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Montréal accende i motori


Pubblicato il 5 giugno 2018

Una veduta del circuito Gilles Villeneuve dell'Île Notre-Dame e delal città di Montréal sullo sfondo

©ANSA

Gp del Canada: sorpassi, freni, gomme e nervi saldi

Collaborazione speciale di Pino Asaro

p.asaro@lubital.ca

 

Spentesi le luci su Montecarlo, con la netta vittoria di Daniel Ricciardo e della sua Red Bull motorizzata Renault, ecco che Montréal apre le sue porte al circo della Formula Uno. Dire che la F1 ha un fascino tutto particolare è il minimo che si possa fare.

Per il patito delle corse, ogni Gran Premio rappresenta una "droga", una dipendenza difficilmente curabile.  Poi vi è il tifoso, che aspetta con ansia che il "circo" approdi finalmente nella sua città, a Montréal, per il Gran Premio del Canada in programma dall’8 al 10 giugno.

Poco importa come ci si possa definire, assistere ad un Gran Premio è qualcosa di magico, sempre che si abbia la passione per il mondo dei motori. E tutto ciò nonostante il fatto che, da qualche anno a questa parte, l’avvento dei motori ibridi abbia tolto quel bel suono dei motori V8, V10 o dei famosi V12.

La Formula odierna è figlia di un regolamento diremmo estremo e molto complesso, a partire dal motore ibrido composto da un motore turbo di 1600cc e di un sistema di batterie che hanno il compito di aggiungere potenza in modo che il motore possa performare come un V8 o V10 aspirato ma con dei consumi molto più contenuti.

Estrema è anche l’aerodinamica, grazie ad appendici alari sempre più complesse, difficili da ottimizzare in assetto da corsa, con conseguente usura anomala delle gomme, vedi Ferrari e McLaren al recente GP di Monaco.

Da una pista ad un altra, i giochi cambiano e capita che il fior fiore dei geni dell'ingegneria non arrivino a capo di certe situazioni. Al di là di tutto ciò, sembra scontato che più la Formula Uno voglia offrire un maggiore spettacolo, più si verificano corse altrettanto noiose come per l'appunto è stato l’ultimo GP di Monaco. Ma non a Montréal.

Il circuito Gilles Villeneuve presenta un misto di lunghi rettilinei dove grazie al DRS i sorpassi non mancano. E le varianti, come i due tornantini, mettono a dura prova i freni e le gomme stesse; quindi, alla fine, la spuntaranno i piloti più bravi nel gestire le gomme. La Safety Car a Montréal ha sempre avuto un ruolo importante ed è un elemento sicuramente da considerare nell’economia del risultato finale.

 

Sarà un duello Mercedes-Ferrari?

Diamo ora un occhiata a cosa ci riserva la vigilia di questa settima prova del Mondiale Piloti e Costruttori 2018. In primis, il Direttore Charlie Whiting è convinto che la FIA può adesso monitorare il molto discusso sistema ERS (energy recovery system) delle Ferrari con del nuovo software. Tutto ciò in seguito ad un'inchiesta iniziata nel weekend del GP di Azerbaijan in quanto la Ferrari fu sospettata di utilizzare un dobbio sistema di batterie ERS dopo che alcuni team avevano espresso dubbi sulla sua legalità.

Arrivati poi al GP Monaco la FIA, soddisfatta dal rapporto tecnico ottenuto dalla casa di Maranello, ha chiuso l’indagine nonostante le pressioni da parte della Mercedes e della Red Bull. Scontate anche le voci che la FIA avesse adottato dei sensori applicati sui power unit Ferrari. Quindi tutto legale in casa Ferrari che si appresta ad affrontare il Gran Premio con ottimismo, cosciente di poter riuscire ad arrivare al successo sia con Vettel che con Raikkonen. Di sicuro la Rossa vorrà rifarsi dalla debacle dello scorso anno quando Vettel fu costretto a rientrare dopo 5 giri per cambiare l’alettone. Ripartito ultimo  rimontò sino al quarto posto dietro ad Hamilton, Bottas e Ricciardo. Per Raikkonen, partito bene, fu un settimo posto con seri problemi ai freni nelle battute finali.  

In casa Mercedes ci si prepara a ripetere l’uno due di Hamilton e Bottas dello scorso anno.

Al campione inglese manca un altra vittoria per eguagliare il record di Schumacher di 7 vittorie in Canada. Come lo scorso anno, quando eguagliò il record delle pole di Ayrton Senna, Hamilton parte come l’uomo da battere anche se, stranamente, continua a ripetere che, a suo avviso, il favorito per il titolo mondiale rimane Vettel. Magari, diremmo noi!

La Red Bull reduce della convincente vittoria di Monaco, grazie ad un grande Ricciardo, sa di avere raggiunto un livello di performance tale da permettere ad entrambi i piloti di lottare per la vittoria finale. Verstappen, grazie al "cicchetto" ricevuto dallo stato maggiore della Red Bull, vedi l’ultimo incidente in prova a Montecarlo e l’esclusione dalle qualifiche, in gara ha saputo gestire i sorpassi e finire nono. Sempre pronto a dare spettacolo, auguriamoci che non si ripeta il problema elettrico dello scorso anno, quando fu costretto al ritiro dopo solo 10 giri.

Dei team da metà classifica, ricordiamo la Force India, lo scorso anno finita quinta e sesta con Perez e Ocon. A proposito di Ocon, ricordiamo l’importante sesto posto al GP di Monaco.

Da non mancare Nicholas Latifi nipote di Isidoro Russo, pilota di riserva della Force India, che prenderà parte alle prove libere del venerdì.

Un altro team che potrebbe fare bene è Toro Rosso, da qualche gara finito ai punti. A Montecarlo, Gasley ha fatto un ottima gara finendo settimo. Noi tiferemo ovviamente per l’Alfa Romeo Sauber che arriva a Montréal con un nuovo Direttore Tecnico nelle vesti di Simone Resta, liberato dalla Ferrari dopo 17 anni d’ottimo servizio. E da Charles Leclerc ci si può aspettare una gara tutt’altro che monotona. Altri team con bisogno di riscatto sono la Haas, sparita dopo l’Australia, e la Williams di Stroll e Sirotkin, in crisi profonda nonstante i motori Mercedes.