Italia

I politici più amati d’Italia

 

Ansa/Roma – La disaffezione per la politica nazionale ha effetti a cascata anche sugli esponenti politici locali, che vedono da una parte diminuire i loro consensi, dall’altra premiare esponenti meno radicati nella politica tradizionale. È quanto emerge dal sondaggio Governance 2012 di Ipr Marketing per ‘Il Sole 24 ore’ che ha assegnato la palma di sindaco più amato d’Italia a Vincenzo De Luca, a capo di una coalizione di centrosinistra alla guida di Salerno, che raccoglie il 72% dei consensi seppure in flessione rispetto al giorno dell’elezione. E, in un podio tutto meridionale, seguono poi al secondo posto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando (con il 71% dei consensi) e al terzo il sindaco di Agrigento Marco Zambuto. Al 4/o posto il primo sindaco del Nord, il leghista Flavio Tosi di Verona, in crescita di consensi dell’8,7% rispetto al giorno della sua elezione. Nella speciale classifica dei presidenti di Regione invece la spunta Enrico Rossi, governatore della Toscana, scalzando per un punto dal primo posto il collega Luca Zaia. Al 3/o posto il presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani che aumenta i suoi consensi del 3,9% dal giorno della sua elezione passando dal 51,9 al 56%.

Dietro il trio di testa, il presidente delle Marche, Gian Mario Spacca e poi Claudio Burlando (Liguria). Nella classifica dei presidenti di regione più amati dai propri elettori seguono i governatori di Basilicata e Umbria, De Filippo e Marini, rispettivamente al 52 e 51%. Appaiati al 50% i presidenti di Campania e Puglia, Caldoro e Vendola. Sotto di loro un trio al 48%, che vede insieme i governatori di Calabria, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Al 45% Giovanni Chiodi, presidente dell’Abruzzo, precede Ugo Cappellacci della Sardegna, (44%).

«Dico sempre quello che penso e credo di essere apprezzato per il mio modo di essere diretto e sincero». È questo, secondo Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, il ‘segreto’ che lo vede, il primo cittadino più amato d’Italia e che lo ha portato a ‘bissare’ il successo ottenuto già cinque anni fa. «Siamo i primi tra i presidenti di regione, per quel che vale. Ma fa piacere e aiuta»: così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha commentato su facebook la rilevazione di Ipr Marketing.  Primi dunque ma senza nessun entusiasmo apparente, vista la «quotidiana nevrotizzazione a causa delle scarse risorse a disposizione» per dirla con De Luca. Dunque «l’incessante calo di credibilità della classe politica nazionale e l’avvento dei tecnici al governo hanno di fatto sancito la crisi definitiva di un modello consolidato ed esteso di rappresentazione della realtà politica del nostro Paese, generando un calo di consensi generalizzato verso gli amministratori locali» sottolinea il direttore di Ipr Antonio Noto.                                                                                      A farne le spese per primi i sindaci delle grandi città, i più esposti a portare sulle proprie spalle, per dirla con il sindaco Alemanno, «le scelte sbagliate del governo»( a partire dall’Imu). Non lascia spazio a interpretazioni infatti la loro posizione in classifica. Unica eccezione Palermo,con Leoluca Orlando che si piazza al secondo posto con un gradimento molto alto (71%,) e Milano dove il sindaco Giuliano Pisapia (al10/o posto) registra un consenso del 60%, in crescita del 4,9% rispetto al giorno dell’elezione. In forte calo il consenso dei primi cittadini di Firenze, Matteo Renzi (62/mo) e Roma, Gianni Alemanno (71/mo). In particolare il primo scende del 7,5%, dal 59,5 registrato il giorno dell’elezione al 52% del sondaggio Governance 2012, mentre Alemanno perde il 3,7% scendendo dal 53,7 al 50%. La contrazione più forte è quella del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano (84/mo) che cede il 21,7% dei consensi rispetto al giorno dell’elezione nel quale aveva il 69,7% ed è ora al 48. Pesante il calo registrato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris (17/mo) che cede il 6,4% (dal 65,4 al 59%).