"Festival Italiano" all'Orchestra Sinfonica di Montreal

Pubblicato il 10 marzo 2017

Il Maestro Carlo Rizzi

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Intervista con il direttore d'orchestra Carlo Rizzi

Nel quadro della stagione 2016-2017, l'Orchestra Sinfonica di Montreal (OSM) consacra una tre giorni interamente dedicata alla musica classica italiana.

In apertura del primo dei tre concerti (martedì 14, ore 19:30) di questo "Festival Italiano", tutti diretti dal Maestro Carlo Rizzi, quattro violinisti dell'OSM interpreteranno le celebri "Quattro Stagioni" di Vivaldi, seguite dal "Concerto per violino n.1, op. 6" di Paganini, dai "Tre preludi sinfonici per l'Edipo re di Sofocle", di Pizzetti e dalle "Feste romane" di Respighi.

Mercoledì 15 (ore 19:30), spazio ad alcune delle più famose arie e cori d'opera italiani: da "Casta Diva" dalla Norma di Bellini all' "Ave Maria" dall'Otello di Verdi; dall'immortale "Va Pensiero" del Nabucco di Verdi al "Prologo" del Mefistofele di Boito.

Giovedì 15 (ore 19:30) il "Festival Italiano" si concluderà con un omaggio al cinema italiano e ai suoi grandi compositori come Nino Rota ed Ennio Morricone. Si esibiranno all'organo Federico Andreoni e al piano Benedetto Lupo. Il programma sarà completato dall'esecuzione di due opere di Respighi: "Le fontane di Roma e "I pini di Roma".

L’OSM presenta, ad ogni stagione, una programmazione regolare di concerti cercando di creare parallelamente un avvenimento intorno ad una tematica con lo scopo di diversificare la sua proposta artistica. La tematica del "Festival italiano" è nata dal desiderio di voler sottolineare i 375 anni di Montreal e, allo stesso tempo, il grande contributo della comunità italiana alla città, rendendole omaggio con un Festival che propone alcune delle più belle pagine della tradizione musicale italiana.

30 anni di carriera, 100 opere dirette

Carlo Rizzi è un direttore d'orchestra di fama mondiale. È nato nel 1960 a Milano dove ha studiato musica al Conservatorio. Si è poi perfezionato in direzione d'orchestra con il maestro Delman a Bologna e con Franco Ferrara a Siena. Dirige ormai da oltre 30 anni e si trova a suo agio tanto nel repertorio operistico che in quello sinfonico. Tuttavia, come si legge nella sua biografia ufficiale, «l'opera è impressa nel suo DNA». Si è già esibito diverse volte in Canada: ad Ottawa, a Toronto e a Montreal.   

 

Maestro, parliamo del programma di questi tre concerti

 

«L'OSM mi ha contatto per dirmi che aveva in mente di realizzare questo Festival e sulla base di ciò abbiamo concordato insieme un repertorio che potesse coprire vari aspetti della tradizione musicale italiana; tra l'altro, è anche un po' un "tour de force", sia per me che per l'orchestra, perché facciamo tre concerti con tre programmi completamente diversi. Abbiamo cercato di mettere insieme un programma vario che potesse coprire diversi aspetti del nostro panorama musicale spaziando da pezzi molto noti come quelli di Vivaldi o Paganini, all'Opera italiana, dalla quale ovviamente non si può prescindere, ad altri brani sia sinfonici che operistici meno conosciuti ma altrettanto belli come, ad esempio, i tre preludi dell'Edipo re di Sofocle di Pizzetti, o il Preludio del Mefistofele di Boito in cui c'è veramente "tutto": coro, coro di ragazzi, orchestra, banda, organo, per concludere con un omaggio alla bellissima musica da film italiana».  

 

Che effetto le fa dirigere un repertorio tutto italiano all'estero. C'è un orgoglio particolare?

 

«Ovviamente sì, per me è sempre molto bello proporre la musica italiana in giro per il mondo. La cosa importante è riuscire a rendere lo spirito giusto di questa musica, quelle "sfumature", quei colori che non sempre sono evidenti per coloro che non sono italiani. Faccio un esempio: nelle "Feste romane" di Respighi ci sono due canti popolari i cui fraseggi devono essere interpretati e resi con una certa sensibilità che in alcuni casi non è presente quando non si ha un'appropriata conoscenza della lingua. Quindi, il mio compito è di lavorare con i bravissimi musicisti dell'OSM  anche su queste cose. Tenterò di "portarli con me" in questo viaggio tutto italiano!»

 

Qual è il suo repertorio preferito?

 

«In realtà non ho un repertorio "preferito". In 30 anni di carriera ho diretto più opere, un centinaio, che concerti però devo dire che il mio pezzo preferito è quello che sto dirigendo in quel momento davanti ad un'orchestra. Dire che preferisco un pezzo più che un altro sarebbe come dire: "Ti piace di più un Michelangelo o un Leonardo?". Alla fine credo sia importante fare tante il repertorio sinfonico che quello operistico».

 

Che qualità deve avere un buon direttore d'orchestra?

 

«La cosa importante è che dal momento in cui si sceglie il podio si prende un impegno con sé stessi, con la musica e soprattutto con l'orchestra dove ci sono tanti bravi musicisti, anche molto esperti. È importante prendere il lavoro in maniera estremamente seria, essere preparati e lavorare con l'orchestra e non contro di essa. Certo, ci possono essere divergenze di vedute, ma la cosa importante è capire il modus operandi dell'orchestra e, partendo da lì, trovare il modo per venirsi incontro».

Fabrizio Intravaia

Il pianista Benedetto Lupo che si esibirà giovedi 16 marzo alle ore 19,30 sotto la direzione del Maestro Carlo Rizzi

©Photo 4CR Carlo Cofano