Dicesi “solleone” il periodo compreso tra la seconda metà di luglio e la prima decade di agosto, quando il sole si trova nel segno zodiacale del Leone e il caldo è maggiore. La parola solleone è diventata, dunque, sinonimo di gran caldo estivo, di periodo torrido e il caldo, spesso può dare alla testa. Spulciando le cronache del Bel Paese mi sono accorto che le pagine dei giornali o i siti dei media italiani sono pieni di notizie tipicamente da ... solleone. Prendiamo, ad esempio, la “guerra” politica in atto in questi giorni tra gli (ex) alleati di governo cioè il primo ministro Berlusconi e il suo partito da una parte, e il presidente della Camera Fini e i suoi (i cosiddetti “finiani”), dall’altra. Giuratisi “amore eterno e indistruttibile” poco più di due anni fa, in nome di un’Italia moderna, unita, giusta e, secondo loro migliore, ora è lotta senza esclusione di colpi (di sole) al punto che il rischio di una crisi di governo e di un ritorno alle urne è alto. Ma lasciando da parte la politica italiana, tanto quella è sempre da ...solleone, una delle notizie che ha attirato particolarmente la mia attenzione è stata quella di un uomo di 50 anni di Cefalù, tale Salvatore Glorioso, che partito da Milano il 10 luglio scorso sta cercando di raggiungere a piedi la cittadina siciliana portando sulle spalle una grossa croce di legno. Le ultime notizie a proposito lo davano dalle parti di Napoli (e forse anche oltre quando leggerete questo articolo), dunque oltre la metà del suo cammino. Interrogato sul perché di tale insolita iniziativa il Glorioso, che percorre 25 km circa al giorno, ha detto che doveva raggiungere i suoi familiari in Sicilia entro settembre per rispettare un voto che aveva fatto. Qual è questo voto non è dato sapere ma il 50enne ha ribadito che lo porterà a termine «costi quel che costi». Nel frattempo, questa sua speciale “via crucis” ha attirato la curiosità non solo dei media o della gente incontrata lungo il percorso che, nella maggior parte dei casi, non ha posto e non si è posta troppe domande ma si è messa ad aiutarlo offrendogli cibo, acqua o qualche altro genere di conforto, ma anche delle autorità che, “lige al dovere”, lo hanno multato perché la croce che porta appoggiata sulla spalle (che all’altra estremità ha una ruota) è stata considerata un mezzo improprio. Non solo, un altro verbale gli è stato fatto perché non indossava un giubbotto di sicurezza con le strisce. «A Pavia – ha raccontato lui stesso ad un giornalista – la polizia mi ha sequestrato la croce e mi ha internato in psichiatria per 5 giorni ma un medico mi ha rilasciato garantendo che non sono pazzo. Ho fatto un’altra croce e sono ripartito». Ecco, dimenticando per un attimo il motivo per il quale il signor Glorioso si è messo in mente di percorrere la sua personale “via crucis”, vorremmo che certi politici ma non solo loro, anche la gente comune, il signor Rossi, il signor Tremblay, il vostro datore di lavoro che vi chiede sempre di più dandovi sempre lo stesso salario, il vostro garagista che vi ripara l’auto facendovi pagare una fortuna quello che in realtà costa pochi soldi, il vostro vicino di casa che non la smette di mettere la musica forte anche a tarda ora infischiandosene del rispetto per gli altri, voi, noi, prendessimo esempio da quest’uomo che nonostante tutto, «costi quel che costi», vuole portare a termine la sua missione, testardamente, cocciutamente, infischiandosene delle stupide multe che gli fioccano sulla croce. Salvatore vuole portare la sua di croce, non quella del suo vicino. Almeno lui, le sue responsabilità se le assume, caricandosele in spalla ma non su quelle degli altri.
