Sette su sette. Così è arrivato il turno di Lewis Hamilton, il settimo trionfatore alla settima gara di questo mondiale sempre più imprevedibile ed il record si allunga. Dato come uno dei possibili pretendenti alla vittoria, l'inglese non ha smentito chi ha puntato su di lui ottenedo così la sua terza vittoria in suolo canadese. Da notare che Hamilton predilige particolarmente questo circuito dove ha ottenuto la sua prima vittoria in assoluto nel 2007 ed è la quinta vittoria negli ultimi sette Gran Premi per la McLaren. La scuderia di Woking, ha adottato una strategia di due cambi gomme, alla fine risultatata saggia e vincente. Hamilton è stato chiamato ai box per il secondo cambio gomme avvenuto al 50° giro ed ha ripreso le ostilità al terzo posto dietro ad Alonso e Vettel. Quattro giri dopo ha fatto registrare il giro più veloce. La sua rincorsa ai leaders è stata agevolata dal secondo cambio gomme di Vettel al 64° giro dei 70 in programma, permettendo così ad Hamilton, grazie ad una McLaren a suo dire "perfetta", di rosicchiare dei secondi al giro ad Alonso. Sorpasso prontamente avvenuto un giro dopo con lo spagnolo in crisi totale con le gomme. Hamilton ha così ottenenuto la sua terza vittoria in Canada e la leadership nella classifica del Mondiale Piloti a quota 88 punti, due in più di Alonso, tre su Vettel e nove su Webber.
Mondiale pazzo. Lo si può ben definire così se si analizzano alcune performance prima su tutte la disfatta di Alonso negli ultimi giri di gara che lo hanno visto retrocedere dal primo al quinto posto negli ultimi cinque giri. Difficile immaginare come in Ferrari abbiano sbagliato così clamorosamente la strategia gomme puntando su un solo stop. Per lo spagnolo è stato un vero calvario vedersi sorpassare al 64° giro da Hamilton, al 66° da Grosjean, 68° da Perez e al 69° ed ultimo giro dal suo diretto rivale Vettel. Sorprendenti i piazzamenti di Grosjean su Lotus-Renault e Perez finiti rispettivamente secondi e terzi a conferma di come in questo Gran Premio del Canada niente è scontato. Specie se si considera che il messicano Perez al volante di una Sauber-Ferrari altrettanto sorprendente è partito dalla 15a posizione. Alle loro spalle il duplice campione del mondo in carica Sebastian Vettel partito dalla pole position che è partito benissimo mettendo in fila sia Hamilton che Alonso e mai minacciato almeno sino al suo primo stop per le gomme. Un giro dopo è stata la volta di Hamilton a rientrare cedendo così la testa della gara ad Alonso il quale ne ha fatto tesoro guadagnando quel tanto che lo ha permesso di uscire davanti a Hamilton al suo primo e unico stop per le gomme avvenuto al 19° giro. Quindi la Ferrari si preparava ad una cavalcata vincente quando invece le gomme lo hanno tradito. Strategia scellerata da parte del Cavallino? Il risultato la dice lunga. Un vero peccato perché se era ovvio che con un secondo stop Alonso non avrebbe vinto, si doveva comunque puntare al podio, il che sarebbe stato un risultato tutto sommato accettabile. Tra l'altro c'era anche una leadership nel mondiale da difendere e scusate se vi sembra poco. Errori che possono costare molto cari nell'economia di un campionato così tirato come quello di quest'anno.
Per Massa finito decimo, un altro Gran Premio buttato alle ortiche dopo una partenza promettente rovinata con un testa coda al tornante Senna. Alla resa dei conti, nonostante un tentativo di rimonta, il resto della gare è da dimenticare. Tra chi ha deluso le aspettative troviamo in primis Schumacher, partito nono e costretto al ritiro al 44° giro, tradito dal DRS anche se in gara arrancava nelle posizioni di centro classifica, e poi Button partito decimo, mai nelle prime posizioni e finito peggio, fuori dai punti. In conclusione, per una volta non abbiamo visto in scena la safety car. Strano ma vero. Prossima gara a Valencia con il Gran Premio d'Europa il 24 giugno.

