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8 marzo: solo 27% nel mondo crede ci sia parità

8 marzo: solo 27% nel mondo crede ci sia parità
Photo: AnsaLa mimosa simbolo della festa delle donne

Ansa – Solo il 27% della popolazione mondiale crede che nel proprio Paese uomini e donne siano trattati allo stesso modo. Mentre il 48% ritiene che gli uomini siano favoriti contro un 17% che vede primeggiare le donne. L’8% non risponde.
L’Italia si trova al sesto posto tra i Paesi più virtuosi insieme alla Corea del Sud con il 37% di risposte positive (10% in più rispetto alla media mondiale).

Il dato più negativo per il nostro Paese è la parità raggiunta in campo lavorativo, riconosciuta da meno della metà del campione (48%, con uno scarto di 6 punti rispetto alla media internazionale). Emerge dal sondaggio realizzato in 40 paesi sulla parità dei sessi, sulle molestie sessuali e sulle violenze fisiche e psicologiche, realizzato da Doxa, in collaborazione con Win, il più grande network internazionale di società di ricerca indipendenti di cui è socio fondatore, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
I Paesi con i livelli più bassi di parità dei sessi sono Giappone e Marocco (entrambi con appena l’8%), seguiti da India (14%), Cile, Messico e Spagna (15%) e Francia (16%). A sorpresa, i Paesi con una maggiore parità tra uomini e donne sono tutti del Sud-Est asiatico: Filippine (61%), Thailandia (59%), Indonesia (57%) e Vietnam (48%). È la famiglia l’ambito in cui la parità dei sessi è stata maggiormente riconosciuta dagli intervistati a livello mondiale con il 66% dei consensi, mentre in Italia raggiunge il 68%. Più penalizzato risulta il contesto lavorativo (54%) o, ancora, quello politico (45%).

Le molestie sessuali rappresentano un fenomeno di portata maggiore di quanto si possa immaginare in tutti i Paesi del mondo. Limitando l’analisi alle sole donne di 18-34 anni, a livello mondiale il 15,6% di queste dichiara di avere subito molestie sessuali nel corso dell’ultimo anno. Il dato scende all’8% nella fascia d’età 35-54 anni e al 3,3% oltre i 54 anni.
Tra gli uomini, il 4% degli intervistati a livello mondiale afferma di esserne stato vittima negli ultimi 12 mesi. Tornando alle donne di 18-34 anni, i dati più preoccupanti si registrano in Messico (43%), in Irlanda (32%) e in Australia (29%).

L’Italia sembra invece essere tra i Paesi in cui il fenomeno è contenuto a meno dell’1% sul totale risposte. Al pari di Libano, Vietnam, Thailandia e Indonesia.
Allarmanti anche i dati sulla violenza fisica e psicologica: il 14,5% della popolazione mondiale dichiara di esserne stato vittima nel corso dell’ultimo anno, con un picco del 20% fra le donne di 18-34 anni. In alcuni Paesi atti di violenza subita sono stati riportati addirittura da circa un terzo (e più) degli intervistati: Paraguay (34,6%), Messico (34,2%), Cile (31,4%), Sud Africa (30,3%) e India (29,2%). Anche in questo caso l’Italia con il 2,4% delle risposte affermative sembrerebbe essere insieme a Vietnam (3,1%), Indonesia (3,2%), Thailandia (3,9%) e Corea del Sud (4,3%) tra i Paesi in cui il fenomeno è più contenuto.

Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa e presidente di WIN, afferma: “Il sondaggio basato su 38.890 persone intervistate in 40 Paesi dimostra che c’è ancora molta strada da fare. È infatti emerso che solo una minoranza della popolazione mondiale crede che uomini e donne siano trattati senza alcuna discriminazione di genere. La parità dei sessi ha raggiunto livelli alti in ambito familiare, ma sono ancora troppo bassi i dati relativi al mondo del lavoro e della politica. In generale, dallo studio emerge che gli uomini hanno una percezione “gonfiata” sulla parità di genere. Il sondaggio ha poi evidenziato livelli allarmanti di molestie sessuali e violenze subite, seppure con grandi differenze tra i vari Paesi. Ma il fil rouge è uno solo: ovunque le vittime più bersagliate sono le giovani donne”.