I malati prima di tutto

Pubblicato il 28 febbraio 2017

Pierre Anne Mandato

©Sylvain Gagnon Photographer

Intervista con Suor Pierre-Anne Mandato, direttrice generale dell'Ospedale Marie-Clarac

Il 7 dicembre scorso si è tenuto, presso il centro Leonardo da Vinci, un concerto a beneficio della Fondazione dell'Ospedale Marie-Clarac. Lo spettacolo ha permesso di raccogliere la somma di più di 32 000$ che serviranno a contribuire al miglioramento delle sue strutture.

Suor Mandato, di cosa ha bisogno l'ospedale?

«Soprattutto di rinnovare alcune sue attrezzature. Il nostro – spiega la sua direttrice - è un ospedale per la riabilitazione dei malati, cioè per coloro che avendo subito un'operazione hanno bisogno di cure specifiche come fisioterapia, ergoterapia, idroterapia e altro ancora. Siamo un ospedale di "seconda linea", non di prima, come gli ospedali generali, per cui il budget è limitato e dobbiamo sopperire ai nostri bisogni cercando altre fonti di finanziamento. In questo l'opera della Fondazione è fondamentale. Certo, con 32.000$ - aggiunge - non possiamo fare molto ma questa somma contribuirà a raggiungere l'obiettivo che si è prefissata la Fondazione: raccogliere circa 150 000$ l'anno per le varie esigenze dell'ospedale. In questo ci aiuterà anche il cocktail in programma il 26 aprile.

Abbiamo necessità di aver delle nuove sedie a rotelle più confortevoli per il trasporto dei nostri pazienti, stiamo dotando le nostre stanze di bagni in modo che i ricoverati non debbano attraversare i corridoi per andarci, e di altre attrezzature elettroniche per favorire la riadattazione del paziente. Poi abbiamo "L'Oasi di Pace", il padiglione per le cure palliative dei malati in fase terminale, vogliamo offrire altri servizi che possano aiutare ad alleviare le sofferenze del malato o aiutare le famiglie a sostenere meglio i propri cari. Ciò che importa è che il desiderio di migliorare i nostri servizi sia sempre presente, che il malato sia al centro delle nostre preoccupazioni».

 

Quanti posti letto ha l'ospedale?

Ce ne sono 192, praticamente tutti occupati mentre "L'Oasi di pace" è dotata di 36 letti, tutti occupati. Nelle due strutture ci lavorano cira 400 persone tra medici, infermieri e personale vario e abbiamo un buon numero di pazienti d'origine italiana, molto contenti quando sentono parlare la nostra lingua.

"L'Oasi" di pace" - continua Suor Mandato– è un po' il mio "tesoro", è stata la realizzazione di un sogno, quello di offrire un luogo sereno dove accompagnare i malati terminali verso il passaggio più difficile da compiere. Perché si parla tanto di aiuto medico a morire? - si chiede Suor Mandato. Perché la gente vuol morire? Perché – è la sua risposta -  non ha un vero "accompagnamento" in questo passaggio delicato. Ma quando le persone sono ben accompagnate, quando sono circondate da tenerezza,  compassione, dall'amore dei propri familiari, quando vengono confortate spiritualmente e umanamente se ne vanno poi più serene; se ci fossero più centri di questo tipo la gente non chiederebbe più di morire».

 

Si parla tanto di tagli al settore della sanità. Com'è la situazione al Marie-Clarac?

«In generale sono contenta di come vanno le cose per noi. Certo, non è facile. Il budget è quello che è, negli ultimi anni abbiamo dovuto far fronte a diversi tagli che ci hanno costretto a rivedere alcune situazioni (ad esempio, nel dicembre scorso, a causa delle difficoltà finanziarie l'ospedale ha dovuto chiudere la sua clinica esterna di fisioterapia, n.d.r.) ma mai a discapito dei servizi. Nonostante questo il Ministero della Salute ha collaborato molto con noi e lo stesso Ministro Barrette è venuto due volte a vedere il Centro per i malati terminali e senza la sua fiducia non saremmo arrivati a fare quello che facciamo oggi. È ovvio, si può sempre migliorare, ma sempre nell'interesse dei nostri malati!».

Fabrizio Intravaia

Veduta dell'ospedale

©Sylvain Gagnon Photographer