Ansa/BOLZANO - È di nove morti e 28 feriti il bilancio definitivo dell'incidente ferroviario avvenuto la mattina del 12 aprile in val Venosta, in Alto Adige. Il treno regionale R108 è deragliato per una frana nel tratto della linea tra Castelbello e Laces, in un punto dove i binari attraversano una stretta gola. Ai soccorritori si è presentata una scena apocalittica. «Quando sono arrivato qui - racconta un carabiniere - mi venivano incontro lungo i binari i feriti ricoperti di fango e sangue». Il luogo della disgrazia non è raggiungibile con i mezzi di soccorso, così i feriti hanno dovuto camminare per alcune centinaia di metri per poi scendere lungo un sentiero verso il greto del fiume Adige, dove la Protezione civile aveva tempestivamente allestito una sede operativa da campo. I feriti sono stati poi ricoverati negli ospedali di Silandro, Merano e Bolzano. La frana di 400 metri cubi è stata causata dalla rottura di un impianto di irrigazione di un campo di meleti che si trova sopra la gola. Rompendosi, l'impianto avrebbe 'infradiciato' pesantemente il terreno sottostante, rendendolo instabile fino a farlo franare. La frana ha colpito in pieno il treno della società provinciale di trasporti Sad che stava transitando proprio in questo momento. Il treno era pieno di terra e di fango. L'intervento dei soccorritori è stato reso ancora più difficile dal fatto che il primo dei tre vagoni si trovava in bilico tra i binari e il fiume Adige. Una dopo l'altra le salme sono stata composte in dei sacchi di plastica. Per trasportarli i soccorritori hanno usato delle barelle con una ruota, di quelle per i soccorsi sui sentieri di alta montagna. Molte delle vittime sono morte per soffocamento. Il più giovane aveva 18 anni, i più anziani erano settantenni.
Tutti erano originari del posto, provenienti da un'area di una quindicina di chilometri al massimo dal posto della tragedia. È morto anche il conducente, aveva solo 25 anni; lascia la moglie e due bambini. «Se la frana fosse scesa solo un'ora prima - ha detto uno vigile del fuoco durante una breve pausa - la tragedia poteva essere ancora più grande, perché il treno prima delle otto è strapieno di ragazzi che vanno a scuola a Merano».
Sul luogo del disastro si è recato il ministro Altero Matteoli. «Una casualità incredibile - ha detto - sembra essere stata all'origine della disgrazia. Non sono un tecnico - ha aggiunto - ma appare evidente che la forza che ha agito sui vagoni in transito è stata enorme. Si tratta di una frana di una decina di metri che ha colpito il treno proprio mentre il convoglio stava passando».
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del deragliamento, si è messo in contatto con il prefetto di Bolzano al quale ha chiesto di essere informato sugli accertamenti in corso e sulla situazione riguardo ai soccorsi, ai feriti e alle vittime. La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo sul disastro ferroviario della val Venosta. Le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo, procurata frana e disastro ferroviario.
Tragedia in Alto Adige Treno deraglia, 9 morti
I soccorsi dei feriti nella sciagura ferroviaria avvenuta tra Laces e Castelbello (Merano), dove un treno regionale è stato investito da una frana di 400 metri cubi.
Convoglio di pendolari colpito da una frana in Val Venosta esce dai binari, 28 i feriti
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