Valentino celebra l'amore che vince su tutto

Abiti ispirati a Chagall e ai versi di poeti e cantanti

Pubblicato il 6 febbraio 2015

Ansa - E alla fine, cosa resta se non l'amore? L'amore che salva e l'amore che brucia, sempre. L'amore sacro e l'amor profano, l'amore platonico e quello carnale, l'amore che eleva, puro come il Dolce Stil Novo ed esaltante come le canzoni pop, l'amore eterno e quello di una sola estate.

Ma sempre di amore parliamo e allora amore sia, anche in passerella, da Valentino, per la sua haute couture, presentata nei giorni scorsi a Parigi e di grande attualità visto che, tra l'altro, "San Valentino", la festa deli innamorati, si avvicina a grandi passi.

Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, gli ormai famosi stilisti della maison, ogni volta scavano, trovano e rielaborano un tema, ma stavolta hanno "scoperto" quello più vicino a tutti, il più ricco di storia, di arte, di musica e perfino di abiti: l'amore, ovvero "la sola forza in grado di sconfiggere ogni controversia e avversità".

Sul corsetto di lino dell'ultima uscita in passerella, è ricamata la frase di Virgilio "Amor Vincit Omnia" ed è un bel modo di chiudere la sfilata, ma anche di concludere l'intera rassegna di alta moda, in una città come Parigi che è stata tanto ferita dall'odio.

Ma incominciamo dall'inizio di questa passerella ricca di lavorazioni e invenzioni: il filo conduttore del lussuoso viaggio di amore e moda è stato Marc Chagall, il pittore russo-francese che celebrò con tanto colore e magia i sentimenti. Le sue opere sono citate una per una, uscita dopo uscita, svelando un'ispirazione estetica che guarda alle tradizioni della Russia. Ma con alcune poetiche eccezioni, dedicate invece a celebri versi, letterari o musicali: "La canzone dell'amore perduto" di De Andrè ispira i petali appassiti dipinti e ricamati mentre i versi di Dante per Paolo e Francesca sono riprodotti in filo d'oro sull'abito di organza (3500 ore di lavoro). Le parole di Pasolini, di Prévert, di Apollinaire, ma anche quelle della canzone "Avrò cura di te" di Battiato, diventano i decori speciali di abiti speciali. Il sentimento diventa segno, ma si rivela solo da vicino: la collezione è alta moda e come tale vine guardata.

Sono state 47 le uscite in passerella, la prima è stata l'Ange noir, un lungo abito di velluto color notte con un bustino a forma di ali. Poi sono arrivati Chagall e la Russia, il rosso granato della mussola a nido d'ape, il gilet in lino, il montone rifilato d'oro, le nervature preziose. Lavorazioni riprodotte da antichi documenti del Tagikistan, dell'Uzbekistan, e poi i fiori dei quadri di Chagall.

"La Passeggiata", uno dei più famosi, dove il pittore tiene per mano la moglie Bella che vola sorridente, ha ispirato un completo pantaloni in tela di lino ricamato con fili e perle. Garze, mussole, velluto e perfino maglia metallica, abiti fatti a strati, corsetti portati all'esterno, gilet su abiti lievi: la silhouette è allungata e il segno della vita resta alto, i colori di Chagall, il rosso, il verde, il blu acceso, danno forza a questa donna angelo che dovrebbe condurre alla salvezza. Sono 500 mila i punti occorsi per fare il merletto di un abito con giacca, in color corda e fiorito di rosso, che si ispira al "Giorno di festa a Lezna" ma che soprattutto è il pizzo più prezioso mai realizzato nella storia della haute couture Valentino. Perché sarà anche amore ma è alta moda.