Il dottor Mirko Gilardino "Personalità dell'anno 2016" della CIBPA

Pubblicato il 14 marzo 2017

Il dottor Gilardino dirige l'Unità di chirurgia cranio-facciale e di labiopalatoschisi H.B. Williams all'Ospedale di Montreal per bambini e il programma di residenza in chirurgia plastica del Centro universitario di salute MCGill. È professore, inoltre, di chirurgia alla facoltà di Medicina dell'Università McGill, divisione chirurgia plastica e ricostruttiva

©Foto Mario Beauregard/TC Media

L'Intervista: «Aiutare i bambini e le loro famiglie»

 

Giovedì 23 marzo alle ore 18, al Museo Chateau-Dufresne, il dottor Mirko Gilardino, chirurgo estetico e chirurgo cranio-facciale pediatrico riceverà il premio "Personalità dell'anno 2016" della CIBPA (Associazione delle persone d'affari e professionisti italo-canadesi).

Il  premio fu istituito nel 1967 per rendere omaggio a quelle persone che, nel corso degli anni, si sono particolarmente distinte in vari campi d’attività e per il loro eccezionale contributo nei confronti della comunità italo-canadese. Il primo ad esserne insignito fu l’ex sindaco di Montreal Jean Drapeau nel 1967, l'anno dell'Expo. Tra i premiati degli ultimi anni vi sono Danny Maciocia, Ivana Bombardieri e Emilio Imbriglio.  

La CIBPA ha scelto il Dr. Gilardino per l’impatto straordinario che la sua chirurgia correttiva ha sulla qualità di vita dei suoi pazienti, in maggioranza bambini. L’empatia nel suo approccio, il suo obiettivo di rendere felici dei bambini nati con difetti cranio-facciali, ha fatto di lui una scelta ideale per questo premio annuale.

 

Aiutare i bambini e le loro famiglie

 

Il dottor Mirko Gilardino, 41 anni, è nato a Vancouver da madre croata e padre italiano. Il papà è il professor Sergio Gilardino, d'origine piemontese, che per diversi anni ha insegnato letteratura all'Università McGill. Dopo una parentesi a Boston, Mirko, in seguito al divorzio dei suoi genitori, è tornato con la mamma a Vancouver dove ha terminato la scuola. In seguito, visto che il padre si era trasferito a Montreal, decise di raggiungerlo per i suoi studi universitari, iscrivendosi, nel 1993 alla facolta di Scienze dell'Università McGill per poi proseguire gli studi di Medicina tra il 1997 e il 2001.

 

Dottor Gilardino, cosa l'ha portata ad occuparsi della chirurgia estetica?

 

«Venuto il momento di scegliere una specializzazione, e volendo fare qualcosa di molto tecnico e di carattere chirurgico – racconta - ebbi un vero e proprio colpo di fulmine per la chirurgia plastica grazie al dottor Williams, uno dei più grandi specialisti di chirurgia cranio-facciale e labiopalatoschisi pediatrica dell'Ospedale di Montreal per bambini. Il dottor Williams è stato il mio "mentor", colui che mi ha trasmesso la passione per questo tipo di chirurgia che a me piace molto perché è una specialità molto tecnica ma allo stesso tempo "artistica". Ricostruire un viso, soprattutto quello di un bambino, richiede un certo senso estetico. Così ho preso la specializzazione in chirurgia plastica e un'ulteriore specializzazione in quella cranio-facciale pediatrica all'ospedale per bambini di Filadelfia, il "top" degli ospedali di questo tipo. Alla fine degli studi mi hanno anche offerto la possibilità di rimanere a lavorare con loro ma proprio nello stesso momento il dottor Williams mi disse che aveva intenzione di ritirarsi e di lasciare il suo posto ad una persona giovane e competente ed aveva pensato proprio a me. Non sapevo cosa fare, se rimanere a Filadelfia, ed integrare un'equipe di altissimo livello, oppure raccogliere questa sfida e costruire un mio proprio team qui a Montreal. Alla fine ho scelto Montreal e il suo ospedale per bambini».

 

Perché le piace tanto lavorare con i bambini?

«Mi piace molto l'idea di poter ricostruire o togliere una malformazione dal loro viso, che oltre ad essere una cosa tecnica ha anche il suo lato artistico. Poi subentra la questione della crescita. Quando si fa una chirurgia ad un adulto il paziente è considerato "statico", cioè non cambierà molto la sua fisionomia proprio perché è un adulto. Ma quando si tratta di un bambino devo "compensare", cioè devo tenere presente che il piccolo ha davanti a sé anni di crescita e la fisionomia del suo volto cambierà. Oltre a ciò mi piace molto l'energia dei bambini e l'idea di poter aiutare delle famiglie, l'interazione, guadagnarsi la fiducia dei genitori che non affiderebbero mai il loro figlio ad un chirurgo di cui non hanno fiducia».

 

Che effetto le fa sapere di essere stato nominato "Personalità dell'anno" della CIBPA?

 

«Sono molto fiero. È un onore essere premiato per qualcosa che si fa come lavoro, un lavoro che per me è una passione. Conosco la CIBPA da diverso tempo. Mio padre era molto implicato con loro e con la cultura italiana. Fu proprio lui, alcuni anni fa a dirmi che esisteva un programma di borse di studio e ne sono stato uno dei vincitori. Già da un paio di anni partecipo alla consegna delle borse di studio e parlo, cerco di dare dei consigli ai giovani che le ricevono. Per me è un po' come "restituire" alla comunità quello che ho ricevuto».

Fabrizio Intravaia