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Il mistero continua



Fabrizio Intravaia
Pubblicato il 29 Giugno 2010
Pubblicato il 29 Giugno 2010
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Soggetti :
NATO

Il mistero continua

 

Era la sera del 27 giugno del 1980, 81 persone viaggiavano a bordo del DC9 dell’Itavia che collegava Bologna a Palermo quando, improvvisamente, successe “qualcosa” e quell’aereo precipitò inabissandosi nelle acque a largo dell’isola di Ustica. Non ci furono superstiti. 30 anni dopo, quella che è passata alla storia come la “strage di Ustica” è ancora avvolta nel mistero e nessuno sa ufficialmente quale sia stata la causa del disastro. Al caso Ustica la Magistratura italiana ha dedicato una massa tale di risorse, che non trovano riscontro in nessun altro caso della storia giudiziaria italiana, nemmeno nelle inchieste relative alle tante stragi e attentati che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni, da quella di Piazza Fontana a Milano (1969) a quella della stazione di Bologna nel 1980; 30 anni di indagini, migliaia di cartelle di atti per milioni di pagine, un numero spropositato di udienze processuali per non arrivare a nessuna conclusione certa, solo ad ipotesi. L’ultima delle quali riferisce di un coinvolgimento della Francia. Sarebbe stato un missile sparato da un aereo militare francese, destinato probabilmente ad abbattere il leader libico Gheddafi, che in quel momento sorvolava la zona, a colpire per errore l’aereo civile dell’Itavia provocando la strage. Nel corso degli anni, gli inquirenti, le commissioni d’inchesta e i giudici che si sono occupati del caso hanno indagato intorno a varie ipotesi, nessuna delle quali mai confermata. Quella più plausibile (che “riemerge” costantemente) è che il DC-9 sarebbe stato abbattuto da un missile; seguono le ipotesi della collisione con un altro velivolo del cedimento strutturale ed infine l’esplosione di una bomba a bordo. Sullo sfondo, sempre e comunque, intrecci e intrighi internazionali: presenze di aerei NATO, esercitazioni militari, aerei libici, aerei americani e così via. Da questo “intrigo” di ipotesi non si riesce a venirne fuori e l’unica “certezza” rimane che i parenti delle vittime, 30 anni dopo, invecchiati, stanchi e alcuni anche scomparsi, ancora non sanno perché e come sono morti i loro cari. Per la cronaca, l’aereo si inabissò a 3700 metri di profondità, cosa che complicò non poco il recupero dei resti, avvenuto comunque per il 96% ben 11 anni dopo il misfatto. Il relitto è stato ricomposto in un hangar dell'aeroporto di Pratica di Mare, dove è rimasto a disposizione della Magistratura per le indagini fino al 2006 quando è stato trasferito e sistemato nel Museo della Memoria, allestito appositamente a Bologna. Missile? Attentato? “Guerra aerea?” tra potenze straniere? Il mistero, 30 anni dopo, resta e, non per essere pessimisti, resterà ancora chissà per quanti altri anni. La verità non è sepolta nel mare a 3700 metri di profondità, ma nella profondità delle coscienze di quanti non hanno voluto e non vogliono che si sappia mai la verità sulla “strage di Ustica”, esempio emblematico dei tanti misteri della recente storia italiana.

L’unica “certezza” rimane che i parenti delle vittime, 30 anni dopo, ancora non sanno perché e come sono morti i loro cari. -

 

L’ “altro Mondiale”

 

Non era mai accaduto nella storia dei Mondiali di calcio che le due squadre finaliste dell’edizione precedente (Italia e Francia) uscissero al primo turrno così come il paese ospitante, il Sudafrica. Il Mondiale, costruito su misura per i Bafana Bafana (soprannome della nazionale di calcio locale) si ritrova senza la squadra di casa, troppo debole alla prova dei fatti, senza “l’entusiasmo” della gente di casa e con degli stadi immensi che, nella maggior parte dei casi, rimarrano vuoti perché troppo grandi e sostanzialmente non rispondenti alle necessità locali. Il calcio è un gioco ma a certe latitudini (anzi, a tutte le latitudini) è prima un business e poi un gioco, e “rimbalza” dove ci sono più soldi, con buona pace di chi crede ancora che un Messi, un Kakà o un Totti possano cambiare la traiettoria dei rimbalzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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