I guerrieri dell’arcobaleno



La “Rainbow Warrior” di Greenpeace (Foto Ansa)

La “Rainbow Warrior” di Greenpeace (Foto Ansa)

Fabrizio Intravaia
Pubblicato il 20 Settembre 2011
Pubblicato il 20 Settembre 2011
Fabrizio Intravaia  RSS Feed
Soggetti :
Greenpeace , Alaska , Vancouver , Amsterdam

Era il 15 settembre 1971. Una vecchio peschereccio salpò da Vancouver con a bordo dodici volontari americani e canadesi, tra cui dei giornalisti per poter documentare il viaggio. Il loro obiettivo era quello di impedire la tenuta di alcuni esperimenti nucleari ad Amchitka, un'isola vicino alla costa dell'Alaska, perché un’eventuale esplosione (nucleare) avrebbe potuto danneggiare una zona naturale protetta (rifugio di lontre di mare, aquile e falchi pellegrini) e provocare un terremoto e un maremoto. Il rischio era alto e i volontari speravano di impedire l'esperimento per il fatto di essere fisicamente presenti sul posto con una imbarcazione. Il gruppo di protesta si fece chiamare Comitato "Non create l'onda"; durante quel viaggio decisero di ribattezzare l’imbarcazione con il nome di “Greenpeace”. La barca fu intercettata dalla guardia costiera nei pressi dell'isola di Akutan con motivazioni legate a formalità doganali e, anche a causa delle continue cattive condizioni meteorologiche, gli attivisti, sfibrati da tante prove, decisero di abbandonare l'impresa. Ma con grande stupore scoprirono di essere finiti sulle prime pagine di tutti i giornali e di godere del sostegno dell’opinione pubblica. Nel viaggio di ritorno l'equipaggio incontrò un gruppo di indiani Kwatkiutl che rivelò una profezia secondo la quale dei “Guerrieri dell'arcobaleno” avrebbero salvato il mondo prima che fosse troppo tardi, e  dichiararono i volontari “fratelli di sangue”. In seguito, una delle barche più “famose” adoperata da Greenpeace, fu dipinta proprio con i colori dell’arcobaleno (e una colomba) e prese il nome di “Rainbow Warrior” (vedi foto). Era nata così, a Vancouver, e proprio da quell’insuccesso diventato un successo, “Greenpeace”, organizzazione non governativa ambientalista e pacifista famosa per la sua azione diretta e non violenta in difesa del clima e dell'ambiente in generale. Oggi Greenpeace, che la settimana scorsa ha festeggiato 40 anni, conta 27 uffici in 41 Paesi (l’ufficio internazionale è ad Amsterdam), 3,5 milioni di sostenitori e circa undici milioni di attivisti online. L'organizzazione, la cui vita in questi 40 anni non è stata tutta “rose e fiori”, anche a causa di diversi contrasti interni, si finanzia tramite contributi individuali da parte di circa 2,8 milioni donatori e fondazioni non profit, ma non accetta fondi da governi o grandi aziende anche per evitare pressioni o ingerenze sul proprio lavoro. Ciò che ha sempre caratterizzato Greenpeace è stata l’azione diretta e non violenta espressa in luoghi ritenuti importanti per i messaggi che si volevano trasmettere, e la scientificità della loro azione in quanto ogni dossier o documentazione sono basati su una precedente ricerca scientifica commissionata in maniera indipendente. «Quello che 40 anni fa ha mosso i primi attivisti - ha spiegato il direttore di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio - era la consapevolezza che il mondo avesse bisogno di un movimento ambientalista e pacifista che parlasse direttamente alle persone per ispirarle ad agire. Dopo quattro decenni rimaniamo fedeli all'idea che la nostra missione è quella di testimoniare e denunciare in maniera indipendente e diretta i crimini ambientali commessi dai governi e dalle multinazionali, per dare voce al pianeta che non ne ha».

 

Fare un commento

Fare un commento

Questo modulo non viene utilizzato per inviare ad un amico. Favore, utilizzare il link "Inviare ad un amico" nella parte superiore della pagina per farlo.

Corriere Italiano non è responsabile dei commenti qui riportati. Siate corretti e rispettate il soggetto della discussione. Se siete membri, collegatevi.

(Conserviamo le email private)
Accordo

Preghiamo gli internauti di rimanere nei limiti del decoro e dell’educazione. È vietato sottoporre contenuto discriminatorio, che insulti o che sia inadeguato: potrebbe essere ritirato dal sito a nostra discrezione. Non siamo responsabili delle opinioni o del contenuto sottoposto dagli internauti. L'utilizzo di questo sito e la proprietà del contenuto sottoposto sono sotto la disciplina dei nostri Condizioni generali di utilizzo e il nostro Politica di confidenzialità.

Gli organismi membri devono promuovere attività lecite e a scopo non lucrativo. Ogni organizzazione che facesse la promozione di attività illegali o di servizi/prodotti commerciali verrà ritirata dal sito.

Accetto queste condizioni.

Pubblicità

Infolettera

Iscrivete la vostra e-mail e riceverete le nostre notizie dalla loro pubblicazione

Iscrizione alle notizie in diretta
loading...

Pubblicità