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19:32pm6 marzo 2017 | mise à jour le: 6 marzo 2017 à 19:32pmReading time: 3 minutes

Istat: Italia sempre più vecchia, calo storico nascite

In un anno 86mila in meno. Over 65 al 22,3%. Boom della fuga all’estero

Un’immagine d’archivio di tre anziani su una panchina

ANSA

ANSA – Un Paese che invecchia sempre più, con una popolazione che diminuisce ma vede aumentare in modo costante l’età media, con un ultrasessantacinquenne ogni 5 abitanti, un calo storico delle nascite e un boom di trasferimenti all’estero. Non è un Paese per giovani quello che emerge dagli Indicatori demografici dell’Istat pubblicati oggi, nei quali l’istituto di statistica traccia le sue stime per l’anno 2016.

LA POPOLAZIONE SCENDE – Al 1 gennaio 2017, l’Istat stima che la popolazione ammonti a 60 milioni 579mila residenti, 86mila in meno sull’anno precedente. Il calo però non si presenta in tutte le regioni: nelle due più popolose, Lazio e Lombardia, si stima un incremento del 1,3 e del 1,1 per mille rispettivamente. La decrescita maggiore è invece in Basilicata (-5,7).

CALO STORICO DELLE NASCITE – Il record di minimo delle nascite del 2015 (486mila) è stato superato da quello del 2016, pari a 474mila. La riduzione, che a livello nazionale è del  2,4%, interessa tutto il territorio con l’eccezione della Provincia di Bolzano, che registra invece un incremento del 3,2%. Il numero medio di figli per donna, in calo per il sesto anno consecutivo, si assesta a 1,34, e si conferma la propensione delle donne ad avere figli in età matura (l’età media al parto è di 31,7 anni); è comunque al Nord che si fanno più figli, 1,4 per donna contro 1,31 del Centro e 1,29 del Sud.

UN NATO SU 5 HA MADRE STRANIERA – Nel 2016 il 19,4% dei bambini è nato da madre straniera, come nel 2015. I nati da cittadine straniere sono 92mila (-2,2%), mentre i nati da italiane sono 382mila (-2,4%).

IN CALO LA MORTALITÀ – Dopo il picco registrato nel 2015 con 648mila casi, sono 608mila i decessi nel 2016 (-6%), una riduzione che interessa tutte le regioni ma è particolarmente accentuata in Liguria e Molise. La speranza di vita alla nascita ha recuperato terreno, assestandosi per gli uomini a 80,6 anni e per le donne a 85,1 anni. Ma le differenze sul territorio persistono, con i valori massimi nel Nord-est, dove gli uomini possono contare su 81,1 anni di vita media e le donne su 85,6; quelli minimi nel Sud (79,9 anni gli uomini e 84,4 le donne).

SEMPRE PIÙ VECCHI – Al 1 gennaio 2017 i residenti hanno un’età media di 44,9 anni, due decimi in più rispetto alla stessa data del 2016. Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale; quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni (6,8%), mentre gli ultranovantenni sono 727mila (1,2%). Gli ultracentenari ammontano a 17mila.

IN 6 ANNI TRIPLICATE LE ‘FUGHE’ ALL’ESTERO – Nel 2016 si stima che circa 293mila persone siano arrivate in Italia e 157mila se ne siano andate, per un saldo migratorio netto con l’estero di 135mila persone. Ma se la maggior parte degli ingressi (88%) è dovuta a cittadini stranieri, la gran parte delle uscite riguarda italiani: 115mila connazionali si sono trasferiti all’estero l’anno scorso, in aumento del 12,6% rispetto al 2015, un numero triplicato in sei anni.  

STABILE PRESENZA STRANIERA – Gli stranieri residenti sono 5 milioni 29mila (8,3% della popolazione), in lieve aumento (+2.500), la crescita più modesta degli ultimi anni. Un rallentamento dovuto, per l’Istat, anche alle acquisizioni di cittadinanza italiana, che mostrano un’evoluzione davvero notevole: 29mila nel 2005, 66mila nel 2010, 178mila nel 2015 e una stima, per il 2016, di205mila acquisizioni.