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La FIA iscrive la Ferrari ma la Rossa dice no



La Ferrari è pronta a rinunciare al campionato F1 2010

La Ferrari è pronta a rinunciare al campionato F1 2010

Pubblicato il 2009-06-16 11:43:00
Pubblicato il 2010-06-17 16:36:48
 

F1 nel caos per il Mondiale 2010

Soggetti :
McLaren , Bmw , Toyota , Le Mans

ROMA - Altro che pace e nuovo Patto della Concordia. In Formula 1 è sempre più guerra aperta tra la Fia e la maggior parte degli attuali team uniti sotto il marchio della Fota dopo che la federazione guidata da Max Mosley ha annunciato la entry list delle scuderie iscritte d'ufficio al prossimo Mondiale di Formula 1 confermando nella lista la presenza della Ferrari e delle altre squadre che partecipano campionato di quest'anno con tre novità: la Campos Grand Prix, la Manor Grand Prix e il Team Us F1. E subito è arrivata la risposta della casa di Maranello e della associazione che rappresenta otto delle dieci squadre per ribadire che con le attuali regole e in particolare il tetto al budget non si potrà correre. A dare ancor più forza alla protesta dei team che hanno scritto la storia di questo sport è arrivata la forte presa di posizione dei costruttori automobilistici europei rappresentati dall'Acea secondo cui «l'attuale situazione e l'attuale sistema di governance in Formula 1 non possono continuare». A dividere Mosley e gli otto team della Fota (Williams e Force India sono state sospese dall'associazione perché hanno deciso di iscriversi senza porre condizioni) è sempre l'ormai nota regola relativa al budget cap fissato a quota 40 milioni di sterline che consentirebbe alle scuderie che accettano di sottoscriverlo notevoli agevolazioni nello sviluppo delle vetture e dei motori. Ne nascerebbe una Formula 1 a due velocità con le scuderie che investono di più sfavorite a vantaggio dei team minori e di new entry semisconosciute. E per rendere la situazione sempre più ingarbugliata ecco la decisione della Fia di iscrivere con riserva cinque squadre (McLaren, Bmw, Renault, Toyota e Brawn Gp) con l'invito a «togliere quelle condizioni affinché le discussioni siano concluse al più tardi venerdì 19 giugno». Per la Fota invece i team che fanno parte dell'associazione sono stati iscritti tutti con riserva e quanto annunciato dalla Fia è stato definito «errore». Tuttavia l'associazione presieduta da Luca di Montezemolo «continuerà a operare costruttivamente per risolvere le differenze con la Fia» e ribadendo «l'unità e la forza dei suoi membri, resta impegnata a collaborare con tutti gli organismi della Fia per risolvere le nostre differenze». Oltre alla Fota anche la Ferrari ha risposto in prima persona alla federazione automobilistica internazionale ribadendo che non parteciperà al campionato del mondo di Formula Uno finché le condizioni legate alla sua iscrizione, ovvero la modifica del regolamento, non saranno soddisfatte. «A costo di sembrare noioso - ha detto il team principal, Stefano Domenicali - posso soltanto ribadire che la nostra posizione è rimasta sempre la stessa, sin dalla riunione del Cda del 12 maggio scorso. Due settimane fa avevamo presentato un'iscrizione condizionata ma, a tutt'oggi, le condizioni non sono state soddisfatte. Pertanto, non possiamo che ribadire che, stando così le cose, noi non potremo partecipare al campionato 2010».

Montezemolo: «Pronti per un campionato alternativo»

«Dal 1950 noi siamo sempre lì. Altri hanno vinto ma ora non ci sono più, noi invece siamo sempre lì. Siamo la storia della Formula 1 e ci dispiace e non capiamo il perché di certi cambiamenti, di questa continua rivoluzione dei regolamenti, di idee strane, di volere una F.1 che sembra più una F.3, di mettere uno contro l'altro». Il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, a Le Mans per i 60 anni della prima vittoria di una vettura del Cavallino parla della crisi tra Fia e Fota per colpa dei regolamenti 2010. Regolamenti che se non saranno c

ambiati dalla Federazione porteranno la Ferrari e le altre otto scuderie iscritte alla Fota a lasciare la Formula Uno e ad organizzare un campionato parallelo. «Qualora fosse necessario, siamo assolutamente in grado di farlo», ha affermato Montezemolo.

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