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Arriva il "PizzaFest!"


Pubblicato il 5 settembre 2017

Mathieu Fortin fondatore del "PizzaFest"

©Foto Fabrizio Intravaia

Una settimana ed un concorso per celebrare la genuinità della pizza

Dall'11 al 17 settembre si svolgerà la prima edizione del "PizzaFest", un avvenimento a "tutto gusto" e un modo per assaporare e divertirsi, con gli amici o in famiglia, intorno ad uno dei simboli della gastronomia italiana. Ne abbiamo parlato con Mathieu Fortin, fondatore di questo festival tutto particolare che vede le pizzerie italiane ("noblesse oblige") in primo piano.

«È una bella occasione – esordisce Mathieu - per celebrare la pizza, quella "vera", non quella stile fast-food o grandi catene di ristorazione tipo Pizza Hut o Boston Pizza. Spesso si sente parlare male delle pizza. Si dice che non è buona per la salute, che è troppo "ricca" di ingredienti, che fa ingrassare ecc.. Voglio cercare di "sfatare" tutto ciò e fare un po' di chiarezza per lanciare il messaggio che una pizza è buona se è fatta secondo certi criteri e in questo voi italiani siete maestri!»

E quali sono i criteri del "PizzaFest?"

«Ho iniziato scegliendo un campione di 50 pizzerie (Montréal, Laval, Riva Sud, Sherbrooke e Québec), di cui almeno la metà sono italiane, assicurandomi che potessero e volessero proporre pizze un po' diverse dal solito sia per l'utilizzo degli ingredienti che per la creatività.

Il secondo criterio è stato quello di orientarmi verso  ristoranti di carattere più familiare, che esistono da 20 anni o più o che sono gestiti da giovani imprenditori, i quali, in diversi casi, hanno preso la "relève" dei genitori.
Inoltre, ho voluto creare un po' di marketing includendo nel "PizzaFest" un sorteggio di due biglietti d'aereo nient'altro che per Napoli, la "patria" della pizza verace. Tutti coloro che in quella settimana mangeranno una o più pizze nei ristoranti designati avranno un passaporto speciale sul quale il ristoratore metterà, accanto al proprio logo, la firma; in tal modo i clienti saranno ammissibili al concorso le cui modalità sono comunque spiegate nel passaporto.
Poi ci sarà una giuria, composta da 5 persone tra chef e blogger esperti di gastronomia, che visiteranno tutte e 50 le pizzerie (beati loro!) e che avranno il "difficile compito" di eleggere la migliore pizza del "PizzaFest". Devo precisare però – aggiunge ridendo Mathieu - che i giudici si prenderanno un mese, non una settimana per decidere! I vincitori riceveranno in premio una bella pala (per la pizza) con la menzione d'onore.

Invitiamo comunque i clienti a condividere i loro "pizza-moment" attraverso i media sociali, postando foto e commenti. Per questo abbiamo creato due hashtag: <#pizzafestmtl, per la grande regione di Montréal, e #pizzafestqc, per la regione di Quebec».

 

Come è nata l'idea di fare un "PizzaFest?"

«Viaggiando! Ho visto un festival simile a Berkeley, in California, e poi al "Sigep" di Rimini, la fiera internazionale del "food", un grande show della pizza e non solo. Mi sono detto: perché non portare un avvenimento del genere anche a Montréal e nel Québec? Ma una cosa di qualità, ben strutturata, seria, perché la pizza è una alimento serio e deve essere trattata con tutto il rispetto. Tutti la mangiano, vegetariani, amanti della carne, del pesce, ecc.. Poi, durante il festival sarà possibile gustare pizze particolari fatte espressamente per questa occasione. Gli chef si daranno da fare perché amano creare e poi, una volta sperimentata potranno inserirla nei loro menu.

Ma la cosa che raccomando a tutti, e che rimane, secondo me, un criterio fondamentale per fare una buona pizza, è di rispettare sempre l'assemblaggio degli ingredienti, troppa salsa o poco formaggio e l'equilibrio si spezza; e poi ... anche l'occhio vuole la sua parte!»

Per informazioni: https://www.pizzafestmtl.com/; info@pizzafestmtl.com

 

Un po' d'amore e un pizzico di pazienza

Il giovane Marcello Di Ilio è lo chef pizzaiolo del Ristorante Pomodoro che si trova sul boulevard St-Laurent, nella Piccola Italia. Anche questo ristorante parteciperà come numerosi altri gestiti da italiani, alla prima edizione del "PizzaFest".

«Faccio lo chef da quasi 7 anni – spiega Marcello che è nato a Montréal da madre siciliana (Cattolica Eraclea, Agrigento) e padre abruzzese (Rocca San Giovanni, Chieti) – e sono ancora indeciso se proporre per il festival la strada tradizionale "italiana" o quella innovativa "quebecchese-canadese". Nel ristorante – aggiunge ridendo – sono io il "pizza-boss!" Mi piacerebbe fare un  "hommage" di carattere locale, cioè preparare una pizza diversa dal solito, magari con un po' di sciroppo d'acero o qualche altra sorpresa, vedremo!

In ogni caso, per fare una buona pizza – rivela Marcello – ci vogliono, oltre ai buoni ingredienti, molta pazienza e un po' d'amore perché se fai le cose di fretta e a tirar via il risultato non sarà all'altezza della situazione.

La pasta deve lievitare bene, poi deve riposare, ci vuole la mano giusta, il tempo giusto e il forno caldo ma poi alla fine ci vuole sempre un buon pizzaiolo!».