Dopo 18 anni trascorsi alla Ferrari con mansioni che lo hanno portato passo dopo passo a divenire un elemento di primo piano nella scuderia del Cavallino rampante, Gino Rosato ha dato l’addio alla casa di Maranello per mettersi al servizio della Lotus. Lo stesso ne ha dato l’annuncio a Montreal nel corso di una conferenza stampa; coprirà il ruolo di vice-presidente degli affari corporativi e pertanto il Gran Premio di Abou Dabi di domenica scorsa è stato l’ultimo da lui vissuto col rosso del Cavallino. C’è da ricordare che Rosato è stato il secondo quebecchese, dopo Gilles Villeneuve, a servire la scuderia di Maranello. «Sono letteralmente divenuto grande con Ferrari, è stata la mia università; ho iniziato dal gradino più basso e piano piano sono riuscito a conquistarmi la fiducia dei miei superiori quali Jan Todt ed Edany Bahar. Di quest’ultimo conosciamo tutti il talento e le sue realizzazioni presso Red Bull; ora è divenuto un dirigente della Lotus e il suo invito a raggiungerlo non l’ho potuto rifiutare», ha dichiarato Gino Rosato. «Presso la Ferrari - ha continuato – ho contribuito alla vittoria di 8 campionati F1 dei costruttori e di 6 campionati piloti, oltre a conoscere lo straordinario sviluppo della marca Ferrari. Credo quindi di poter apportare un’esperienza unica alla Lotus e mi sento particolarmente fiero di poter contribuire a far rivivere una marca così prestigiosa come la Lotus. Colin Chapman, il creatore della Lotus, può essere considerato in qualche modo un Enzo Ferrari inglese. Sono convinto che questa marca ha un grande potenziale e posso annunciare il ritorno imminente della Lotus in Formula Indy, GT e nella serie Le Manz. Per il momento la F1 non è nei programmi perchè è un altro gruppo che detiene la licenza. Vedremo da qui a qualche anno – ha concluso Rosato».
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