Sanremo 2017: ecco i brani in gara

Pubblicato il 3 febbraio 2017

Carlo Conti con Maria De Filippi al termine della conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2017 del Festival di Sanremo. 11 gennaio 2017. ANSA/ RICCARDO DALLE LUCHE

©ANSA

Tra i migliori Chiara, Meta, Masini, Ron. Crozza tra gli ospiti

Ansa - Dall'ascolto in anteprima delle 22 canzoni dei Big in gara a Sanremo - come sempre, nella sede Rai di Milano, introdotto da Carlo Conti - si ricava una convinzione: i giovani rischiano poco. L'amore, anche quello delle notti profondissime, del cielo senza nuvole e del tu sei aurora e tramonto, domina come non esistesse la realtà. Anche Clementino, pure personaggio interessante, da napoletano parla dei ragazzi di strada ma rimanendo in superficie.

Tornano, dopo molti anni, due canzoni sulla mamma: una la dedica Gigi D'Alessio alla sua madre morta, l'altra è di Ermal Meta, parla di un figlio che salva la madre dalla violenza del padre ed è uno dei brani migliori e un caso isolato.

Ci sono veterani che fanno benissimo il loro mestiere senza correre rischi, tipo Ron e la Mannoia e c'è Marco Masini, che aggiorna il sound e porta in gara una delle canzoni più interessanti.

Ad avvicinare Sanremo ai suoni della contemporaneità sono Samuel, Raige e Giulia Luzi, e Chiara con un brano di alta qualità da interprete importante.

Queste le prime pagelle dei 22 brani, nello stesso ordine in cui sono state fatte ascoltare.

RON - "L'ottava meraviglia" - Una ballata pop rock perfettamente in linea con lo stile di Ron. Rispetta le attese senza essere banale e, in confronto a certi brani in gara, sembra una perla del rock americano.

PAOLA TURCI - "Fatti bella per te" - Un'incursione nel pop contemporaneo up tempo con un testo che è una rivendicazione dell'identità femminile: "tu fatti bella per te ... passano inverni e tu sei più bella" canta la Turci.

SERGIO SYLVESTRE - "Con te" - "Così vai via" sono le prime parole del testo scritto da Giorgia. Un evidente omaggio al Claudio Baglioni di "Amore bello" che suona più moderno.

GIUSY FERRERI - "Fa talmente male" E' un'artista in continuo rilancio. Qui guidano la danza chitarre che suonano un po' gitane e un po' western nel tentativo di trovare nuove strade.

MICHELE BRAVI - "Il diario degli errori" - Sembra un po' presto per un ragazzo di 22 anni compilare il diario degli errori. Pop melodico con suoni à la page in cerca di identità.

ALESSIO BERNABEI - "Nel mezzo di un applauso" - Più o meno "Noi siamo infinito" capitolo due. La dimostrazione di quanto sia difficile realizzare un sequel all'altezza del precedente.

FABRIZIO MORO - "Portami via" - Un omaggio a "La Cura" di Franco Battiato, con le debite proporzioni. A Fabrizio Moro non difettano certo la personalità e l'intensità.

RAIGE E GIULIA LUZI - "Togliamoci la voglia" - Scritto con Zibba, è uno degli arrangiamenti più originali (si sente anche una chitarra slide), un rock pop, con le cadenze del rap.

GIGI D'ALESSIO - "La prima stella" - Dedica questa canzone alla madre morta. E' puro stile D'Alessio, senza eccessi, un elogio dei buoni sentimenti e della classica melodia pop.

BIANCA ATZEI - "Ora esisti solo tu" - Avete nostalgia di Toto Cutugno e i Ricchi e Poveri? Bene ora c'è Bianca Atzei che ha un pezzo, scritto da Kekko dei Modà, che dice cose tipo "da quando stiamo insieme non esiste più una nuvola".

MARCO MASINI - "Spostato di un secondo" - Un brano - anche qui c'è la collaborazione di Zibba - di qualità diversa, cantabile ma dalla struttura originale che conferma il feeling che Masini con il festival. Uno dei pezzi più interessanti.

FIORELLA MANNOIA - "Che sia benedetta" - La sua presenza in gara nobilita il cast e la gara. Ed è evidente che la qualità interpretativa della Mannoia danno alla canzone un valore diverso. Proprio per questo, per il suo ritorno all'Ariston, ci si poteva aspettare qualcosa di più coraggioso.

CLEMENTINO - "Ragazzi fuori" - Dalla collaborazione tra Clementino e Marracash era lecito attendersi di più, sia sul piano musicale che su quello del testo. Un rapper napoletano che parla dei ragazzi di strada deve andare più a fondo.

CHIARA - "Nessun posto è casa mia" - Ha avuto coraggio a scegliere un brano così profondo per questa partecipazione che può davvero segnare una tappa fondamentale nel suo percorso.

FRANCESCO GABBANI - "Occidentali's Karma" - C'è molta ironia in questo testo che mette insieme "panta rei" e "singin' in the rain", le "lezioni di Nirvana e Buddah in fila indiana", un ritornello dance anni '80 e strofe d'autore.

ELODIE - "Tutta colpa mia" - Una canzone che più tradizionale non si può, eppure Elodie ha vinto "Amici 15". Il testo l'ha scritto Emma e suona "amore amore amore mio andiamo via". Il ritorno della formula in voga a Sanremo anni fa.

MICHELE ZARRILLO - "Mani nella mani" - Un ritorno all'Ariston in nome di una fedeltà al proprio stile. Non si possono non notare frasi tipo "tu sei passione e tormento" che non sfigurano accanto ai balocchi e ai profumi.

ERMAL META - "Vietato morire" - Una rara incursione nella realtà, un ricordo della madre ma come vittima della violenza di un uomo. Il testo migliore del festival e uno dei brani più interessanti.

LODOVICA COMELLO - "Il cielo non mi basta" - Un esempio di pop contemporaneo che rimane in superficie, senza cercare la minima increspatura.

ALBANO - "Di rose e di spine" - Albano a Sanremo questo deve fare: cantare una romanza di Puccini travestita da canzone, partendo basso e chiudendo sfidando il muro del suono.

NESLI E ALICE PABA - "Do retta a te" - Anche da Nesli è lecito aspettarsi di più. Alla prima impressione non sembra neanche troppo felice il connubbio tra la sua voce e quella, molto acuta, della vincitrice di "The Voice".

SAMUEL - "Vedrai" - Il cantante dei Subsonica conosce molto bene il suono della contemporaneità. E si sente. "Vedrai" è uno dei brani più originali tra quelli in gara, una finestra sul presente musicale.