Dal Mondo
16:25pm21 marzo 2016 | mise à jour le: 21 marzo 2016 à 16:25pmReading time: 3 minutes

Inquinamento, ogni anno 12,6 milioni di morti nel mondo

NoveColonne ATG – In Europa, nel 2012, l’esposizione a fattori di rischio ambientale è costata la vita a 1,4 milioni di persone. E’ quanto emerge dal rapporto dell’OMS sull’impatto dell’inquinamento ambientale sulla salute “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks”, secondo cui fattori di rischio ambientale come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette, contribuiscono all’insorgenza di più di 100 malattie e danni alla salute.

“Un ambiente sano è alla base di una popolazione sana” afferma Flavia Bustreo, vice direttore generale dell’OMS per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini. Nel rapporto emerge che i più esposti ai fattori di rischi ambientali sono i bambini al di sotto dei cinque anni e gli adulti di età compresa fra i 50 e i 75 anni. Ogni anno 1,7 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni e 4,9 milioni di adulti di età compresa tra i 50 ei 75 perdono la vita per cause che potrebbero essere evitate grazie ad una migliore gestione dell’ambiente. Sono infatti i bambini ad essere maggiormente colpiti da infezioni delle basse vie respiratorie e dalle malattie diarroiche, mentre le persone anziane sono le più esposte a malattie non trasmissibili.

Analizzando le diverse regioni del mondo, il rapporto dell’Oms rileva che nel 2012 i paesi a basso e medio reddito del Sud-Est asiatico e le regioni del Pacifico occidentale hanno registrato il numero più alto di morti legate all’inquinamento ambientale, con un totale di 7,3 milioni di decessi, la maggior parte dei quali legati all’inquinamento dell’aria.

Si stimano 2,2 milioni di morti ogni anno in Africa, 847mila decessi all’anno nelle Americhe, 854mila decessi ogni anno nella regione mediterranea dell’Est, 1,4 milioni di morti ogni anno in Europa, 3,8 milioni di morti ogni anno nel Sud-est asiatico e 3,5 milioni di morti ogni anno nel Pacifico occidentale.

Osservando oltre 100 categorie di malattie e di danni alla salute, dal rapporto emerge che la stragrande maggioranza dei decessi correlati ai rischi ambientali sono dovuti a malattie cardiovascolari, come ictus e cardiopatie ischemiche. In particolare l’ictus causa 2,5 milioni di morti ogni anno, le patologie cardiopatie ischemiche 2,3 milioni di morti ogni anno, le lesioni involontarie (come gli incidenti stradali) 1,7 milioni di morti ogni anno, i tumori 1,7 milioni di morti ogni anno, le malattie respiratorie croniche 1,4 milioni di morti ogni anno, le malattie diarroiche 846mila decessi all’anno, le infezioni delle vie respiratorie 567mila decessi all’anno, le condizioni neonatali 270mila decessi all’anno, la malaria 259mila decessi all’anno e le lesioni volontarie (come i suicidi) 246mila decessi all’anno.

Il rapporto Oms delinea azioni concrete che i Paesi possono mettere in atto per invertire la tendenza al rialzo registrata in termini di malattie e morti legate all’inquinamento ambientale. L’utilizzo per esempio di tecnologie e combustibili puliti per le attività di tipo domestico come cucinare, o per il riscaldamento e l’illuminazione delle case, permetterebbe di ridurre le infezioni respiratorie acute, le malattie respiratorie croniche, le malattie cardiovascolari e le ustioni. Aumentare l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati o la promozione di semplici azioni, quali ad esempio lavarsi le mani regolarmente, ridurrebbe ulteriormente l’incidenza delle malattie diarroiche.