In queste ultime settimane, gli organi d’informazione italiani abbondano di notizie relative al non facile momento che attraversano, dal punto di vista economico-finanziario, la Grecia, la Spagna, gli Stati Uniti, l’Italia stessa, alle prese con piani di salvataggio, “Borse” che fanno su è giù peggio di una montagna russa, possibilità di bancarotta, svalutazioni di monete e debiti pubblici impazziti. I giornalisti, per spiegarci meglio queste situazioni, fanno a gara ad “infarcire”, con grande sicurezza e senza nemmeno un’ombra di dubbio, come se fossimo tutti dei super esperti di finanza, i loro servizi o articoli con paroloni (mai sentiti prima) come “spread”, “bund”, default”, rating”, “short selling”, “stress test”, e via dicendo. Ne volete un esempio? “La Repubblica” del 7 luglio: “Allarme debito, differenziale record tra btp e bund decennali.”. “La Stampa” dell’11 luglio:“Borsa a picco, nuovo record spread”. Il Sole 24 ORE” del 10 luglio: “Consob fermi lo short selling”. “RaiNews” del 20 luglio: “Lotta contro il tempo per scongiurare il default”. E si potrebbe continuare ancora a lungo.“Ma che stanno a dì?” , mi sono chiesto perplesso (chiedo scusa ma quando rifletto “privatamente”, rifletto in romanesco) e siccome, a far la parte dell’ignorante non ci sto, mi sono industriato a cercare un dizionarietto per “navigare” meglio attraverso queste parole che, non mi vergogno a dirlo, non fanno altro che complicare ancora di più la trattazione della materia (quella economica) che di per sé è già complessa. Ed ecco, finalmente, qualche risposta ai miei “angoscianti” interrogativi economici “terra-terra” e alla mia “sete” di conoscenza (in italiano) di qualche termine finanziario. Btp e Bund - Sono titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) e tedeschi (Bund). Con le loro emissioni i due stati si finanziano sui mercati. Il loro rendimento, che viene fissato con un'asta, è un indice della salute finanziaria e della credibilità dei due paesi. Spread - È una misura del rischio di insolvenza associato a un titolo di stato e, di conseguenza, della salute finanziaria di un Paese. Tecnicamente è il differenziale, valutato dal mercato, tra il rendimento di quel titolo e il rendimento di un titolo corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania. Rating - Le agenzie di rating sono società private indipendenti che valutano il rischio associato a un titolo o a chi lo emette, sia un ente privato o pubblico, come uno Stato. Il loro giudizio è sintetizzato nel rating, un punteggio (espresso in lettere e cifre) che rappresenta la capacità dell'emittente di far fronte ai propri impegni e ha un enorme impatto sulle decisioni degli investitori. Le principali agenzie di rating - Standard & Poor's, Moody's e Fitch - sono oggetto di forti critiche per il loro ruolo nella crisi. Short selling (vendite allo scoperto) - sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di vendere titoli senza averne l'effettivo possesso e di acquistarli solo in seguito per consegnarli alla controparte. Di solito sono legate ad attese - o a speculazioni - su un prezzo in calo e possono rappresentare un pericolo e una fonte di ulteriore instabilità dei mercati, se effettuate da grandi investitori. Default - Significa fallimento. È la condizione di una società (in questo caso gli Stati Uniti) che non riesce a rimborsare i debiti secondo il calendario concordato con i creditori.
E così sia. Ora mi sento un po’ meno ignorante. Però riflettendoci sopra, un vecchio detto (mi) suggerisce: “Ma parla come magni” e io, spesso, gli “spread” li trovo un po’ indigesti; preferisco quelli ...all’amatriciana!
