Quebec

Buona festa Quebec!

   Il Quebec intero, da una parte all’altra del suo territorio, celebra il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, la sua festa Nazionale. I numeri parlano chiaro: 750 progetti di festa, dal più piccolo al più grande, ripartiti in altrettanti siti; più di 20.000 volontari; più di 1050 spettacoli, dalle canzoni alle marionette, passando per i grandi concerti come quello del Parc Maisonneuve a Montreal; 700 giochi per tutta la famiglia; 360 “fuochi di gioia”, oltre 100 sfilate. La festa, dai colori bianco e blu, non lascerà nessuno indifferente. Qui di seguito, una breve storia della festa.

 

Le origini, la “Nouvelle-France” e Duvernay

 

   Le celebrazioni del 24 giugno trovano le loro origini in un passato molto lontano. Storicamente sono associate alle celebrazioni antiche del solstizio d’estate, alle feste agresti che segnavano l’inizio della stagione calda.

   Durante il primo millennio della nostra era, le celebrazioni del solstizio d’estate furono “cristianizzate” in Europa e raggiunsero una notevole importanza nel Medioevo. La chiesa cattolica mise il suo rituale sacro sotto il patronato di San Giovanni Battista. Fu proprio questo tipo di festa che venne imporatata dai primi colonizzatori provenienti dall’Europa nel Quebec. Nei primi anni della “Nouvelle-France” persistevano, tuttavia, alcuni elementi pagani della festa che il clero si sforzava di abolire.

   Tali tradizioni millenarie ispirarono l’editore di giornali Ludger Duvernay che, il 24 giugno del 1834, invitò una sessantina di persone ad un banchetto campestre per discutere dell’avvenire del popolo quebecchese. Da questa riunione ebbe origine la “San Giovanni Battista” come festa nazionale. Fu sempre in tale occasione che venne fondata la “Società San Giovanni Battista” con lo scopo di condurre il paese ad una riforma politica e dare alla nazione i mezzi per svilupparsi. La “Società” generò un gruppo di cui il Mavimento Nazionale dei quebecchesi ne è oggi erede e testimone. Fu necessario attendere però 91 anni, il 1925, affinché il 24 giugno fosse dichiarato giorno di congedo festivo. Tanto raggruppati intorno alla Chiesa, quanto intorno alle società patriottiche, i canadesi-francesi hanno progressivamente visto il giorno di San Giovanni Battista come l’espressione privilegiata dela loro identità nazionale. Abbandonando progressivamente nel corso degli anni ‘60 l’espressione “canadesi-francesi” per quella “québécois”, si dovrà attendere fino al 1977 affinché la “Saint-Jean” diventasse ufficialmente la Festa nazionale del Quebec. L’anno dopo il governo del Quebec creò il Comitato organizzatore della Festa nazionale allo scopo di favorire la partecipazione di tutte le regioni della “Belle Province”. Per tutte le informazioni sulla Festa nazionale e sulle varie manifestazioni in programma consultare il sito web: www.fetenationale.qc.ca 

 

La bandiera “gigliata”

 

Nel 507, il fiordaliso fa la sua prima comparsa sulla bandiera di Clovis, re dei Franchi. Avrebbe per sempre simboleggiato la sovranità francese. Nel  XVI° secolo, il fiordaliso compare nella Nuova Francia quando Jacques Cartier, sbarcando a Gaspé, pianta una croce che porta le arme della Francia dove sono rappresentati tre fiordalisi dorati.  

   L’antenato diretto dell’attuale bandiera del Québec è lo stendardo detto della “battaglia di Carillon”. Di colore blu cielo, aveva l’ecu (la moneta) della Francia e gli angoli erano ornati da quattro fiordalisi argentati.

   Dopo la caduta del Québec nel 1760, i colori francesi scompaiono dal Paese sostituiti da quelli della Gran Bretagna, ossia i colori della Union Jack.

   Dopo il 1760, il popolo quebecchese manifesta regolarmente la sua intenzione di adottare una bandiera nazionale. Nel 1832, i Patriotes scelgono il  tricolore verde bianco e rosso disposto in bande orizzontali. Diventerà la bandiera della rivolta del 1837-38. Sarà tuttavia abbandonato dopo la repressione della rivolta dei Patriotes. Nel 1902, l’abate Filiatrault, di Saint-Hyacinthe, issa sul suo presbiterio una bandiera simile a quello di Carillon, con l’unica eccezione dei fiordalisi bianchi. Questa bandiera fu, a quanto si dice, accolta molto bene dalla popolazione. Nel 1903, a questa bandiera si aggiunge un Sacro Cuore circondato da foglie d’acero. Questa bandiera diventerà nel 1926, con voto dell’Assemblea legislativa, l’emblema della Société Saint-Jean-Baptiste de Québec. Nel 1935, l’Assemblea legislativa decide di togliere il Sacro Cuore dalla bandiera, poiché la presenza di un emblema  religioso pone alcuni problemi. Nello stesso anno, la bandiera prende il nome di fleurdelisé.

   Il 2 dicembre 1947, il deputato Chaloult deposita una mozione all’Assemblea che deve essere discussa il 21 gennaio 1948. Maurice Duplessis è l’allora Primo ministro del Québec. Non è contrario  al fiordaliso ma nutre qualche riserva. Pensa di mettere al centro le arme del Québec, o anche una corona rossa, che simboleggerebbe quella di Francia o d’ Inghilterra. La mattina stessa in cui la mozione Chaloult deve essere discussa alla Camera, viene approvato all’unanimità dal Consiglio dei mimistri un decreto che consacra quella gigliata bandiera ufficiale del Québec. È il 21 gennaio 1948, poco prima delle tre, quando la bandiera del Québec, così come lo conosciamo oggi, sventola per la prima volta sulla sede del Parlamento. Davanti ai deputati che gli riservano un’ovazione Maurice Duplessis presenta la sua bandiera al Québec. Il fiordaliso diventa l��emblema distintivo della provincia e del popolo quebecchese.

 

La storia del motto Je me souviens

 

   Concependo nel 1883 i piani del Palazzo legislativo di Quebec (oggi l’Assemblea Nazionale), Eugène-Étienne Taché (1836-1912), architetto e sottoministro delle “Terre della Corona”, fece incidere nella pietra, sotto lo stemma del Quebec che appariva al di sopra della porta principale del Parlamento, il motto “Je me souviens”. Esso fu utilizzato e designato come il motto del Quebec per diversi decenni. L’adozione nel 1939 del nuovo stemma del Quebec sotto al quale continuava ad apparire in un listello il motto “Je me souviens”, veniva a sancirne il suo carattere ufficiale.

 In assenza del testo in cui Taché spiegava le sue intenzioni, è mettendosi nel contesto in cui fu creato il motto che si può comprenderne il significato. Taché ha concepito la decorazione della facciata del Parlamento come un “ricordo” della storia del Quebec. Egli la concepisce come un vero Pantheon: bronzi che rappresentano gli amerindiani, gli esploratori, i missionari, i militari, gli amministratori pubblici del Regime francese, le figure principali del Regime inglese come Wolfe o Elgin. Altri elementi decorativi evocano personaggi ed episodi del passato e Taché aveva previsto dello spazio per le generazioni future. Il motto messo al disopra della porta principale riassume le intenzioni dell’architetto: Je me souviens… di tutto ciò che la facciata ricorda.

 

La Rédaction


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