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Il linguaggio universale della musica


Pubblicato il 3 aprile 2018

Il direttore d'orchestra Antonio Bernabei

©Fabrizio Intravaia

Incontro con Antonio Bernabei, direttore dell'OHMN

 

Sabato 7 aprile, alle ore 19:30, all'auditorium della scuola Lester B. Pearson di Montréal-Nord (11575 avenue P.M. Favier), è in programma "Et in Terra Pax", un concerto dell'Orchestre d'Hrmonie de Montréal-Nord (OHMN) diretta da Antonio Bernabei.

Originario di Fontecchio, in provincia de L'Aquila, il Maestro Antonio Bernabei, 80 anni nel prossimo mese di giugno, ha fondato l'OHMN nel 2015. Non è certo la prima orchestra che dirige visto che la sua esperienza musicale viene da ... molto lontano!

Antonio si è formato musicalmente presso il Conservatorio di  Liegi, in Belgio, dove è emigrato all'età di 12 anni. Studiava musica e imparava, nel frattempo, i segreti del mestiere di panettiere e pasticcere, professione che ha esercitato per qualche tempo a Montréal dove è arrivato con la famiglia nel 1961.

«Nel 1963 – racconta – mi sono arruolato nell'esercito canadese. Viste le mie conoscenze musicali mi hanno subito inserito, come flautista, nella Banda della            "RCOC" (Royal Canadian Ordnance Corps) o "CRCMM" (Corps Royal Canadien des Magasins Militaires de Montréal). Avevano un gran bisogno di gente che sapesse suonare uno strumento. Nel 1965 ci hanno trasferito in Germania, al seguito delle truppe militari alleate d'occupazione, dove sono rimasto fino al 1968 quando ci hanno rimpatriato. Nel frattempo – precisa – per una serie di circostanze burocratiche, avevo perso la cittadinanza italiana e ottenuto quella canadese. Tornato a Montréal, la Banda militare si è dissolta ed ho inziato a cercare lavoro come insegnante di musica nelle scuole. Così, nello stesso anno ho iniziato a insegnare presso la Scuola secondaria Henri-Bourassa di Montréal-Nord dove sono rimasto fino al 1996. L'ultimo anno d'insegnamento, prima di andare in pensione, l'ho fatto alla secondaria Sophie-Barat.

Nel giugno 1970 – afferma Antonio – ho diretto il mio primo concerto con gli studenti della scuola, concerto che poi abbiamo ripetuto ogni anno. Me ne ricordo, in particolare, due: quello del 1985 a Billingham, in Inghilterra, dove eravamo stati chiamati a rappresentare il Canada in occasione di un Festival del folklore, e quello del 1988 al Complexe Desjardins di Place des Arts dove c'erano oltre mille bambini».  

 

Le orchestre

L'OHMN in un concerto del 2015 in cui ha partecipato anche il Coro Alpino di Montréal
Foto cortesia

«Anche grazie al sostegno della Municipalità di Montréal-Nord, nel 1986, l'orchestra della scuola – continua il musicista – si è trasformata, ufficialmente, nell'orchestra "Harmonie Henri-Bourassa de Montréal-Nord". In tal modo l'orchestra era aperta a tutti, non soltanto agli allievi o ex allievi della scuola ma a chiunque volesse partecipare. L'ho diretta fino al 1992 quando ho dovuto lasciarla per motivi di salute. L'orchestra ha continuato ad esistere fino al 2007, data in cui ha cessato le sue attività per mancanza di musicisti. Qualcuno, però, mi chiese di "rianimarla" e così nel 2008, dopo aver cercato e trovato i musicisti, riprendemmo a fare i concerti. Sono rimasto a dirigerla fino al 2011, poi ho lasciato per divergenza di vedute e nel 2015 ho fondato l'OHMN».

Ma non è finita qui perché Antonio Bernabei, oltre a dirigere l'OHMN è anche direttore aggiunto del Corpo Musicale dell'Ordine Figli d'Italia, "ensemble" rinato nel 2013 grazie all'iniziativa di Ron Di Lauro. «Ron mi ha chiesto di dargli una mano; io lo aiuto a preparare il programma e durante i concerti dirigo un paio di pezzi».

 

Cos'è per lei la musica?

«È il solo linguaggio "universale" ... scritto! È grazie a questo linguaggio – risponde Antonio che annovera tra i suoi compositori preferiti Beethoven, Bach e Verdi tra gli italiani - che le nazioni troveranno la loro unione. È il solo linguaggio scritto che nessuno deve tradurre. La puoi mandare in tutto il mondo, basta sedersi e interpretarla. La musica "parlerà" a tutti!

Per questo, il mio impegno, è quello di fare, sempre, e per ogni circostanza, della buona musica, ben interpretata, ben suonata perché di cose "brutte", in giro, se ne sentono troppe. I veri cantanti, ad esempio, non hanno bisogno di amplificare la loro voce. L'amplificazione, se non è fatta come si deve, distorce il suono. La voce ce l'hai o non ce l'hai e se ce l'hai non hai bisogno di altri mezzi per farla sentire. Il mio professore di flauto diceva: "Non esisteste cattiva musica ma solo cattivi musicisti!"»

 

La "sorpresa" del 7 aprile

La prima parte del programma prevede musiche di Pando, Beethoven, Bach, Vivaldi, Der Roost, Vangelis, Vasile.

Nella seconda parte musiche di: Scaltritti, Puccini, Luigini, Verdi, Marzi, Faust, Rossini e Ortolano.

Vi sarà anche una "sorpresa musicale" per la deputata di Bourassa-Sauvé, Rita De Santis, presidente d'onore del concerto.

Per i biglietti (20$) chiamare il 514-324-3242 o il 514-328-4000 int. 5580 o il 514-328-1114.