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Mattarella ricorda Marcinelle: «Il diritto al lavoro è un pilastro"

Pubblicato il 8 agosto 2018

L'iniziativa dell'Ugl "Lavorare per Vivere" a Marcinelle, in Belgio, per commemorare le 262 vittime, di cui 136 italiani, che persero la vita nell'incendio in miniera l'8 agosto del 1956

©ANSA

L'iniziativa dell'Ugl "Lavorare per Vivere" a Marcinelle

 

Ansa - "Il ricordo della tragedia di Marcinelle rimane parte indelebile della memoria collettiva del nostro Paese e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio dei 262 lavoratori, tra i quali 136 connazionali, è destinato a richiamare alla memoria di tutti noi il valore delle sofferenze e del coraggio dei migranti in terra straniera alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, da costruire con il loro lavoro". Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione del 62.mo anniversario della tragedia di Marcinelle avvenuta l'8 agosto del 1956.

“Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell’immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa, non sottostimiamo la difficoltà di gestire un tale fenomeno ma non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti", ha aggiunto il ministro degli esteri Enzo Moavero intervenendo alle celebrazioni del 62mo anniversario dell’incidente nella miniera di carbone.

 

L'iniziativa dell'Ugl "Lavorare per Vivere" è arrivata a Marcinelle per commemorare le 262 vittime, che persero la vita nell'incendio in miniera. È questo il tema scelto dal sindacato che, dopo l'Italia, oltrepassa i confini nazionali per sensibilizzare le autorità europee sul fenomeno delle "morti bianche". Inoltre, in virtù di questa ricorrenza l'8 agosto è stata proclamata la "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo".

"Il dramma di Marcinelle, avvenuto 62 anni fa, invita a riflettere sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un impegno prioritario anche in ambito europeo con il fine di contribuire al miglioramento delle condizioni lavorative", ha affermato Paolo Capone, segretario generale dell'UGL, presente all'evento.  "Mentre si parla di robot pronti a sostituire gli operai, si continua a morire nelle fabbriche e sui cantieri, soprattutto perché la formazione rimane, spesso, solo sulla carta e, a causa della crisi, le imprese hanno sempre meno fondi da investire in sicurezza. Anche per tale ragione, e con l'obiettivo di divulgare una maggiore cultura della sicurezza sul lavoro, il sindacato UGL quest'anno ha ricordato i 1029 decessi del 2017 con due manifestazioni, svoltesi a Roma e Milano, con l'installazione di altrettante sagome di cartone per commemorare le 'morti bianche'".