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Da due giorni prego per lei, signore

Da due giorni prego per lei, signore
La scrittrice Rita Amabili

“Le Riflessioni” di Rita Amabili
rita.amabili@sympatico.ca

Da due giorni prego per lei, signore. Da quando il telegiornale l’ha fatta vedere mentre sta piangendo. Per una frazione di secondo mi sono messa al suo posto e il terrore mi ha assalito completamente. Poi il mio cellulare ha suonato e mi sono affrettata a seppellire l’orribile sensazione al mio interno.
Sa, anch’io ho tre figli, tre adulti meravigliosi.

Ieri, mentre uno di loro ascoltava le notizie, ho sentito le sue grida. Sì, le ho riconosciute. Potrei per un po’ di tempo distinguerle dalle altre, quelle numerose che provengono dal suo paese, la Siria.
I suoi gemiti avevano un suono da fine del mondo, il frantumarsi mostruoso del suo mondo che non smette di spezzettarsi. Lei aveva i suoi due figli tra le braccia. I loro corpicini inerti avevano preso un colore grigiastro, già quasi abbandonati alla rigidità cadaverica che sarà la loro sorte prima di ritornare polvere. Erano stati gassati.
Esplosione del suo universo personale all’interno dell’altro dilaniato.
Vittime innocenti; lei lo era ancor più di loro perché ricorderà per tutta la vita la piaga profonda di questo strazio.

Da quanti mesi, quanti anni, lei sapeva che il suo popolo, la sua famiglia e lei stesso eravate dei probabili bersagli umani, delle pedine nel gioco di un pazzo? Da quanto tempo lei si consolava sperando per loro una società inesistente in un futuro utopico?
Veramente lei si aspetta che i paesi intorno a me vadano a combattere per punire i dirigenti senza cuore che hanno reso miserabile la sua vita? D’accordo, lo era sempre stata. Questo cambierebbe qualcosa per lei? Ma certo, il danno irrimediabile fatto alla sua vita di tutti i giorni ha messo un punto fermo a questa fibra paterna dilaniata.
Probabilmente lei non si aspetta più niente.

I tiri chirurgici dei paesi ricchi del globo non potranno cambiare la sua situazione disperata. Faranno soltanto altri morti innocenti nell’ammasso.
Restava Dio, ma non sta bene parlarne
Da due giorni prego per lei, signore. Ripenso al suo dramma e so che è stato e sarà moltiplicato nel corso della storia umana.
Resta Dio. Il mio, il suo, tendono a somigliarsi, a fondersi.
Lo vedo in lei, ora. Siete in due a piangere.

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