nel 2009 aveva soppresso 29.000 leggi considerate inutili. Tra le varie norme cancellate, riportano le cronache di quel periodo, sono state incluse anche quelle istitutive di alcuni comuni italiani tra cui Follonica, Sabaudia e Aprilia, oltre alla norma istitutiva della Corte dei Conti. Fu necessario emanare d’urgenza un successivo decreto "salva-leggi" per rettificare gli errori del precedente decreto "taglia-leggi". Speriamo che questa volta, nel rogo, non ci sia finita qualche altra legge importante. Quella di tagliare leggi inutili sarebbe, secondo il parere di Sergio Rizzo, esperto economico del Corriere della Sera, «un’azione inutile perché tanto quelle leggi lì sono “esauste”, hanno cioè esaurito la loro funzione e quindi non sono più concretamente vigenti anche se formalmente continuano a essere in vigore. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile». Come dire, un’operazione che in sostanza non serve a niente, così come il fuoco appiccato agli scatoloni che ha tutta l’aria di sembrare, oltre che una sceneggiata di dubbio gusto (ma i leghisti in questo sono maestri), un’operazione buona solo per gettare fumo negli occhi!
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