La Settimana santa è passata lasciando il segno non tanto nella “spiritualità” del quebecchese medio a cui della religione, in realtà importa sempre meno, quanto nella sua “materialità”. Mi riferisco al cosiddetto budget presentato il 30 marzo scorso dal ministro delle Finanze Raymond Bachand, un budget chiaramente improntato al sacrificio ...economico! Ispirato forse dal clima pasquale, Bachand ha voluto disegnare la futura “via crucis” a cui sarà sottoposto il cittadino nei prossimi anni, nel tentativo, quanto mai nobile, di raddrizzare le finanze quebecchesi ed annullare, nel giro di qualche anno, il deficit ovvero il disavanzo che attualmente esiste tra le entrate e le uscite dello Stato. Ma, particolare non trascurabile, sulla strada della “via crucis”, il cittadino quebecchese ci troverà anche lo Stato stesso a cui Bachand ha imposto una drastica cura dimagrante. “Mal comune, mezzo gaudio”, come si dice. L’elefantiaco apparato burocratico governativo subirà notevoli colpi di forbice e il cittadino sarà chiamato, più che nel recente passato, a fare la sua parte. Se per i dettagli di questa finanziaria vi rimandiamo all’articolo pubblicato alla pagina 6, una delle misure prese da Bechand, vale a dire l’introduzione del fondo destinato alla sanità (25$ dal primo luglio, 100$ nel 2011 e 200$ nel 2012), merita una riflessione. «Non considero di rimettere in discussione il “modello quebecchese” (la gratuità universale delle cure sanitarie) ma di modernizzarlo per il XXI secolo», ha detto il ministro. Il sistema da lui trovato per “modernizzarlo” è quello di andare a pescare direttamente nelle tasche di tutti i quebecchesi adulti, indipendentemente da quanto guadagnano, un contributo extra che servirà per rimettere in sesto il traballante servizio sanitario provinciale i cui costi, negli ultimi anni, sono letteralmente esplosi. Inoltre, ma i contorni di questa misura sono ancora poco chiari, il governo vorrebbe introdurre una sorta di “ticket” di 25$ per ogni visita medica. Il governo lancia un segnale ben preciso. Sta per finire l’epoca della sanità gratuita per tutti. Non è ancora l’introduzione a pieno titolo del sistema privato, anche se, in realtà, esiste già una sanità privata, ma un primo passo verso questa direzione. Sulla necessità di contribuire, attraverso una tassa ragionevole, a risollevare le sorti del sistema sanitario nazionale niente da dire. Viene, invece, da dire quando questa tassa non sembra poi così ragionevole anzi, sembra proprio “scriteriata”. Non è giusto che qualcuno che guadagni 30.000$ o 40.000$ l’anno debba pagare lo stesso montante di uno che ne guadagna 200.000$, così come è chiaro che se una persona è più malata di un’altra, e dunque ha bisogno di andare più spesso dal medico, non deve essere costretta a pagare ogni volta 25$. Inoltre, se governo e grandi aziende, “gelano” i salari dei dipendenti, prima perché c’è la crisi economica, poi perché bisogna stringere la cinghia e contribuire al benessere sociale, qualcuno ci deve dire come faremo a prendere i soldi necessari per “ripararci” dalla raffica di aumenti che ci aspettano nel prossimo futuro! Certo, è anche vero che molti quebecchesi o canadesi vivono al di sopra delle proprie possibilità indebitandosi fino al collo, anche grazie alla facilità con cui esibiscono le loro carte di credito. Comprarsi un televisore da 32 pollici invece che da 40 potrebbe già essere un esempio di comportamento più virtuoso. Ognuno faccia la sua parte, lo stato e il cittadino ma ... in maniera ragionevole!
Cura dimagrante
- Numero di volte letto : 170
- Valutare
- In alto della pagina
