Dal Mondo

Harry Potter, l’inizio della fine

 

Ansa/LONDRA – ”Magari ne scrivo un altro. No. E’ uno scherzo”: con le lacrime agli occhi J.K. Rowlings ha salutato i fan di tutto il mondo sull’ultimo tappeto rosso di Harry Potter a Trafalgar Square prima dell’anteprima di Harry Potter e i Doni della Morte, parte seconda. Aveva piovuto tutta la mattina infradiciando ottomila fan venuti da tutto il mondo sotto la colonna di Orazio Nelson, ma poi, come per un colpo di bacchetta magica, su Londra è spuntato il sole. Un regalo dei maghi di Hogwarts per far sorridere i fedelissimi della saga arrivati nella capitale britannica per l’ultimo red carpet con un pizzico di tristezza nel cuore.

   Molti di loro aspettavano da giorni, accampati in piazza senza tende per difendesi dalle piogge londinesi: ”E’ la fine della mia infanzia”, ha proclamato Riwidah Alnjar, 20, dall’Arabia Saudita, con la cicatrice a forma di fulmine stampata sulla fronte. Daniel Radcliffe sbarca direttamente da New York dove sta lavorando a un musical di Broadway, senza i classici occhiali rotondi, di cui, nel corso degli otto film, ha consumato ben 160 paia: ”Alan Rickman merita l’Oscar”, dice con cavalleria alludendo all’interpretazione del professor Severus Piton che nei ‘Doni della Morte Parte Seconda’ e’ al centro di una rivelazione tenerissima che da’ luce nuova a tutta la saga.    

   Primi ad arrivare, Rupert Grint (Ron Weasley) circondato da guardie del corpo e seguito da un abbronzatissimo Tom Felton (Draco Malfoy): entrambi accolti da  grida di giubilo alla Beatles. ”E’ incredibile che sia tutto finito. Non riesco a crederci”, ha detto, profondamente commosso nell’addio, il ragazzo coi capelli rossi che per dieci anni ha affiancato Daniel e Emma Watson (Ermione Granger) nelle battaglie contro il Signore del Male Voldemort: ”Non avremo mai piu’ niente di simile”.

   Il red carpet ha preso il via a meta’ pomeriggio in vista della proiezione dell’ottavo capitolo cinematografico dell’epopea di Hogwarts nelle sale di Leicester Square che le star hanno raggiunto attraversando una strada trasformata in Diagon Alley, il vicolo della terra dei maghi dove Harry e gli

altri apprendisti stregoni potevano acquistare gli ultimi accessori magici. Prevedendo l’arrivo di piogge torrenziali, i gemelli James e Oliver Phelps (Fred e George Weasley, i fratelli maggiori di Ron) si erano preparati indossando completi confezionati su misura con stoffa a prova di acquazzone.

   Emma, in un lungo abito da sera con gonna sbuffante di pizzi, sembrava una principessa agli antipodi con il personaggio un po’ secchione interpretato nei film. L’idea di essere arrivata in fondo all’avventura l’ha ”devastata”, aveva confidato alla vigilia dell’anteprima ai giornalisti e oggi ha pianto: ”Ermione era come una sorella per me. Quando mi chiedono cosa mi manchera’ di piu’ rispondo che si, mi manchera’ tutta la gente del cast, ma soprattutto mi manchera’ non essere più lei”.

   E la Rowling: ”Quando mi sono inventata Harry Potter ho sempre pensato che un giorno sarei stata a Trafalgar Square con tutti che avrebbero gridato il mio nome”. E ai fan che continuano a chiederle un nuovo libro ha lanciato un filino di speranza: ”E’ il mio bambino e se un giorno decidero’ di tirarlo fuori di nuovo, lo faro”’.

 Dopo 14 anni, sette libri e otto film, con 6,4 miliardi di sterline di profitti, 450 milioni di copie vendute in 70 lingue del mondo, 25 mila costumi e 600 divise scolastiche, 2182 litri di shampoo e balsamo per i capelli degli attori, 5800 cicatrici a forma di fulmine, 900 fiale della memoria, è arrivato dunque il momento della parola fine. Rowling ha ipnotizzato grandi e bambini dai sette ai settanta e’ arrivato al capolinea dove tutto era cominciato, in una Hogwarts devastata e ridotta a un cumulo di macerie , ma anche al binario 9 e tre quarti della stazione londinese di King’s Cross.  Harry annienta Voldemort – un ”cattivo high-tech” come lo ha definito il suo interprete Ralph Fiennes – in un tour de force che il Daily Telegraph, nella prima recensione, ha definito ”genuinamente terrificante”. E’ solo una coincidenza che passa per la testa di chi ha intrecciato la propria vita con le avventure di Harry, Ron e Hermione che una serie cinematografica arrivata nelle sale nel novembre 2001, due mesi dopo l’11 settembre, si chiuda nell’anno della morte di Osama Bin Laden. Nell’epico finale diretto da David Yates, il regista di ‘Ordine della Fenice’, ‘Principe Mezzosague’ e ‘Doni della morte parte 1′, la battaglia tra le forze del bene e quelle del male nel mondo della magia e’ a tutto campo. Una battaglia combattuta a colpi di straordinari effetti speciali – ”l’eredita’ che abbiamo lasciato all’industria britannica del cinema”, ha detto il produttore storico David Barron – e che per la prima volta per un film di Harry Potter si potra’ vedere anche in 3D. J.K. Rowling ha confermato che non scrivera’ piu’ libri di Harry Potter: i suoi libri che hanno cominciato ad apparire quando Bill Clinton era ancora alla casa Bianca e Tony Blair entrava a Downing Street, quando le Twin Towers erano ancora in piedi e Guantanamo ancora non esisteva, ma quando venne creata si disse che aveva ispirato Azkaban. Un prequel? ”C’e’ un tempo e un luogo per ogni cosa”, dice filosofico Yates. Per ora ai fan resta Pottermore, il sito che debuttera’ in autunno. Ma intanto, godiamoci il film.