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21:39pm13 novembre 2020 | mise à jour le: 13 novembre 2020 à 21:39pmReading time: 2 minutes

Il ritorno dell’aquila in Sardegna e Sicilia

Il ritorno dell’aquila in Sardegna e Sicilia
Photo: AnsaTornano le aquile nelle due maggiori isole italiane

In Sicilia si salva dall’estinzione, in Sardegna si reintroduce dopo la scomparsa negli anni Novanta.

Ansa – Il risultato è che in quattro anni un numero sempre maggiore di esemplari di Aquila di Bonelli vola nei cieli delle due isole italiane: grazie ai progetti europei del WWF Italia, dall’associazione faunistica spagnola Grefa e di Ispra, oggi uno dei rapaci di maggior importanza per l’Italia continua ad essere presente nei nostri habitat.

I due progetti europei (“Life ConRaSi” del WWF Italia per la Sicilia e “Aquila a-Life” di Grefa e Ispra per la Sardegna) hanno deciso di festeggiare l’Aquila Day, per diffondere la conoscenza di questo splendido rapace a rischio di estinzione e informare su cosa si sta facendo nel nostro Paese per la sua conservazione.

Nel caso della Sicilia, il progetto Life lotta contro il declino della popolazione locale della splendida aquila, che era stata ridotta a una dozzina di coppie a causa della depredazione di uova e pulcini dai nidi a fini collezionistici e per la falconeria.

In Sardegna si è invece ripartiti da zero dopo l’estinzione, portando ogni anno nell’isola nuovi esemplari a partire dall’estate 2018. In quest’ultimo caso, Aquila a-Life, condotto da ISPRA, con il supporto dell’agenzia Forestas e del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna ha reintrodotto, nel territorio sardo, 21 pulli provenienti da Spagna e Francia e uno anche dalla Sicilia. A circa 50-60 giorni di età gli uccelli sono stati trasferiti nella voliera nel Parco di Tepilora e liberati. La storia dell’Aquila di Bonelli e della reintroduzione in Sardegna è raccontata anche in un fumetto scaricabile dal sito del progetto.

Anche Life Conrasi di WWF Italia, in collaborazione con la Regione Siciliana e Grefa, ha prodotto ottimi risultati. Partito nel 2016, il progetto ha favorito l’aumento dei siti riproduttivi (51 nel 2020 contro i 46 del 2016) e aiutato a portare a 38 le coppie di aquile che quest’anno hanno deposto almeno un uovo (erano 20 nel 2016). Complessivamente le giovani aquile giunte ad involarsi dai nidi negli ultimi cinque anni assommano a 180 e ammontano a 45 quelle involatesi tra maggio e giugno di quest’anno.