Una veduta dall'elicottero del luogo dove un treno deragliato è esploso la notte fra il 29 e il 30 giugno a Viareggio provocando oltre 10 morti, decine di feriti, di cui molti gravissimi; un migliaio le persone evacuate e molti anche i dispersi
Viareggio, treno esplode in stazione: 14 morti. «È stata un'apocalisse».
Deraglia un merci con cisterne cariche di gpl. Crollate due palazzine: ci sono anche dispersi. La Cgil: tragedia annunciata. Berlusconi va a Viareggio, accolto da applausi e fischi
ROMA (30 giugno) - Strage a Viareggio: un treno merci carico di gpl è deragliato vicino alla stazione ferroviaria ed esploso uccidendo almeno 14 persone e ferendone 36, di cui 14 in modo grave. L'incidente è avvenuto poco prima della mezzanotte di lunedì. Il convoglio stava viaggiando da La Spezia a Pisa. A fornire l'ultimo bilancio della tragedia è stato il premier Silvio Berlusconi. Ma il bilancio potrebbe crescere, ci sono tre dispersi e i vigili del fuoco stanno scavando sotto le macerie delle due palazzine crollate a seguito dell'esplosione dove nel tardo pomeriggio è stato trovato il corpo senza vita di una donna. Due carri cisterna contenenti gas gpl sono esplosi, seminando morte e distruzione nei paraggi. «È stata un'apocalisse dal punto di vista sanitario e umano. Una tragedia paragonabile a un disastro aereo - ha detto il direttore generale dell'Asl 12 di Viareggio, Giancarlo Sassoli -. Medici e infermieri hanno affrontato una nottata da girone dantesco con estrema freddezza, lucidità e razionalità». Il treno merci, composto da 14 vagoni, è deragliato quando stava per essere deviato su un binario morto. L'esplosione ha investito gli edifici circostanti: diversi edifici, nei pressi di un supermercato, sono stati distrutti dall'onda d'urto dell'esplosione. Molti edifici sono stati evacuati per il pericolo di altre esplosioni, così come tutta la zona attorno alla stazione, posta proprio nel centro cittadino. Dalla zona si levavano fiamme altissime.
Una decina le abitazioni in fiamme, secondo i vigili del fuoco. L'esplosione ha interessato un'area di circa 300 metri attorno binari, dove sono presenti diverse abitazioni a due piani. Le operazioni di soccorso sono state complicate dalle cinque cisterne contenenti gas gpl rimaste sui binari, alcune rovesciate, con migliaia di litri di liquido infiammabile che rischiavano di esplodere.
Sono un migliaio le persone evacuate dalle loro abitazioni: lo ha detto il sindaco della città, Luca Lunardini, che ha spiegato che 200 di queste sono state accolte in un centro di prima assistenza allestito nel municipio: 5 tende hanno ospitato un centinaio di persone e altrettante hanno passato la notte nel municipio. Il sindaco ha spiegato che gli edifici crollati sono due mentre «altri 4 o 5 sono stati interessati dallo scoppio anche se non sono interamente crollati».
All'origine del disastro, smentita la prima voce che parlava di una collisione fra treni, potrebbe esserci stato un cedimento strutturale su uno dei vagoni del treno merci. E' l'ipotesi fatta dalle forze dell'ordine. Dopo il deragliamento ci sarebbe stata una fuoriuscita di gas. Il gpl, riferiscono le fonti della prefettura e dei vigili del fuoco, avrebbe formato una nube di gas che ha raggiunto una vicina abitazione. A quel punto, una scintilla avrebbe provocato l'esplosione non solo dei vagoni ma anche della palazzina satura anch'essa di gas. Altre abitazioni adiacenti sono state coinvolte, prendendo fuoco.
A Viareggio è giunto il capo della protezione civile Guido Bertolaso che è in contatto col presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sopralluogo anche del ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è in contatto con il prefetto di Lucca Carmelo Aronica mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha interrotto la sua visita ufficiale in Venezuela e ha nominato una commissione d'inchiesta. Un'inchiesta è stata aperta dalla Procura di Lucca.
