Il primo della collezione fu dipinto da un certo Henry Sandham nel 1889 e ritrae sir John Alexander Macdonald, primo ministro del Canada a due riprese: dal 1867 al 1873 e dal 1878-1891. L’ultimo, con i colori ancora “freschi”, affisso nella galleria dei ritratti dei primi ministri la settimana scorsa (nel cosiddetto “édifice du Centre della Collina Parlamentare di Ottawa), è opera di Christian Nicholson (artista del Nuovo-Brunswick), è un olio su tela di 122 x 91,5 cm., e ritrae “le p’tit gars de Shawinigan” ovvero Jean Chrétien, in carica dal 1993 al 2003. Dal 1990 la realizzazione dei ritratti è finanziata dal Ministero dei Lavori pubblici e dei servizi governativi e la scelta dell’artista che eseguirà il ritratto è lasciata al primo ministro in carica ma il “Servizio di conservazione” del patrimonio nazionale spesso interviene a “dare una mano” fornendo indicazioni sui pittori ritrattisti più conosciuti. La galleria dei ritratti dei primi ministri, a cui si aggiunge quella dei presidenti della Camera dei comuni e quella dei deputati (non tutti, quelli più “famosi”), ne contiene in tutto 20; percorrerla significa ripercorrere praticamente tutta la storia della Confederazione canadese. Se Chrétien è finito là dentro, accanto ad illustri predecessori come Wilfrid Laurier, Leaster Pearson, Pierre-Elliott Trudeau e Brian Mulroney vuol dire che anche lui ha trovato il suo posto al “sole” anzi, meglio, nella storia! 40 anni da deputato, 10 da Primo ministro, titolare di diversi ministeri, tre elezioni consecutive vinte. Gli statistici di professione riportano che ha operato in politica attiva per 13.113 giorni, ovvero 35 anni, 10 mesi e 25 giorni. Se non è un record poco ci manca; in ogni caso i numeri testimoniano della longevità politica del liberale Chrétien che, citando le parole dell’attuale Primo ministro conservatore Stephen Harper, a cui è toccato il compito di “intronizzarlo” in Parlamento, «si è distinto in numerosi modi considerando la politica non solo come un dovere ma anche come un piacere, non solo come una missione ma anche come un’avventura». E, in effetti, non si può certo rimproverare a Chrétien, 77 anni, eletto per la prima volta deputato nel 1963, indifferenza o freddezza verso la politica che ha sempre “indossato” in modo naturale, così come si indossa un vestito che ti calza a pennello, e si è sempre definito un realista, non un sognatore; e così ha voluto il suo ritratto, semplice, senza pose, con un paio di occhiali nella mano sinistra, con uno strano sfondo giallo alle spalle, con lo sguardo concentrato, quasi imbronciato, ad immagine e somiglianza del politico d’azione quale è stato, senza fronzoli, immediato, diretto e a volte battagliero. Chrétien non si è smentito nemmeno il giorno dell’inaugurazione del suo ritratto quando, ringraziando per l’evento, ha perorato la causa del politico, un mestiere difficile, soprattutto in un’epoca come la nostra dove nessuno metterebbe più la mano sul fuoco per difenderne uno. «Che bisognerebbe fare, allora per risollevare la figura del politico?» - gli è stato chiesto. «Non lo so, devono fare come me; io mi difendo –ha risposto - mi sono sempre difeso; si inchinano troppo rapidamente; bisogna battersi!».
Il ritratto
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