Dal Mondo

Dalle ceneri di Ground Zero nasce il nuovo WTC

Come l’araba fenice, il World Trade Center (WTC) rinasce dalle ceneri: cinque grattacieli e il Memoriale/Museo prenderanno il posto dell’originario WTC, un complesso di sette grattacieli aperto nel 1973 e distrutto l’11 settembre 2001 dagli attacchi di Bin Laden.

Ansa/ROMA – All’ombra della ‘Freedom Tower’, la torre della libertà (1World Trade Center), sorgeranno altri tre grattacieli, rispettivamente il 2, 3 e 4 del WTC. Con i suoi 1776 piedi (come l’anno dell’indipendenza, cioè 513 metri), la Freedom Tower ha già il primato di grattacielo più altro degli Stati Uniti, superando così la Willis Tower di Chicago. Nello skyline newyorchese il nuovo grattacielo sostituirà di fatto le Torri Gemelle abbattute dagli aerei dirottati da al Qaida.

  Iniziato nell’aprile del 2007 e costato oltre tre miliardi di dollari, il 1WTC sarà completato nel 2013, avrà 104 piani, con una superficie adibita ad uffici di 242 mila mq, oltre ad un’area panoramica, un ristorante di alta classe, e strutture per la trasmissione. La sua storia è stata lunga e travagliata. Il progetto originario, opera dell’architetto Daniel Liberskind, è stato in seguito trasformato (viste anche le drastiche misure di sicurezza richieste dai vigili del fuoco). È David Childs (design partner presso la Skidmore, Owings and Merrill) a portare il progetto a compimento.

   Con 88 piani e 411 metri di altezza (387 senza l’antenna), il 2WTC sarà il secondo grattacielo più alto del WTC. La torre è stata disegnata in modo da somigliare ad un diamante con la superficie del tetto inclinata verso il Memoriale, fronteggiando quindi l’area dove sorgevano le Torri Gemelle.

   L’area esatta delle Torri ha dato spazio al Memoriale e al Museo. Il Memoriale è stato aperto la settimana scorsa in occasione del decimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle. La piazza del Memoriale, non ancora totalmente  accessibile, verrà aperta nella sua totalità soltanto nel 2012.

   Il Memoriale è stato disegnato da Michael Arad, architetto di origini israeliane, e dal californiano Peter Walker. Ricorderà anche le vittime del primo attacco al WTC, il 26 febbraio 1993, quando l’esplosione di un camion bomba sotto la torre nord uccise sette persone e ne ferì centinaia.

   Il Memoriale è composto da due specchi d’acqua quadrati, con intorno cascate alte nove metri. Ricordano le torri abbattute, e sono circondati da 400 alberi di quercia. Ai bordi delle due ‘reflecting pools’ sono stati incisi nel bronzo i nomi delle circa tremila vittime degli attacchi.

   Il Museo è dotato di un auditorium, possiede un’area multifunzionale oltre ad una zona riservata ai familiari delle vittime. Ospita anche ‘The Last Column’, ossia l’ultimo pilastro rimasto in piedi dopo gli attacchi dell’11 settembre e diventato il simbolo di sfida al terrore. Entro il 2013 è prevista infine la conclusione dei lavori della nuova stazione Path della ferrovia e della metropolitana. Opera dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, è stata concepita come un uccello appena liberato dalla mano di un bambino.

 

Tonnellate di ceneri in una discarica di New York

 

 Ansa/NEW YORK – Tonnellate di cenere – e i resti di molte vittime degli attacchi dell’11 settembre – riposano nella discarica di Fresh Kills, a Staten Island, non lontano da Manhattan. La polvere, esaminata per trovare tracce delle persone uccise, è stata al centro di una macabra battaglia legale e di un progetto per costruire un parco della memoria. La notte del 12 settembre 2001, mentre oggetti e cenere  cominciavano ad essere spostati da Ground Zero, la polizia di  New York  fece diventare ”scena del crimine” la discarica, che è una distesa di paludi e terra brulla da cui si intravedono i grattacieli della Grande Mela.

   Gli esperti dell’Fbi per la ‘evidence recovery’ (recupero prove), lavorarono ininterrottamente per mesi, muniti di  mascherina e tuta bianca. La ricerca, iniziata nel settembre del 2001 e terminata a metà 2002, passò al setaccio quasi due  milioni di tonnellate di polvere arrivata da Manhattan. Furono individuati 4.257 resti umani, che hanno aiutato l’identificazione di 300 persone. Per inquietante coincidenza, il nome della discarica – Fresh Kills – può significare in inglese ‘uccisioni recenti’. L’etimologia si riferisce però alla parola olandese Kil, che indica i piccoli ruscelli che attraversano l’area occidentale di Staten Island dove si trova la discarica. Oltre ai resti, sono stati trovati tantissimi oggetti: mazzi di chiavi, pistole e stivali dei poliziotti arrivati dopo il primo attacco, la bambolina di un negozio di giocattoli delle Twin Towers, i pezzi di un bronzo di Auguste Rodin esposto agli uffici della Cantor Fitzgerald. Per i parenti di alcune vittime, si poteva fare di più. Su un totale di circa 2.700 scomparsi, ne rimane un migliaio di cui non è stata trovata alcuna traccia. I loro resti ”sono stati cremati dalla conflagrazione iniziale, e dalle fiamme sotterranee che sono continuate per mesi”, ha spiegato Charles Hirsch, capo dell’ufficio medico di New York.

   Nell’agosto del 2005, 17 persone, a nome di un migliaio di parenti di vittime, hanno fatto causa contro il comune di New York, chiedendo lo spostamento della cenere in un cimitero. «Siamo davvero disposti a lasciare centinaia di parti umane in una discarica?», ha chiesto il loro avvocato, Norman Siegel. «Bisogna essere in grado di individuare le parti di un  cadavere, e quel che è rimasto qui è un mucchio di polvere, non si distingue niente», è stata la risposta del legale  comunale, James Tyrell, che sollevò l’ira dei parenti, i quali avevano le foto degli scomparsi al collo. L’organizzazione ‘Famiglie per una sepoltura dignitosa’ chiedono di riesaminare 223 mila tonnellate di polvere e di spostare tutta la cenere da Fresh Kill. Il 4 ottobre dell’anno scorso, però, la Corte suprema dello Stato di New York ha dato ragione al Comune. Non ci sarà nessuno spostamento. Al posto della discarica, comunque, sorgerà un parco. Sarà  una rivoluzione urbanistica: l’area verde sarà tre volte più grande di Central Park. Sarà possibile andare a cavallo o in canoa, percorrere i sentieri in bici o a piedi e raggiungere il memoriale delle vittime.