Quando fraude financière si pronuncia “truffa finanziaria”


Pubblicato il 16 febbraio 2010
In questo triste filone delle truffe finanziarie, purtroppo, gli italiani ci entrano a quanto pare, anche loro...

Anche gli italiani, nel senso di italo-canadesi, più specificamente italo-quebecchesi, sono sempre più inseriti nel triste filone aperto da Earl Jones...

Il 19 gennaio scorso, il giudice Gilles Garneau della Corte del Québec (camera criminale e penale) del distretto di Montreal ha imposto ammende per un totale di 138.000 dollari a Rocco Di Stefano, ex agente assicurativo e consulente-intermediario in risparmio collettivo, per infrazioni alla legge sui valori mobiliari. In ottobre, Di Stefano era stato riconosciuto colpevole di 46 capi d’imputazione (pratica e sistemazioni finanziarie illegali) in collegamento con le società Zema Finances inc., Vision Management Services LTD. e Eurovision Financial Services LTD. L’imputato aveva ricevuto nel novembre del 2007 un divieto di operare e agire come consulente in valori mobiliari pronunciato dall’ufficio competente, il BDRVM. Quest’ultimo indicò di essere particolarmente preoccupato per il fatto che Di Stefano utilizzasse la sua posizione di ex ministro di culto (pastore) per sollecitare i suoi clienti, effettuare investimenti illegali ed agire in maniera non lecita come intermediario in valori mobiliari. L’Autorità dei mercati finanziari ha intentato altre due azioni penali contro Rocco Di Stefano nel marzo 2009 per infrazioni della stessa natura in collegamento con le società Zema Finances inc. e Sodexin, chiedendo nuove ammende per un totale di 441.000 $. L’Autorità dei mercati finanziari, l’organismo di regolamentazione e di inquadramento del settore finanziario del Québec, prende questo caso di Rocco Di Stefano per ricordare ai consumatori e quindi a noi tutti l’importanza di verificare che le persone solerti a proporci opzioni d’investimento abbiano effettivamente i titoli ed il diritto per esercitare questa professione. Bisogna farlo: anche se si tratta di un amico o di un parente. Un recente sondaggio ha evidenziato che i quebecchesi in particolare sono sensibili agli approcci fatti da persone con le quali hanno sviluppato un legame di fiducia, insomma sono vulnerabili alla disonestà.

Il caso di Rocco Di Stefano conferma che in questo triste filone delle truffe finanziarie, purtroppo, gli italiani ci entrano a quanto pare, anche loro. Da protagonisti e da vittime naturalmente. Nel settembre scorso, l’Autorité des marchés financiers ha perseguito penalmente con 50 capi di imputazione Saverina Cottone chiedendo per lei alla Cour du Québec (camera criminale e penale) di Montréal una pena carceraria e pecuniaria per un totale di 483.500 dollari. Savy Cottone si presentava come dirigente della First Canadian Financial Services e avrebbe illegalmente proposto opzioni di investimenti in fondi distinti e sottoscrizioni in assicurazione per la vita. Tutto questo, senza averne titolo e autorizzazione. Avrebbe anche redatto domande di vendita e trasferimenti di denaro presentando firme false, facendo credere che i suoi clienti investitori autorizzavano la transazione. Un recente reportage televisivo di Radio-Canada, che si è occupata del caso, ha avanzato l’ipotesi che Severina Cottone abbia truffato ai clienti della First Canadian Financial Services un milione e mezzo di dollari in totale. Fra le sue vittime, anche conoscenti e amici. In un caso, abbiamo potuto verificare noi stessi direttamente! La persona in questione però ha chiesto di conservare l’anonimato. (Si ringrazia l’agenzia di stampa CNW Telbec)