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Insieme per assicurare il futuro della Casa d’Italia

La campagna raccolta fondi è a 1,4 milioni

Gaby Mancini (a sin.) che ha ricevuto in omaggio un quadro di Littorio Del Signore, stringe la mano a Gino Berretta

Foto F. Intravaia

Sabato 17 novembre si è tenuto, nella prestigiosa cornice del Teatro Saint-James, l’82mo Gala della Casa d’Italia al quale hanno partecipato 430 persone.

Erano presenti anche il Ministro del Patrimonio canadese, Pablo Rodriguez, e diverse altre personalità politiche e rappresentanti dei vari organismi della nostra comunità.

«Vi ringrazio di cuore – ha detto il presidente della Casa d’Italia Gino Berretta – per la vostra presenza al Gala annuale, davvero un bel gesto di solidarietà verso questa storica istituzione e di tutto quello che rappresenta per la nostra comunità.

Fondata nel 1936, la Casa è sempre stata un punto di riferimento e di aiuto per un gran numero di emigranti italiani che la frequentavano per trovare un lavoro, un punto d’appoggio e di conforto. La Casa è la vostra e la nostra storia. Permettetemi, dunque, di ricordare a ciascuno di voi di assumersi la responsabilità di preservare la nostra lingua e la nostra cultura e di invitare i giovani, o coloro che non la conoscono, a scoprirla».

 Nel corso della serata è stato reso omaggio a Gaby Mancini, il “più longevo presidente della Casa d’Italia” (1997-2010). «È un’istituzione –  ha detto Gaby Mancini – che deve continuare a vivere perché rappresenta tutti noi. Se nel passato è stato un punto di riferimento per aiutare i nostri immigrati ad integrarsi, oggi la Casa deve essere un luogo per conservare la nostra cultura e le nostre tradizioni. Nel 1940 – ha aggiunto l’ex presidente – la Casa fu sequestrata dal Governo federale perché considerata un luogo di ritrovo dei “nemici-stranieri”. Erano altri tempi. Molti italiani furono internati.  Oggi – ha concluso Gaby Mancini – è arrivato il momento di ricevere delle scuse da parte del Governo federale. La Casa è e deve continuare ad essere un posto dove tutti sono i benvenuti».

 

Verso la “Rinascita”

Perry Mazzanti e Gino Berretta

Foto F. Intravaia

Il presidente Gino Berretta, e il primo vicepresidente della Casa d’Italia, Perry Mazzanti, sono ottimisti circa il futuro di questa nostra storica istituzione.  «È stata una serata fantastica – afferma il presidente – lo dimostra il fatto che sono venute 430 persone, è un grande segnale di attaccamento alla causa ed alla Casa».

 

Come sta andando la campagna di raccolta fondi?

«Finora – risponde Perry Mazzanti – abbiamo raccolto un milione e 400 mila dollari circa. Ora dobbiamo continuare su questa strada. Vogliamo eliminare completamente il debito di tre milioni  per assicurare un bel futuro alla Casa. La comunità sta rispondendo al nostro appello, l’interesse c’è, ora dobbiamo coinvolgere di più i giovani facendogli scorprire o riscoprire le loro radici, magari parlando di più in italiano e andando a visitare l’Italia».

«Iniziamo a intravedere la rinascita della Casa. Sei mesi dopo il lancio della campagna di raccolta fondi – aggiunge il <presidente Berretta – iniziamo a vedere che le nostre radici crescono e si consolidano; per questo vogliamo ringraziare tutti gli italiani che sono venuti a festeggiare il “Rinascimento” della Casa d’Italia. Siamo ottimisti, forse ci vorrà ancora un anno ma riusciremo a raccogliere tutta la somma necessaria per ripagare il debito e ripartire».

La Rédaction


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