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28 maggio, Giornata mondiale dell’hamburger

28 maggio, Giornata mondiale dell’hamburger
Photo: ansaquasi un italiano su tre afferma di mangiare il "panino all'americana" tutti i giorni

Curiosità e numeri del medaglione di carne emblema del food made in Usa

Ansa – È il cibo più popolare in America, piace moltissimo anche in Italia ed ha una storia piena di curiosità. È l’hamburger, il medaglione di carne (ha una sua festa, il 28 maggio, giornata mondiale dell’hamburger) che ha origini in realtà tedesche.

 Dalla “bistecca amburghese” alla “svizzera”: etimologia del mito

Hamburger – secondo le curiosità raccolte dall’associazione no profit Carni Sostenibili, che ha per scopo la sostenibilià della produzione della carne – deriva dalla parola “Hamburg” cioè Amburgo, la seconda città più grande della Germania. L’hamburger steak, poi solo hamburger, fa la sua comparsa nelle cronache culinarie americane a partire dalla prima metà dell’800 e a servirlo per la prima volta nel suo ristorante di New York nel 1873 è lo chef Charles Ranhofer.

L’etimologia italiana del termine “svizzera”, parola con la quale si era soliti chiamare il medaglione di carne in Italia fino ad alcuni decenni fa, ha avuto origini simili. Svizzera, infatti, derivava da un piatto importato dal cantone tedesco dello stato elvetico.

Dimmi come lo chiami e ti dirò che hamburger scegliere

Esiste uno slang proprio degli amanti degli hamburger usato per definire le variazioni sul tema: “slopper” è l’hamburger ricoperto di salsa chili, “patty melt” quello con cipolle saltate e formaggio, avvolto in due fette di pane di segale, successivamente imburrato e fritto. Con “slider” ci si riferisce ad un hamburger piccolo e quadrato servito nel classico panino tondo ricoperto di semi di sesamo.

Chi cuoce bene, mangia meglio

Per la cottura perfetta bisogna evitare di usare olio e lasciare la carne 10 minuti a temperatura ambiente prima di metterla sul fuoco per scongiurare che l’interno resti freddo. L’hamburger, poi, vuole una cottura serena, e se a guidare la scelta fra ben cotta o al sangue è solo il gusto, sul metodo non si transige: la carne non va assolutamente girata e rigirata in continuazione, bastano dai 2 ai 4 minuti per lato. Trucco da chef per azzeccare il momento della giravolta? Osservare il bordo: quando la metà dello spessore avrà cambiato colore è ora di cuocere l’altro lato. Vietatissimo, infine, forare la carne con una forchetta, il risultato sarebbe quello di farle perdere preziosi succhi in cottura. Sempre valido il consiglio di non bruciare le superfici.

Tagli e carni

Se non ci sono dubbi che il vero hamburger sia solo di carne bovina, negli ultimi tempi si sono diffuse innumerevoli declinazioni. Le più amate? Quella di pollo e quella di maiale, spesso insaporiti con altri ingredienti. Ma vediamo quali tagli preferire per avere un panino sempre gustoso. L’hamburger di bovino per eccellenza si ottiene dai tagli della spalla con aggiunta della pancia per arricchire il sapore con un po’ di grasso, perché in effetti l’hamburger più gustoso e morbido contiene dal 12 al 15 % di grassi che in cottura in parte si disperdono. Per chi invece vuole fare una scelta più light, i tagli da scegliere sono quelli del posteriore, tagli con un contenuto in lipidi non superiore al 5%.

Un po’ di numeri

Secondo una recente ricerca Doxa quasi un italiano su tre afferma di mangiare il panino “all’americana” tutti i giorni, e l’80% dichiara di concederselo almeno una volta al mese. L’hamburger più caro al mondo costa 1400 euro, si mangia a Las Vegas ed è fatto di carne di Kobe, condito con foie gras e scaglie di tartufo.