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Tele-indipendenza



Fabrizio Intravaia
Pubblicato il 20 Aprile 2010
Pubblicato il 17 Giugno 2010
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Soggetti :
Canada , Italia

Se c’è uno strumento che è entrato di prepotenza a far parte della nostra vita e del quale difficilmente riusciamo a separarci questi è la televisione. Schermo piatto, a cristalli liquidi, ad alta definizione, via satellite, via cavo, da 40 pollici, no anzi da 52 pollici, la tv negli ultimi anni ha subito una rivoluzione non solo tecnologica ma anche fisica, diventando meno “panciuta” ma più lunga. Spinti da una pubblicità sempre più aggressiva e con la scusa del regalo di Natale o di compleanno, ci siamo precipitati nei negozi per acquistare gli ultimi modelli dagli schermi talmente grandi che nella maggior parte dei casi mal si addicono con l’esiguo spazio delle nostre stanze. La tv “troneggia” nel bel mezzo del salotto o del nostro soggiorno (quando non “troneggia” anche nelle altre stanze) e la vita viene organizzata intorno a questo novello totem interattivo, che funge tanto da baby-sitter quanto da computer, da radio, da sala giochi, da risorsa a cui attingere per passare il tempo: sublime e magica scatola che “fagocita” irresistibilmente il nostro tempo libero e anche quello meno libero. Lungi da me l’idea di demonizzare la televisione, che ha pur sempre i suoi lati positivi (pensiamo ad esempio, alle persone sole), avete mai pensato a cosa potrebbe essere la nostra o la vostra vita senza questa rumorosa e ingombrante “compagna” o perlomeno cos’altro si potrebbe fare in alternativa all’uso smodato di tale strumento? Proprio per riflettere su questo aspetto è nata la “Settimana senza televisione” (www.semainesanstele.over-blog.com), in corso proprio in questi giorni (dal 19 al 25 aprile), un invito anzi, un incitamento a spegnere tv e (già che ci siamo) computer, per essere più vicini alla propria famiglia o, a se stessi. Secondo la Società canadese di pediatria (www.cps.ca) i bambini guardano troppo la tv, in media 14 ore a settimana. Alla fine delle scuole secondarie, un adolescente avrà passato più ore davanti alla tv che in classe. La Società italiana di pediatria (www.sip.it) è dello stesso avviso e coglie un altro aspetto deleterio dell’overdose di televisione, quello relativo all’affollamento pubblicitario. Alcuni rilevamenti fatti dalla “Sip” hanno portato ad ipotizzare che un bambino che guardasse quotidianamente 2 ore di tv pomeridiana su un’emittente privata nazionale assisterebbe in un anno ad oltre 35.000 spot pubblicitari tra cui oltre 5.500 dedicati alimenti. Di che abbuffarsi ed essere ampiamenti “satolli”! Bambini e adolescenti, tanto in Canada quanto in Italia, guardano troppa tv. Quindi giocano meno, passano poco tempo con la famiglia e gli amici, e assimilano comportamenti sbagliati o aggressivi. “Il 30% di essi – conclude la “Sip” - è sovrappeso per colpa della televisione e dell’eccessiva sedentarietà. La soluzione? Spegnere almeno per un’ora al giorno, o per un giorno alla settimana lo schermo per dedicarsi ad altro. Cosa posso fare, allora, per “scollare” o per togliere, almeno parzialmente, mio figlio dalla televisione? Ecco che, per chi è a corto d’idee, viene in soccorso il sito www.amonmeilleur.ca, un programma nazionale che mira al benessere dei bambini in età scolastica, elaborato da una grande società farmaceutica in collaborazione con il Ministero della Salute canadese ed Educazione fisica Canada, una specie di grande libro di “ricette” e suggerimenti per fare altro che guardare la televisione. La vita è bella lo stesso anche con meno pollici!

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