Ipotesi di reato
Disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo: sono queste le ipotesi di reato per le quali la procura di Lucca sta indagando. Lo ha spiegato lo stesso procuratore di Lucca, Aldo Cicala, che la notte scorsa, insieme al sostituto Giuseppe Amodeo, ha effettuato un sopralluogo sul luogo dell'accaduto, conclusosi intorno alle 6. Sulle cause Cicala ha spiegato che «al momento non c'è alcuna conferma». Ha solo escluso che «ci sia stato un scontro tra treni». Il procuratore ha anche aggiunto che sono già stati «sentiti a verbale» i macchinisti del convoglio, ma non ha voluto aggiungere nulla sulle loro dichiarazioni. Sulla portata di quanto accaduto ha detto: «I dati parlano da soli: è veramente un disastro».
«Una tragedia enorme» le cui cause sono rimaste inascoltate nonostante i «tanti allarmi» del sindacato. Lo dice il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commentando il disastro di Viareggio. «I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati e sui cui l'azienda aveva reagito sbagliando perché - ha spiegato il leader della Cgil - nelle ferrovie c'è un uso di materiali troppo vecchi». Il segretario della Cgil aggiunge però di voler aspettare di «capire le cause».
Una volta arrivato nella sede del Comune per il premier ci sono stati applausi ma anche fischi e urla di "buffone". Berlusconi ha poi affermato che verrà dichiarato lo stato di emergenza per Viareggio. Fischi e slogan contro il presidente del Consiglio sono stati scanditi all'esterno del Municipio da alcune decine di contestatori anche quando Berlusconi ha lasciato il palazzo. Agli slogan e agli insulti hanno risposto altri gruppi di persone con applausi e parole di apprezzamento per la visita del premier nei luoghi della strage. Mentre il corteo presidenziale lasciava la strada davanti al Municipio, ci sono stati attimi di tensione tra le persone che lo contestavano e coloro che lo sostenevano. All'esterno del Comune erano assiepate almeno 300 persone, ma tutto è durato pochi minuti. La calma è tornata appena le auto che scortavano il Premier hanno lasciato la piazza.
Da più parti si segnala la presenza di spirito dei macchinisti del treno merci, che hanno cercato in tutti i modi di evitare che il convoglio a loro affidato si fermasse nell'area centrale della stazione. «La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare. Siamo vivi per miracolo». È quanto hanno raccontato ai soccorritori i macchinisti del treno. I due hanno raccontato che il convoglio stava procedendo a 90 chilometri orari e che il limite era 100. I due sono stati trasportati all'ospedale e le loro condizioni non sono gravi. Il treno merci era partito dalla raffineria Sarpom, che ha sede a San Martino di Trecate (Novara). I vagoni con il gas sono stati instradati lungo il binario che collega la raffineria alla rete Rfi e a Novara sono stati agganciati al convoglio. Successivamente il treno merci si è avviato verso sud. Secondo le informazioni raccolte, tutto si è svolto secondo le norme e non sono sorti problemi. Dalla raffineria Sarpom partono quotidianamente vagoni con carburante diretti in ogni parte d'Italia. Sono 2.440 i carri cisterna carichi di Gpl che la Sarpom spedisce ogni anno. E rappresentano il 20% di tutte le spedizioni di prodotti (benzina, gasolio) via ferrovia (12.200 carri cisterna). «Abbiamo un accordo con Fs Logistica - spiegano alla Sarpom - in base al quale sono loro a occuparsi della spedizione. Noi mettiamo a disposizione i carri cisterna e sono quelli di Fs Logistica a compiere tutte le verifiche del caso e poi, attraverso il raccordo ferroviario interno alla Sarpom, a inserirli sulla rete». Così è accaduto ieri: cinque vagoni carichi di Gpl sono stati presi in carico da Fs Logistica, indirizzati al Boschetto (l'area ne pressi della stazione di Novara destinati al traffico merci) dove si è formato il convoglio diretto verso sud.
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Si ringrazia il Messaggero.it