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15:52pm8 maggio 2012 | mise à jour le: 8 maggio 2012 à 15:52pmReading time: 4 minutes

Russo conquista Torino. A Brescia si fa largo Singh

NoveColonne ATG/ROMA – Per la prima volta una grande città del nord registra il primato di un cognome esclusivamente meridionale: Russo conquista Torino, scalzando il nome di famiglia piemontese per eccellenza, Ferrero. Sempre per la prima volta un cognome straniero conquista il primo posto assoluto in una delle prime 10 città italiane più popolose del nord, accade a Brescia, con il cognome Singh, indiano-pakistano. Ed ancora per la prima volta anche città medie o piccole presentano cognomi stranieri tra i primi: il tunisino Fatnassi secondo a Imperia, i singalesi Fernando e Warnakulasuriya, 14esimo e 22esimo a Verona.

   La ricerca sui cognomi italiani, realizzata da Enzo Caffarelli, professore di Onomastica presso l’università di Roma, Tor Vergata, grazie alla collaborazione delle Anagrafi dei Comuni italiani e pubblicata sull’ultimo numero di Anci Rivista, può vantare molti primati: per la prima volta sono disponibili dati del XXI secolo e per la prima volta un’inchiesta sui cognomi più diffusi nelle città italiane viene realizzata sull’intera popolazione anziché sui titolari di abbonamenti telefonici, che sono invece soltanto una piccola parte dei residenti e non rappresentano milioni di giovani e di bambini. I dati che emergono meritano attenzione: il cognome Esposito è ora 12mo a Torino, mentre nella Aosta “regginizzata” sono calabresi ben 8 cognomi sui primi 10 e 11 sui primi 15.

   Un fatto notevole è rappresentato dalle divergenze tra le classifiche riportate anche in un recente passato e le nuove. Tale differenza si manifesta con spostamenti di posizione notevoli. Se confrontiamo i dati forniti dai Comuni ad Anci Rivista nel 2011 con quelli di Seat/Pagine Gialle del 1999-2000, troviamo per esempio Rossi non più primo a Latina, superato da Russo, e primo invece a Viterbo, dove sorpassa il locale Delle Monache, a Udine al posto di Rizzi nonché a Rovigo per Ferrari. Russo è il primo cognome per diffusione in Sicilia, il secondo in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria e complessivamente il numero uno del Meridione, mentre nel Centro-nord il primato appartiene a Rossi. Secondo le leggi fonetiche della nostra lingua e nei nostri dialetti, Russo non può essersi in alcun modo generato in Piemonte o in Lombardia o in Emilia o in Toscana o nel Lazio. Eppure oggi è diventato il numero uno a Torino, come detto, e a Latina. Inoltre sale a Novara dal 14esimo al quinto posto, a Genova dal 19esimo al 12esimo, a Bologna dall’86esimo addirittura al 14esimo, a Trieste dal 46esimo al 14esimo, a Livorno dal 98esimo al 44esimo, a Grosseto dal 98esimo al 17esimo.

 

L’onomastica straniera

 

   A Napoli ci sono 242 cittadini chiamati Nugnes, 213 Sanges, 206 Perez, 126 Martinez, 226 Lopez. L’onomastica straniera nel repertorio italiano è fenomeno antico. La ricerca condotta da Enzo Caffarelli mette in risalto proprio questo aspetto. Già nella Roma antica, che aveva accolto nomi etruschi, sabini, oschi, messapichi e di altre popolazioni italiche, giunsero in modo costante nomi greci e poi africani e provenienti dai vari territori dell’impero. Per alcuni popoli l’influenza si è esercitata quando ancora i cognomi non esistevano come tali: ma si sono formati successivamente a partire da nomi personali o toponimi, o da voci del lessico comune che appunto erano greci, ebraici, longobardi, eccetera. Dal XV-XVI secolo in poi, invece, gli stranieri, sono penetrati in Italia direttamente con i loro nomi di famiglia. Dicasi questo, ad esempio, per i cognomi di origine albanese, Gramsci, Scutari, Matranga, Rada, Bua, Petta, Strati e Tanassi. Da un punto di vista etimologico sono ebraici Raffaelli, Sabatini, De Maria, sono greci Teodori, Craxi, Laganà, arabi Morabito, Almirante, Badalementi, germanici Federici, Riccardi, Landi. Quasi tutti questi nomi stranieri si sono adattati nel tempo alla lingua italiana, forse anche i “nuovi” nomi potrebbero via via trasformarsi. Qualche anno fa la Gazzetta Ufficiale riportava la notizia di una famiglia araba che aveva cambiato cognome: da Ben Omar a Benoma. Un po’ come gli italiani del secolo scorso, che trasferiti negli Stati Uniti o in Brasile furono costretti o consigliati dalle loro relazioni sociali a ridurre, adattare e perfino tradurre i loro nomi di famiglia, con, per fare qualche esempio, Lorenzi che diventò Lawrence o Martini Martin.