Arte e spettacolo
16:18pm25 agosto 2020 | mise à jour le: 25 agosto 2020 à 16:18pmReading time: 5 minutes

Una passione chiamata magia

Una passione chiamata magia
Photo: Foto cortesiaDomenic Gatti, in arte "Domagie" in azione

Cosa spinge una persona a fare il mago? Una professione alquanto insolita ma che ha sempre conservato un fascino tutto particolare. Far apparire o sparire le cose, far meravigliare la gente davanti a dei giochi di prestigio non è da tutti, ci vuole abilità, concentrazione e tanta preparazione.

Con più di 30 anni di carriera alle spalle, Domenic Gatti, 53 anni, nato a Montréal da genitori d’origine siciliana, Cattolica Eraclea la mamma, Ribera il papà, ci racconta come è nata questa passione.

«Avevo più o meno 16-17 anni – spiega Domagie – quando un giorno vidi in un parco una persona che faceva dei giochi di magia. Rimasi a bocca aperta a vederlo!

Qualche giorno dopo, entrando in un bar di Rivière-des-Prairies incontrai per caso qualcuno che aveva bisogno di una mano per trasportare del materiale in una sala. Lo aiutai e quando finimmo questa persona mi disse che anche lui faceva il mago. Io gli raccontai cosa avevo visto e lui mi disse che conosceva quei trucchi e poiché lo avevo aiutato mi invitò a vedere il suo spettacolo e alla fine mi svelò qualcuno dei suoi segreti. Sei mesi dopo ho iniziato a prendere dei corsi di magia con lui».

 

Quanto tempo hai dovuto studiare prima di poterti definire un mago?

«Ho preso dei corsi per 4 anni ma posso dire che grazie alla pratica dopo due ero pronto per iniziare a fare qualche spettacolo. Adesso, dopo tanti anni di carriera la magia la insegno a casa mia, a Mascouche, dove risiedo. Ma do dei corsi, con un minimo di 10 lezioni, solo alle persone veramente interessate e motivate a fare spettacoli, alle persone che prendono questo “mestiere” sul serio».

 

Hai fatto tanti spettacoli di magia?

«Moltissimi, circa 250-300 spettacoli all’anno, un po’ ovunque, anche in Italia, in Germani, in Francia, in Algeria e ovviamente nel Québec e in diverse altre città del Canada».

 

Ma si riesce a vivere bene facendo il mago?

«Non si diventa ricchi ma si può campare se mettiamo nel conto anche i corsi di magia. Non bisogno dimenticare che il materiale è costoso. Tuttavia – aggiunge Domagie – non ha mai campato con un mestiere solo. È vero che faccio il mago ma sono anche istruttore di golf ed ho una piccola compagnia di “asphalt sealer”, di prodotti per la protezione dell’asfalto. Però di tutte queste cose quello che preferisco è il mestiere di mago. Ho iniziato come hobby, facendo gli spettacoli di magia nel fine settimana, mentre durante la settimana lavoravo nella costruzione, e poi ho sempre continuato a fare la magia. Prima che ci fosse la pandemia andavo ovunque a fare gli spettacoli, perfino nelle scuole. Alcuni degli studenti che hanno preso dei corsi con me hanno poi vinto dei premi a dei concorsi di magia!»

 

Che qualità bisogna avere per fare il mago?

«Ti deve piacere essere su scena, stare sul palcoscenico, davanti al pubblico, perché se lo fai solo per i soldi non arriverai mai! Devi avere una certa “maniera” di fare, devi essere naturale e anche un po’ attore. Tutto ciò che tu presenti o fai deve apparire vero: il modo di guardare il pubblico, la maniera di muoversi sul palcoscenico, il sorriso. Quando sbagli non devi far vedere che hai sbagliato, devi continuare, devi fare finta di niente perché la gente non sa quello che stai per fare. Se diventi tutto rosso o ti blocchi allora il pubblico se ne accorge e capisce che hai sbagliato. In uno spettacolo di magia c’è anche un po’ di comicità, devi sempre attirare l’attenzione del pubblico. Se fai uno spettacolo davanti ai bambini devi essere capace di meravigliarli altrimenti dopo pochi minuti perdi la loro attenzione e quella dei loro genitori!»

 

Quali sono i tuoi attrezzi del mestiere?

 «Fazzoletti, tessuti, ombrelli, un box che si trasforma in un tavolino, la radio per la musica, il microfono, il materiale per la magia, colombe, pappagalli, le gabbie, un cane, ecc., ho circa 10-15 mila $ di materiale».

 

Ci puoi svelare un trucco, ad esempio tirare fuori una colomba da un fazzoletto…

«No, non posso – ride Domagie – ho i miei segreti! È come uno che lavora con il computer, deve conoscerne le funzioni. Nella magia ci sono cose facili, alla portata di tutti e cose più complicate. Svelo i trucchi solo a coloro che poi vogliono fare questo mestiere, vogliono migliorarsi e raggiungere un altro livello».

 

Non tutti vedono la magia positivamente. Alcuni la vedono in maniera negativa

«Mi ricordo che quando iniziai mia madre pensava che fossero “magherie”, “diavolerie”, non voleva che facessi queste cose. Anche oggi c’è gente che la pensa così perché non capisce e non vede il “segreto”. Sono tutti giochi, solo che all’occhio i segreti non si vedono, non si percepiscono. Quando decisi di continuare feci vedere a mia madre tutti i trucchi e lei mi disse… va bene, fai quello che vuoi fare!»

 

Meglio tirare fuori dal cilindro una colomba o un coniglio?

«A dir la verità – conclude Domenic – all’inizio della mia carriera facevo uscire un coniglio. Ma trovavo che a quei tempi ce n’erano troppi e allora sono passato alla colomba e poi .. al cagnolino! Dopo lo spettacolo li riporto tutti a casa. Preferisco le colombe, se non la faccio apparire … mi manca qualcosa!»