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20:09pm23 ottobre 2020 | mise à jour le: 23 ottobre 2020 à 20:09pmReading time: 3 minutes

In Cina i miliardari battono il Covid, più ricchi che mai

In Cina i miliardari battono il Covid, più ricchi che mai
Photo: EPAJack Ma cofondatore di Ali Baba

Ansa – Il capitalismo socialista ‘con caratteristiche cinesi’ batte anche il Covid-19: i miliardari sono di più e aumentano i patrimoni di oltre 1.500 miliardi di dollari, diventando più ricchi che mai: è il trend più rapido di sempre, secondo la Hurun Rich List 2020, la classifica dei paperoni del Dragone che segue il modello di Forbes negli Usa.

L’ondata di Ipo e la crescita solida dell’hi-tech hanno dato una spinta decisiva, portando il valore complessivo degli asset a 4.000 miliardi: Jack Ma, co-fondatore di Alibaba, si conferma per il terzo anno al vertice con una fortuna di 59 miliardi.

La Cina ha creato 257 miliardari nell’ultimo anno, pari a una media di 5 nuovi paperoni alla settimana, salendo a quota 878, oltre i 788 miliardari negli Stati Uniti. “Il mondo non ha mai visto tanta ricchezza creata in un solo anno – ha notato Rupert Hoogewerf, presidente del Rapporto Hurun e capo della ricerca -. Gli imprenditori cinesi hanno fatto molto meglio del previsto.

 

Malgrado il Covid-19, sono saliti a livelli record”. L’impennata dei mercati azionari cinesi, l’ondata di offerte pubbliche iniziali e la forte crescita del settore tecnologico hanno alimentato l’ultimo boom miliardario del Paese. Jack Ma è in cima alla classifica, vedendo la sua fortuna aumentare del 45% con l’imminente Ipo del gigante fintech Ant Group. “La Hurun China Rich List ha registrato più ricchezza creata quest’anno sui 5 anni precedenti messi insieme, suggerendo che la struttura dell’economia si è evoluta, allontanandosi dai settori tradizionali come la produzione e il settore immobiliare, verso la nuova economia”, ha aggiunto Hoogewerf.

Proprio come negli Usa, i primi due mesi della pandemia in Cina hanno visto una massiccia distruzione di ricchezza, seguita da una ripresa a forma di ‘V’ per i mercati azionari e poi da un enorme boom dell’economia digitale.

Al secondo posto c’è Pony Ma, a capo del conglomerato tecnologico Tencent. La sua ricchezza è salita del 50%, a 57,4 miliardi di dollari, spinta dal business dei giochi e dalla crescita di WeChat, servizio di messaggistica abbinata, tra l’altro, al popolarissimo sistema di pagamento.

In terza posizione figura Zhong Shanshan, presidente di YST, che ha sbancato con la quotazione a Hong Kong dell’acqua mierale in bottiglia Nongfu Spring.

Altre performance includono il “re delle consegne di cibo” cinese Wang Xing di Meituan-Dianping, che ha quadruplicato gli asset a 25 miliardi, dopo aver sfilato quote di mercato ad Alibaba. Il leader della consegne espresse, Wang Wei, con la sua SF Express ha più che raddoppiato il suo patrimonio a 35,3 miliardi. Zhou Qunfei di Lens, che produce touchscreen, ha visto le fortune più che triplicare a 17 miliardi di dollari: è ora una delle tre donne più ricche del mondo partite da zero.