Pace fatta? Sembra di si. L’intervento della Federazione di calcio americana ha risolto i problemi di queste ultime settimane nati con la scissione della USL e relativa creazione della North American Soccer League. Come già scritto qualche settimana fa, sette squadre della USL avevano lasciato questa organizzazione per creare la NSAL per le ragioni a suo tempo descritte. Grazie alla USSF (Federazione di calcio americana), la USL e la NASL si sono messe attorno ad un tavolo e si è così giunti ad una soluzione: le due leghe si sono messe sotto le ali della USSF per disputare in comune accordo la prossima stagione agonistica. La nuova competizione sarà divisa in due gruppi di sei squadre ciascuno. Per evitare dispute di potere, sarà la USSF che dirà l’ultima parola su vari aspetti dell’organizzazione: calendario, arbitraggio, marketing e le grandi linee dell’operazione. I due gruppi comprenderanno, l’uno: Montreal, Baltimore, Cary, Miami, Saint-Louis e Vancouver (NASL), l’altro: Austin, Minnesota, Portland, Puerto Rico, Rochester e Tampa Bay (USL). Al momento il calendario non è stato ancora definito, ma le partite da disputare dovrebbero essere tra le 28 e le 32 o addirittura 34; anche le date d’inizio e di chiusura non sono definite, mentre è stato già deciso che la competizione non si fermerà durante la prossima Coppa del mondo, anche se è evidente che si eviterà di giocare nelle stesse ore del Mondiale. Sempre a proposito del calendario, il presidente dell’Impact, Joey Saputo, ha tenuto a precisare che i giorni di competizione saranno più regolari nel senso che si cercherà di giocare soprattutto il sabato e la domenica, mentre il mercoledi dovrebbe essere riservato alle partite del campionato canadese. È importante la dichiarazione rilasciata dal presidente della USSF, Sunil Gulati: «Il nostro scopo – ha detto – è di dare stabilità al calcio negli Usa; ci siamo riusciti con la MSL ed ora cercheremo di raggiungere lo stesso obiettivo con le altre competizioni professionistiche, soprattutto con una lega di Divisione 2». Gulati ha poi aggiunto: «Questa soluzione è temporanea ed anche il nome potrebbe esserlo; si tratta di una intesa a breve termine, ora ci concentriamo sulla stagione 2010 e parleremo di lungo termine più tardi». I proprietari delle squadre si sono detti soddisfatti di essere diretti dalla USSF, un’organizzazione molto solida e che ha permesso di risolvere il grande problema. Una soluzione dunque che per il momento accontenta tutti, senza però dimenticare che l’obiettivo di Montreal è di entrare quanto prima nella MSL, mentre l’Associazione di calcio canadese tiene affinché si crei una Divisione 2 molto competitiva per assicurare il dovuto sviluppo al calcio canadese. Il nostro augurio è che i dirigenti del calcio nordamericano riescano finalmente a trovare una soluzione definitiva che dia stabilità e sviluppo al calcio di questa parte del continente, che si crei una struttura valida, accettata da tutti e quindi da tutti rispettata, senza più idee di grandezza individuale o di comando, col risultato che ancora nel 2010 è sotto il naso di tutti.
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