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Promuovere l'eccellenza dei prodotti italiani


Pubblicato il 25 settembre 2018

Da sin.: Daniela Virone, direttrice CCIC; Marie-Anne Bacchi, vicepres. CCIC; Rita De Santis, deputata Bourassa-Sauvé ed Emanuele Triassi, presidente CCIC

©Foto Fabrizio Intravaia

La Serata Degustazione della Camera di Commercio Italiana in Canada (CCIC)

Amanti del vino e degli autentici prodotti alimentari italiani, addetti ai lavori, persone in affari e ristoratori si sono ritrovati, il 18 settembre scorso, presso il "Pavillon du Grand Quai", nella zona del Vecchio Porto di Montréal, per la tradizionale "Serata di degustazione" organizzata dalla Camera di commercio italiana in Canada (CCIC).

A "farla da padrone" oltre 120 vini italiani provenienti per la maggior parte dalla Toscana, dal Piemonte, dal Veneto e dalla Lombardia e da qualche altra regione, accompagnati da alcune eccellenze alimentari quali pasta, formaggi, affettati, porchetta, olio, pizza e dolci vari che i numerosi presenti hanno potuto gustare e apprezzare in tutta la loro autenticità ... italiana!

«La "Serata degustazione" – ha detto Daniela Virone, direttrice generale della CCIC - è diventata ormai un appuntamento annuale molto apprezzato dagli amanti del buon vino e della buona gastronomia italiana che hanno in questo modo un'occasione per scoprire nuovi vini e nuovi prodotti alimentari, allacciare contatti con gli importatori e riassaggiare, perché no, prodotti che magari già conoscono. È dunque una vetrina, uno spaccato della produzione autentica italiana che è nostro compito promuovere e far conoscere qui in Canada. Voglio ringraziare per il loro aiuto prezioso in questa attività di promozione i nostri partner tra cui, in particolare, Mario Rigante, vice presidente BMO Banque de Montréal, in qualità di presidente d'onore della serata e voglio ricordare – ha continuato la direttrice – che una parte del ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione Santa Cabrini.

Il vino italiano – ha continuato la direttrice – è molto apprezzato nel Québec, abbiamo una quota di mercato importante e in crescita. In particolare, lo sono i vini bianchi, il prosecco e il lambrusco, vini particolarmente apprezzati dai giovani, dai cosiddetti "millennials" (la generazione tra i 18 e i 34 anni) che si sta affermando sempre di più sul mercato e che si orienta verso vini più leggeri e adatti ad ogni circostanza».   

 

Vini e lotta al cancro

Alla "Serata" era presente anche il presidente della Fondazione Santa Cabrini Elio Arcobelli che ha voluto ringraziare il presidente della CCIC Emanuele Triassi e il suo consiglio d'amministrazione per il contributo che «servirà – ha detto – a finanziare, insieme ad altre iniziative, l'acquisto, per conto dell'ospedale Santa Cabrini, di una nuova attrezzatura destinata alla mammografia. Siamo molto sensibili a tutti i progetti rivolti a trovare delle soluzioni per lottare sempre più efficacemente contro il cancro, principale causa di decessi in Canada».

 

Approfondire la conoscenza del vino italiano

Alla "Serata degustazione" organizzata dalla Camera di Commercio era presente anche il Console d'Italia a Montréal Lorenzo Solinas.

Il Console d'Italia a Montréal Lorenzo Solinas
Foto Fabrizio Intravaia

«Dobbiamo essere grati alla Camera di Commercio – ha commentato - per aver organizzato questa bellissima iniziativa che aiuta a far conoscere il vino italiano in Québec, mercato tra i più importanti del Nord America e allo stesso tempo Provincia che ne consuma di più in Canada. Un evento, dunque, molto utile per fare in modo che i quebecchesi approfondiscano la loro conoscenza del vino italiano e non solo visto che si possono gustare anche vari prodotti gastronomici di qualità. Tra l'altro, questo tipo di iniziative può essere molto utile nell'ambito dell'azione di contrasto del fenomeno chiamato "Italian Sounding", ovvero dell'imitazione di un prodotto, di una denominazione o di un marchio che di italiano, in realtà hanno solo il nome. Ci si può difendere proprio favorendo la conoscenza del prodotto autentico italiano da parte del consumatore canadese, nordamericano o di qualsiasi altra parte del mondo. La sua qualità è tale che le imitazioni, ovvero i prodotti che "suonano" italiani ma che non lo sono affatto, non possono reggere il confronto».

Italianità

Da circa due mesi a Montréal, in provenienza da Caracas, il Console Solinas, nato a Roma, ha tracciato un primo bilancio del suo "impatto" con la comunità italiana: «Finora è stata un'esperienza sicuramente positiva. Non mi aspettavo di trovare una comunità così attaccata all'italianità, anche a livello linguistico. Esiste un legame molto forte con l'Italia e questa è una cosa molto bella. Lo dimostra anche il grande volume di richieste per ottenere la cittadinanza italiana, richieste fatte da persone di seconda e terza generazione, persone nate, cresciute, che vivono e vedono il loro futuro qui e che, a livello pratico, non avrebbero grandi vantaggi ad ottenerla.

Eppure la richiedono, proprio per questo senso di "appartenenza" e di attaccamento alle proprie radici, una cosa notevole che non mi sarei mai aspettato».