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Frustrazione, delusione e ... nessun aiuto!


Pubblicato il 14 settembre 2017

Tony Felicissimo, il primo a sinistra, insieme ad alcuni vicini della via Couisineau: Jacques ed Helene Viau, Paul Petrov, la figlia Ivana e Marc Bastien

©Foto per gentile concessione

Il racconto del dramma delle inondazioni a Montréal

Erano le 4 del mattino del 7 maggio quando le sirene dei pompieri hanno iniziato a dare l'allarme ai residenti della via Cousineau, nella zona di Bordeaux-Cartierville, perché le loro case cominciavano ad essere inondate. Era l'inizio dell'evacuazione. Una data che la famiglia Felicissimo, residente in questa via da 40 anni, non potrà mai dimenticare.

Quattro mesi dopo l'inondazione, Tonino e Lucy, sono ancora in una situazione di disagio. Hanno dovuto lasciare la loro casa e si sono trasferiti, insieme ad altri sinistrati, al Manoir Saint-Laurent, una residenza per persone anziane che si trova sul boulevard  Deguire, a Ville Saint-Laurent, senza sapere quando e se potranno un giorno rientrare nella loro abitazione.

«Il sottosuolo – racconta la signora Lucy, è stato completamente inondato e abbiamo perso tante cose che vi si trovavano. In totale abbiamo avuto quasi 8 piedi d'acqua (quasi 2,5 metri). A causa delle infiltrazioni  abbiamo dovuto togliere completamente i muri, il pavimento, il soffitto e abbiamo dovuto rifare il cosiddetto "drain français" per il drenaggio dell'acqua dalle fondamenta. Siamo riusciti a salvare qualche mobile che abbiamo portato ai piani superiori ma la casa resta inagibile.

Abbiamo potuto fare qualche lavoro nel sottosuolo, pulire e decontaminare, spendendo qualcosa come 50mila dollari. Li abbiamo anticipati noi. Dal governo o dall'amministrazione comunale non abbiamo ricevuto ancora nulla e come noi i nostri vicini. Noi qualcosa abbiamo potuto aggiustare ma c'è chi non ha potuto fare nessun tipo di lavoro di ristruttrazione perché non ha i soldi per farlo. Finora – continua Lucy - ci sono state solo promesse. Gli ispettori e i funzionari del governo provinciale e del comune di Montréal sono venuti qui a portare fino a 100 pagine di formulari, ma di soldi o di rimborsi neanche l'ombra!

Poi c'è stato il problema dei finti "contrattori" che andavano di porta in porta a promettere di riparare tutto in tempi rapidi e molti si sono fatti ingannare pagando delle somme a gente che poi è sparita dalla circolazione. La nostra via sembrava una "zona di guerra" con pompe, generatori, container, molta confusione e perfino furti di materiale.

Lo stress e la malattia

Tutto ciò ha causato, non solo a noi ma a molte altre persone, uno stress enorme. Dopo aver lasciato, il 4 maggio, la nostra casa ormai inagibile, siamo tornati sul posto il 16 maggio e Tony, vedendo tutte le sue cose e i suoi ricordi finiti "sott'acqua" si è sentito male. Era sarto e vedere la sua macchina da cucire inutilizzabile, così come la sua cantina con i vini, è stato un vero schock. Tony ha avuto un serio problema all'aorta e poi anche un ictus. Ha passato un mese in ospedale, e io con lui, poi un altro mese in un centro di riabilitazione e dal 19 luglio siamo al Manoir St-Laurent. È dal 7 maggio che non dormiamo più a casa nostra e chissà se e quando ci torneremo a dormire!».

Fondatore del Milan club di Montréal

Tonino, 76 anni, e Lucia, 64, sono sposati da 45 anni. Hanno due figli, Davide e Ivana. Tony è nato a Villamagna, (Chieti) e come mestiere ha fatto il sarto e il disegnatore di moda. Grande tifoso del Milan, è stato, insieme al signor Angelo Marchese, il fondatore del Club Milan di Montréal. «Siamo andati a vedere il Milan anche in Giappone – commenta Lucy – e vedere tutti i souvenir della squadra del cuore ridotti in quel modo per lui è stato un colpo terribile».

Lucia Passalalpi Felicissimo è originaria di Vastea, in provincia di Pescara, e per tanti anni ha lavorato nel settore dell'organizzazione di congressi. È molto attiva nel volontariato.  Dal 2010 al 2016 è stata "fabbriciera" alla Parrocchia Sainte-Famille di Bordeaux-Cartierville organizzando diversi eventi di raccolta di fondi. Attualmente fa parte del comitato feste della Chiesa Notre Dame du Bel Amour che, recemente, si è separata dalla Parrocchia Sainte-Famille. Dal 2012 collabora con l’Observatoire Vieillissement et Société, Centro di ricerche dell'Istituto universitario di geriatria di Montréal.